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...E tre! Incendiata l'auto dell'avvocato Salvatore Morabito


E siamo al terzo attentato incendiario a distanza di qualche mese nel nostro comune.

Compiuto sempre nella frazione di Saline Joniche.
Questa volta è toccato all'avvocato Salvatore Morabito, anni 42, nativo di Fossato Jonico ma residente in via Campolo a Saline.

L'atto intimidatorio, dopo quelli compiuti ai danni del consigliere comunale ed assessore alla Comunità Montana Versante dello Stretto, Ugo Suraci e del capo ufficio tecnico comunale, ing. Francesco Foti, ha preso di mira la Fiat Bravo del noto professionista montebellese, parcheggiata davanti al portone d'ingresso della sua abitazione.

L'automobile è di proprietà del padre dell'avvocato, ma in uso allo stesso.

L'incendio ha danneggiato il cofano anteriore della vettura ed è scoppiato a tarda notte, spento dal pronto intervento dei vigili del fuoco di Annà di Melito Porto Salvo.

Gli inquirenti pensano ad una matrice dolosa.

Il professionista in passato ha ricoperto ruoli importanti nell'amministrazione comunale, assessore e anche vice sindaco.

Si susseguono i vertici anticrimine in prefettura, ma a Montebello è sempre emergenza criminalità.

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Giuseppe Musolino brigante o eroe? (Parte II)

La cattura del bandito Musolino (Seconda ed ultima parte)

(Da "La Tribuna Illustrata" del 27 ottobre 1901)
I tentativi più interessanti di cattura sono stati tre. Nel primo, si provò a risolvere Musolino ad emigrare clandestinamente. Due subagenti di emigrazione attirati dal premio riuscirono a fargli promettere di recarsi nottetempo su una nave ancorata poco oltre il capo Bruzzano. E una nave fu mandata là perché Musolino si rassicurasse, ma egli all'ultimo momento fece telegrafare ai subagenti che non sarebbe più partito. La nave se ne andò; egli comparve tre o quattr'ore dopo e, non vedendo più nemmeno una barca alla costa, capì il tranello e promise altre due vendette. Nel secondo tentativo fu indotta una bella giovane del mandamento di Gallina, figlia d'un "sorvegliato speciale" e molto ammirata da Musolino, a farlo venire in sua casa a data fissa. Musolino invece vi andò una notte prima, improvvisamente, non lasciò uscire dalla casa nessuno, così che nessuno potè andare ad avvertire i carabinieri, portò via con sé la donna, se la condusse per tre giorni sulle montagne di Bagaladdi e poi la rimandò giù con qualche dono e molte gesta da raccontare. Nel terzo il "confidente" Princi riuscì ad attirare Musolino nella grotta di Mingoja, intorno alla quale il brigadiere Sorrentino aveva disposto un doppio cordone di vigilanza per fargli gustare dei maccheroni caldi, dei quali il bandito pare assai ghiotto. I maccheroni avevano, fra gli altri condimenti, anche una buona dose d'oppio. Ma l'oppio era guasto e non agì. I "cordoni di vigilanza" agirono anche peggio perché, quando Musolino era per incapparci, una guardia napoletana nascosta di dietro un cespuglio vedendoselo a cinque passi ebbe paura, e gridò un "Chi va là?" così che Musolino scaricò la doppietta nelle gambe dei Princi, si gettò giù per il burrone, incontrò il secondo cordone, uccise il carabiniere Reparato e scomparve. Vi fu anche un tempo in cui Musolino cercò persino ricovero in una tomba del cimitero di Roccaforte, e si era adattato a passare le sue notti in compagnia dei teschi umani e di un mucchio d'ossa. Musolino non provava brividi innanzi allo spettacolo della tomba; si accomodava formandosi un giaciglio con erbe secche raccolte in quelle contrade e non risparmiava di fornire la sua dimora di pugnali e fucili e di un buon lume, e di forare nello stesso tempo il muro onde ricevere aria pura! In Calabria è popolarissima una canzone che si vuole sia stata scritta da Musolino e che non è forse una delle ultime cause della sua triste celebrità e del suo prestigio in mezzo a quelle popolazioni fiere e sentimentali. Un'altra poesia scrisse Musolino intorno alla sua inviolabilità, diventata leggendaria fra i contadini della Calabria. Un giornale pubblicava, qualche tempo fa, un'approssimativa statistica di quanto il Musolino era costato al Governo, già qualche mese fa, per le misure di pubblica sicurezza prese per la sua cattura.Si presume che le spese complessive, per la dislocazione delle truppe negli Abruzzi - che come è noto nell'inverno scorso raggiungevano quasi due reggimenti abbiano toccato le 500.000 lire, e a queste aggiungendo le altre spese ingenti per lo spionaggio, per gli arresti numerosi e per tutte le misure di P.S., si verrebbe a raggiungere e forse a sorpassare la somma tonda di un milione. Nessun galantuomo ha mai costato tanto al Governo! (Fine)
Nella foto il brigante Giuseppe Musolino
Il racconto "La cattura del bandito Musolino" è disponibile per il download in formato pdf nell'area Download Libri e Racconti.

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Riqualificazione dei centri storici del reggino

Il presidente della Giunta regionale Agazio Loiero e l'assessore Michelangelo Tripodi hanno incontrato, nella sede della presidenza, i giornalisti per illustrare gli obiettivi del programma di riqualificazione e recupero dei centri storici, che prevede un finanziamento complessivo di circa 42 milioni di euro. Erano presenti anche il dirigente generale Carmine Barbaro, la dirigente del settore Rosaria Amantea e l'architetto Antonio Riverso che ha fatto parte della commissione di valutazione. "L'idea di qualificare e recuperare i centri storici - ha esordito il presidente Loiero - è stata un'operazione importante non solo per il lavoro svolto, ma anche per la metodologia di assegnazione usata e per il criterio con cui si dovranno realizzare gli interventi. Metodologia all'insegna della trasparenza che ha caratterizzato tutto il lavoro di questi mesi, perché riteniamo che più che realizzare l'opera è importante farlo, appunto, con chiarezza". L'assessore Tripodi si è soffermato sulle tematiche di valorizzazione e riqualificazione delle aree urbane. "La Giunta regionale - ha detto Tripodi - si è impegnata a finanziare un programma destinato alla riqualificazione ed al recupero dei centri storici dei Comuni ricadenti nel territorio della Provincia di Reggio Calabria, privilegiando gli interventi nella Locride. Sono stati individuati complessivamente cinquantatre Comuni, per un totale di settantaquattro interventi previsti in venticinque progetti". Per la realizzazione di tale programma è stato previsto l'utilizzo delle risorse finanziarie, di cui alla delibera Cipe 20/2004, ancora disponibili sull'Accordo di programma quadro "Emergenze urbane e territoriali". Attualmente, la proposta approvata dalla Giunta è stata trasmessa ai ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Infrastrutture per l'implementazione delle ulteriore fasi finalizzate alla stipula dell'Accordo. Il dipartimento Urbanistica ha indetto un bando pubblico finalizzato all'individuazione di progetti per interventi infrastrutturali di rilievo strategico, rivolto ai Comuni, raggruppamenti di Comuni, associazioni miste pubblico-private. "Il Bando - ha specificato Tripodi - è stato istituito con l'intento di individuare la progettualità in atto presso le amministrazioni comunali, in linea con i principi di recupero, riqualificazione, valorizzazione e disegno strategico per lo sviluppo". Perciò, la riqualificazione e il recupero dei centri storici rappresenta la possibilità di far fare un salto di qualità a determinate aree di alto valore storico della nostra regione. Rappresenta la possibilità di fare un uso diverso di quei centri che sono stati degradati e abbandonati". Per l'assessore Tripodi una altro obiettivo da raggiungere "è quello di estendere il programma alle altre province della Calabria". "Perché - ha concluso - riteniamo prioritario e strategico valorizzare quello che c'è, che potrà rappresentare un elemento dinamico di sviluppo, da mettere possibilmente in rete, nonché il miglioramento della qualità insediativa e di vita, il rafforzamento della coesione sociale e il recupero dei valori culturali e di identità dei sistemi urbani". (p.g.)
Comunicato stampa Regione Calabria
La domanda che tutti i lettori del blog sicuramente si porranno è: "Montebello fa parte dei 53 comuni individuati per gli interventi? E, qualora così fosse, gli interventi verranno effettivamente svolti in aree da riqulificare, o come spesso avviene negli ultimi tempi, prevarranno gli interessi campanilistici dei vari amministratori?"
Nella foto l'assessore regionale Michelangelo Tripodi

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 10:55 AM, , links a questo post




Mai più un’altra Federica

La classe di Federica Monteleone, la 2 F del liceo scientifico G.Berto di Vibo Valentia, non poteva restare senza andare dalla sua Kikka.
Così, appena una settimana dopo l’incredibile incidente all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, (Federica era entrata in coma venerdì 19 gennaio) tutto era pronto per andare all’altro ospedale di Cosenza, dove la ragazza, in sala rianimazione, lottava tra la vita e la morte senza un perché, dopo un’operazione apparentemente facile di appendicite.
Ma al giorno d’oggi, si può rischiare di morire per una appendicite? Sembra proprio di sì!
Finalmente i compagni avrebbero visto Federica, quel venerdì 26. Stare un po’ vicino a lei, far sentire la loro presenza, incoraggiarla a lottare. Sul pulman avevano portato dei cartelloni con scritte di speranza e augurio, regalini e un peluche enorme per lei, Kikka (con questo diminutivo la chiamavano i compagni di classe).
La mamma di Federica li stava aspettando, sapeva che arrivavano insieme al preside e all’insegnante di lettere e ad una rappresentante della Consulta studentesca: i compagni di classe si sono sentiti per telefono con la signora Maria, la mamma di Federica,per confermare il loro arrivo.
Ma all'arrivo in ospedale la vigilanza ha bloccato i ragazzi, che sono stati costretti ad aspettare fuori dalla porta.
La madre di Federica, contattata al telefono piangeva: Federica ha fatto la sua scelta. E’ andata via, per sempre.
Se ne andata sulle punte di quelle sue scarpette rosa, da ballerina. La danza era una delle sue passioni, la copertina del suo quaderno di latino portava l’immagine di una ballerina che danzava in un teatro. Adesso danzerà per sempre, leggera come una farfalla, ma in una dimensione senza spazio né tempo inaccessibile ai mortali.
La classe, alle ore 11,45, fa rientro a casa, tra le lacrime e il dolore straziante, senza Federica. Lei non tornerà più in classe, il suo banco resterà vuoto per sempre, così come per sempre resteranno di lei i ricordi piacevoli da parte dei compagni. Adesso si assenterà dalla scuola, lei che non perdeva mai una lezione, neanche con la febbre. Neanche quando le gessarono la gamba si assentò, veniva a scuola con le stampelle che appoggiava al muro.
Sul suo banco un mazzo di fiori, tanti biglietti scritti per lei, tante poesie e parole d’amore.
La bandiera italiana della scuola resterà a mezz’asta fino alla conclusione dell’anno scolastico. L’aula della sua classe, la 2 F, porterà il nome di Federica Monteleone. Gli articoli scritti da Federica sul giornale on line dell’istituto della scuola, School Times, verranno raccolti in un volume. La scuola istituirà una borsa di studio intitolata a Federica e promuoverà la costituzione di un laboratorio di giornalismo a lei dedicato. Il giornalismo, altra passione di Federica Monteleone. Federica ha incominciato a scrivere sul giornale della scuola su proposta dell’insegnante di lettere. E lei ha continuato a scrivere, meritando di entrare nella redazione dello School Times. L’anno scorso il giornale ha vinto il premio nazionale Giornalista per un giorno, e Federica ha fatto parte degli studenti che sono andati a Fiuggi a ritirare il premio, perché lei era stata una delle più assidue collaboratrici nella stesura degli articoli. Federica ha scritto 45 articoli sul suo giornale, il primo il 15 novembre del 2005, l’ultimo il 3 gennaio. Il presidente dell’ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, vorrà intitolare a Federica un premio giornalistico da assegnare, ogni anno, al più giovane giornalista iscritto all’Albo della Calabria. Sarà un modo per legare il ricordo di Federica ai sogni di tanti giovani che hanno la passione per questa professione.
Il ministro della Salute Livia Turco, il presidente della Regione Calabria Loiero e l’assessore alla sanità della Regione Calabria Doris Lo Moro, appena saputa la tragica notizia, si sono precipitati in ospedale e trattenuti con i genitori, Maria e Pino.

Il ministro Turco e la Lo Moro scoppiano in lacrime. Il ministro assicura i genitori di Federica: ci impegneremo affinché sia fatta giustizia su questo dramma, in nome di Federica. L’assessore regionale Lo Moro dichiara: I Monteleone sono un esempio per le altre famiglie!
E infatti i genitori della povera Federica hanno acconsentito immediatamente al trapianto degli organi della ragazza perché, dicono, nostra figlia era d’accordo e avrebbe voluto così. Avrebbe voluto diventare ricercatrice, salvare altre vite. Sul desktop del suo cellulare aveva una foto di un ricercatore con microscopio in camicie bianco.
Mentre gli altri ragazzi della sua età hanno quelle dei divi del cinema, del calcio e della televisione.
Nel momento del dolore più atroce, Maria e Pino hanno avuto la forza e il coraggio per trovare un gesto di grande umanità.
Il giudice la procura di Vibo ha però ha dato via libera soltanto all’espianto delle cornee della ragazza. Ma qualcosa di Federica vivrà ancora a vantaggio di due vite.
Adesso bisognerà dare una verità alla morte di Federica, lo chiediamo tutti, perché non avvengano più casi come quello successo a Federica Monteleone.
Gli ospedali dovranno funzionare come si deve, basta raccomandazioni politiche e gente non all’altezza nei posti chiave della salute.
Non si può scherzare con la salute della persone, per questo chi ha sbagliato paghi e lasci il posto a gente più competente. E’ ora di incominciare a fare pulizia dei finti medici in Calabria!
Serve una classe medica specializzata e spoliticizzata.
Federica lo reclama, insieme a tutti noi.

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postato da Miguel Cervantes; alle 8:58 PM, , links a questo post




La relatività delle cose

Se si sia trattato di semplice casualità o meno non lo sapremo mai. Il dato di fatto, comunque è che a distanza di soli sei giorni dalla pubblicazione delle "scandalose" foto sullo stato del manto stradale di via dei Martiri (Fossato Ionico) finalmente la strada è stata "asfaltata". Certo, sarebbe stato opportuno rifare per intero il manto stradale comunque, considerato il trattamento di solito riservato alle zone nord del comune di Montebello, poteva andare anche peggio (non sono lontani i ricordi di buche riempite di macerie per diminuirne la profondità) insomma per ritenerci soddisfatti dovremmo applicare le teorie di Einstein sulla relatività, il poco confrontato col nulla potrebbe essere infinito.

Nelle foto il nuovo "manto stradale" di Via Dei Martiri in Fossato Ionico:

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27 gennaio, il Giorno della Memoria (legge n.211/2000)


PER NON DIMENTICARE

(Ciò che è accaduto può ritornare)


Il rischio dell'odio razziale è sempre presente
(Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica)


La Shoah è l'indicibile.
Oggi è nostro dovere ricordare, ribadire e diffondere questa verità, contro le tentazioni, che pure periodicamente si profilano, a negare ciò che è accaduto o anche solamente a ridurne la portata
(Fausto Bertinotti, Presidente della Camera dei Deputati)


Il governo italiano ha approvato all'unanimità un disegno di legge, presentato dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, che prevede pene severe per chi propaganda la superiorità razziale (fino a 3 anni di carcere) e commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi (fino a 4 anni)


Auschwitz si trovava a circa 70 km ad ovest di Cracovia nella Polonia meridionale.
Le torri di guardia con le mitragliatrici all'entrata del campo e una barriera di filo spinato in cui passava la corrente elettrica impedivano ai prigionieri di scappare.
Il solo toccarla poteva causare una paralisi mortale.
Sempre all'entrata si trovava una betulla ed un'aiuola ben curata, in netto contrasto con le cose terribili che accadevano in quel luogo.
Vicino a quella betulla i prigionieri sostavano vestiti per l'ultima volta con le proprie vesti, e quì il guardiano di servizio controllava, lista alla mano, il loro numero, chiamandoli ancora con il proprio nome.
Davanti a questa betulla passarono centinaia di migliaia di uomini e di donne che rappresentavano i cittadini di tutti i paesi europei occupati dai tedeschi.
Di loro se ne salvò soltanto qualcuno.
In questo lager morirono circa 4 milioni di persone.
Il campo di sterminio di Auschwitz fu liberato dall'Armata Rossa il 27 gennaio 1945.
E il mondo scoprì la barbarie dell'olocausto.



NON GRIDATE PIU'

Cessate d'uccidere i morti,
Non gridate più, non gridate
Se li volete ancora udire,
Se sperate di non perire.

Hanno l'impercettibile sussurro,
Non fanno più rumore
Del crescere dell'erba,
Lieta dove non passa l'uomo.

(Giuseppe Ungaretti)

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Addio Federica

Federica Monteleone, la ragazza di 16 anni, entrata in coma venerdi' scorso mentre era sottoposta ad un'operazione di appendicite nell'ospedale di Vibo Valentia, è morta. Trasferita all'ospedale Annunziata di Cosenza dove era stata sottoposta a delle terapie, la giovane non è risucita ad uscire dal coma. Secondo quanto comunicato dal legale della famiglia, i genitori di Federica Monteleone hanno autorizzato l'espianto degli organi. Contestualmente all'espianto il perito, incaricato dalla Procura per l'inchiesta, procederà agli esami autoptici. L'assurda morte di Federica ha lasciato allibita l'Italia intera e molti sono stati i messaggi di cordoglio alla famiglia giunti alla famiglia Monteleone. L'Ordine dei Giornalisti della Calabria, nella persona di Giuseppe Soluri, ricordando fra i sogni della ragazza quello di diventare giornalista, ha indetto un premio alla memoria di Federica Monteleone. Il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero ha affermato: ''L'unica cosa che mi sento di dire è che chiederò che il nuovo ospedale di Vibo che, come discusso con il ministro Turco andremo a realizzare, porti il suo nome".
Lo Staff di Montebello Ionico Blog News, augurandosi che venga presto fatta luce sull'assurda vicenda di Federica, esprime tutto il proprio cordoglio alla famiglia Monteleone.
Cliccando qui è possibile vedere una rassegna video dei principali telegiornali sulla triste vicenda di Federica Monteleone.
Nella foto l'ospedale di Cosenza dove è deceduta Federica Monteleone.

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Giuseppe Musolino brigante o eroe?

Il 9 gennaio del 1899 il brigante Giuseppe Musolino, si diede alla latitanza e al compimento del terribile programma di vendetta che si era tracciato. A ricordo di quell'uomo che fu per molti un bandito, per altri un ribelle, per altri ancora una vittima dell'ingiustizia che sempre si accanisce sul povero, pubblichiamo qui di seguito la prima parte dell' articolo de "La Tribuna Illustrata" del 27 ottobre 1901 che parla della cattura di Giuseppe Musolino. La seconda ed ultima parte sarà pubblicata a giorni, dopodichè il racconto sarà disponibile per intero (in formato PDF) nell'area Download Libri e Racconti.

La cattura del bandito Musolino (parte I)

I lettori conoscono già i particolari dell'arresto del brigante Musolino, avvenuto ad Acqualagna, nel circondario di Urbino; e così pure crediamo che saranno sufficientemente informati intorno alla vita e allo "stato di servizio" di questo ribelle che per tre anni batté la campagna terrorizzando i contadini, e non soltanto i contadini della Calabria, sfidando una forza armata e non armata considerevole messa in moto per impadronirsi di lui e alla quale riusciva sempre a sfuggire. Ora, quando nessuno se lo aspettava e in un territorio in cui nessuno sospettava la sua presenza, il fiero bandito è caduto nelle mani dei carabinieri: caduto è il vero termine, perché, se non ci fosse stato un filo di ferro che sosteneva un filare di viti e nel quale egli inciampò fuggendo, forse sarebbe riuscito anche questa volta a salvarsi grazie alla sua straordinaria agilità. Giuseppe Musolino ha venticinque anni, essendo nato nel 1876, a Santo Stefano di Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria. A undici anni uccise un suo compagno e fu condannato a tre anni di reclusione; la seconda condanna la riportò alla fine del 1898 per mancato omicidio, del quale si protestò innocente: condannato a ventuno anni di reclusione dalla Corte di Assise di Reggio, giurò, se sopravviveva, o se riusciva a evadere, di vendicarsi, ed evaso realmente il 9 gennaio 1899, si diede alla latitanza e al compimento del terribile programma di vendetta che si era tracciato, e che qui sarebbe troppo lungo esporre; basti dire che in meno di tre anni si rese colpevole - solo tenendo conto dei principali delitti - di sette ornicidi e di otto mancati omicidi. Come tutti i briganti, Musolino è devotissimo, e crede ciecamente nella protezione di San Giuseppe. Come tutti i violenti, rifuggì sempre dal furto. Rubando, gli sarebbe sembrato di macchiare la sua vita. Musolino ha avuto sempre a sua disposizione del denaro. A un signore di Brancaleone che gliene offriva, egli mostrò 1500 lire che portava cucite nella fodera della giacca. E questo suo denaro serviva anche a far del bene. Una giovinetta di Bova andava nel bosco di Paracopio: era una povera ragazza macilenta e lacera e destò la pietà di Musolino. Egli le si avvicinò e col miglior garbo che poté le domandò notizie di Musolino. La ragazza rispose sinceramente ciò che pensava il popolino: "Non c'è nessuno che ne dica male, tutti bene." - "E tu lo conosci?" - Alla negativa della fanciulla egli si avvicinò, le diede 10 lire e le disse: "Tieni, queste te le dà Musolino, il quale fra otto giorni vuole vederti vestita." Una volta egli ebbe a un tiro di fucile, nelle montagne del suo paese, un tenente dei carabinieri, giovanissimo e bello, che, alla testa di pochi suoi militi, andava in cerca di lui. Avrebbe potuto ucciderlo e, poiché stava su di un'altura, mettersi in salvo. Ma la pietà del giovane e bello ufficiale lo vinse: gli risparmiò la vita; ed il giorno dopo non mancò di scrivergli che gli era debitore, appunto perché giovane e bello, della esistenza; ma che non se la prendesse tanto calda, poiché... non si sa mai, le buone disposizioni di ieri potevan mutare domani. (Fine Prima parte)


Nelle foto il brigante Giuseppe Musolino

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Abbattuto l'ecomostro di Copanello

La Regione Calabria inizia l'azione di legalità per gli orrori di cemento, nell'indifferenza dei quotidiani nazionali.
E' arrivato il momento tanto atteso! Per 30 anni aveva retto, il mostro di Copanello, alla rabbia e alle aspettative dei cittadini calabresi onesti. Ma adesso si è dovuto inchinare (nel senso di cedimento) alle ruspe che hanno incominciato la sua demolizione.

Il gigante di Stalettì ha adesso i piedi di argilla, la sua maestosità a poco a poco, diventerà sempre più piccola, fino a scomparire.

Uno dei tratti più belli della costa jonica calabrese, incomincerà a rivivere: infatti, dopo la cancellazione della bruttura, si avvierà un'opera di recupero ambientale dell'area interessata.

Una battaglia per la legalità combattuta duramente dalle istituzioni regionali contro le forze speculatrici, ma che alla fine è risultata vincente!
Soddisfazione del Ministro Pecoraro Scanio, presente all'evento.

Questa vittoria non è, però un punto di arrivo, ma uno di partenza, perchè il lavoro da fare è ancora molto.

Prima di tutto ci sono altri ecomostri da distruggere e, secondo un programma stilato dal Presidente della Giunta regionale Agazio Loiero, ci sono in lista nera, pronti per l'abbattimento, altri 8 siti:

1. COMUNE DI PIZZO CALABRO. rimozione scogliera artificiale in località seggiola, con interventi di rinaturalizzazione della fascia costiera.

2. COMUNE DI STIGNANO: demolizione di un fabbricato a due livelli tra la statale 106 e la costa, con recupero ambientale.

3. COMUNE DI SCILLA: demolizione del fabbricato scoglio di Ulisse con intervento di recupero paesaggistico.

4. COMUNE DI ROSSANO: demolizioni di fabbricati in località Zolfara con riqualificazione e recupero dell'area.

5. COMUNE DI CESSANITI: riqualificazione e recupero ambientale di cave dimesse.

6. COMUNE DI STILO: demolizione di villette non finite e recupero ambientale.

7. COMUNE DI TROPEA: demolizione fabbricati Le Roccette con ripristino e recupero ambientale del Fosso Lumia.

8. COMUNE DI BOVA MARINA: riqualificazione del molo e dell'area interessata.

Quindi dura lotta agli scempi ambientali, che naturalmente hanno un costo per la collettività. Per questo bisogna prevenire il problema, non si può certo andare avanti sempre con le ruspe.
Il paesaggio DEVE essere tutelato in maniera efficace, cosa che fino ad oggi non è avvenuta. Perchè? Ce lo spiegano i circoli territoriali dei VAS (Verdi Ambiente e Società):
A- C'è qualcosa di anomalo nel meccanismo di gestione del territorio, se tutti gli ecomostri in Calabria risultano sempre autorizzati.
B- E' intollerabile che chi opera nelle pubbliche amministrazioni a vari livelli si renda complice di speculazioni devastanti per il territorio calabrese e per l'immagine della nostra Regione.
C- Stiamo assistendo, negli ultimi anni, alla ripresa di una nuova e intensa edificazione sulla costa.
D- La nuova cementificazione nasce con tutti i crismi della legalità e le approvazioni di rito, facilmente concesse, stanno facendo sorgere strutture sempre più ingombranti: aeroporti in aree Sic, alberghi di 50.000 mc antistanti la costa, villaggi turistici a ridosso di aree archeologiche.
E- Si sta distruggendo un patrimonio naturale che appartiene a tutti per gli interessi di pochi speculatori.
F- Il ruolo dei politici sembra quello di offrire protezione e salvaguardia a interessi economici forti, con una rete di comlicità e protezioni. E' questa la cultura che sta dietro gli ecomostri in Calabria. E Praia a Mare ne è l'esempio emblematico. Gli amministratori locali, sempre gli stessi da oltre 30 anni, hanno fatto diventare Praia, una volta famosa solo per le sue bellezze naturali, il paese degli ecomostri.
G-Il risveglio della Calabria non nasce da Stalettì, ma da Praia. E' quì che è nata la campagna contro gli ecomostri ed è da quì, dalla capacità di fermare la speculazione e di stabilire un nuovo modello di sviluppo, di investire sul territorio in maniera compatiboile con l'ambiente, che si misurerà la crescita non solo economica, ma culturale della Calabria.
H- I lavori dell'ecomostro davanti all'isola di Dino vanno fermati e l'ecomostro abbattuto. Perchè una nuova coscienza pervada le istituzioni.
I- Ci piacerebbe vedere ogni tanto che qualcuno si dimettesse o venisse sospeso dalle funzioni.
L- Agli amministratori e funzionari responsabili di autorizzazioni facili e solerti, bisognerebbe che qualcuno spiegasse che essendo retribuiti con i soldi di tutti i cittadini, è a costoro che debbono dare conto e non ai potenti di turno, perchè sono nelle istituzioni per servire negli interessi della collettività.

Cliccando qui è possibile vedere una rassegna video dei telegiornali sull'abbattimento dell'ecomostro di Copanello
Nell'immagine l'ecomostro di Stalettì a Copanello

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"Cartelle pazze", esposto alla Procura

L'Unione consumatori vuole chiarezza sulle notifiche che piovono sui cittadini

"Cartelle pazze", la sede reggina dell'Unione consumatori vuole vederci chiaro sul fenomeno oramai diventato consueto e a scadenza periodica. Per questo motivo l'Unione consumatori ha presenta un esposto alla procura della Repubblica. Le cosiddette "cartelle pazze" che non risparmiano i contribuenti in regola con i pagamenti, sono recapitate anche nei casi in cui, addirittura, è avvenuta la prescrizione. A tal fine, l'avvocato Antonella Condemi, legale dell'associazione ha inoltrato un esposto in procura per accertare eventuali responsabilità penali nelle notifiche delle cartelle, inviate indistintamente a numerosi cittadini ed in gran parte risultate pagate, prescritte o annullate in autotutela. «Basta con il continuo reiterarsi di queste inutili vessazioni (Ici, canone acqua ecc.), - sostiene l'avvocato Condemi - poste in essere in dispregio di norme costituzionali, tributarie e violando perfino i minimi standard qualitativi che ogni carta di servizi dovrebbe prevedere per evitare che si ripetano meccanismi vessatori nei confronti dei contribuenti». L'Unione consumatori, che ha raccolto numerose segnalazioni di cittadini che denunziavano di aver ricevuto "cartelle pazze", chiede che vengano sanzionati severamente tutti quei comportamenti scorretti tenuti nei confronti dei contribuenti e, inoltre, sollecita gli Enti interessati ad un maggior rispetto per i diritti degli stessi. «L'invio indiscriminato delle cartelle pazze" - rimarca il presidente regionale dell'Unione consumatori, avvocato Saverio Cuoco - si è configurato come una punizione di massa ed è cosa diversa dal colpire gli evasori». Secondo l'avvocato Antonella Condemi, il Comune ha gli strumenti per poter procedere ad accertamenti e valutazioni corrette e conformi alle somme che i singoli cittadini dovrebbero pagare sia per l'Ici, sia per il canone acqua. Se c'è la volontà, si possono individuare i presunti evasori, invece si ripete la solita storia, quella di un'azione a tappeto che coinvolge tutto e tutti, con contestazioni e sanzioni generalizzate.
p. d'a.
Tratto da "Il Quotidiano di Calabria"

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La replica di Loris Nisi

Pubblichiamo qui di seguito la lettera che il sindaco di Montebello Jonico, Loris Nisi, ha inviato a "Il Quotidiano della Calabria" per replicare all'articolo in cui si parla di precunti interessamenti della criminalità organizzata agli esiti delle elezioni in alcuni centri della fascia ionica reggina, tra cui Montebello Ionico.

Montebello, cosche estranee al voto

Ho appreso dal Quotidiano che dagli atti dell'ordinanza relativa alla c.d. operazione Embrisi si evincerebbe un interesse delle cosche definite aventi influenza nel territorio di Montebello Jonico, ed una soddisfazione degli interlocutori, per il risultato elettorale che mi ha visto vincente quale sindaco del comune di Montebello Jonico. Una valutazione inserita in un articolo, nel quale si scrive di scambio di voti per soldi e nel quale si spiega anche quale sarebbe l'interesse delle cosche ad ottenere un buon esito nelle varie competizioni elettorali. Il quadro delineato è estremamente lesivo della mia persona e della mia onorabilità. Nel riservarmi ogni azione possibile anche per quanto attiene le modalità ed il contesto in cui è stata riportata la notizia, posso fin d'ora affermare, senza temere alcuna smentita, che non ho mai richiesto, nè vi è stato, alcun interessamento da parte di esponenti delle cosche ritenute operanti nel territorio del Comune di Montebello in occasione delle mie elezioni. Proprio il travaglio che ha portato alla formazione della lista da me capeggiata (con amministratori che si defilavano, con candidati che, dopo aver formalizzato la loro adesione, si ritiravano, con candidati inseriti come riempitivi, al solo fine di raggiungere la soglia dei sedici) dimostra che quella lista venne presentata solo per la mia ostinazione e, non certo, per l'interessamento che terzi avrebbero potuto avere. Questo dato viene confermato dal risicato distacco ottenuto rispetto alle altre due liste concorrenti ed, infatti lo stesso Quotidiano, nel commentare la notizia della mia elezione, se non ricordo male, esternò tutta la sorpresa per un risultato non certamente previsto e, forse neanche gradito. L'ulteriore conferma potrà essere data analizzando il dato relativo ai voti ottenuti dalla lista da me capeggiata, proprio nelle sezioni in cui si presume avrebbero dovuto aver influenza gli interlocutori (o almeno uno di essi) di quella intercettazione telefonica riportata nell'articolo. Posso aggiungere che, per quanto possa ricordare, non ho mai conosciuto il Sig. Domenico Sapone e che tutta la mia attività amministrativa è stata rivolta alla codificazione delle regole che hanno, certamente, evitato scelte tese ad avvantaggiare qulacuno ed, in particolare, le cosche mafiose. Ma questa è semplicemente la parola di un Sindaco che non ha mai esitato a portare avanti, rischiando in prima persona, scelte ritenute utili per la collettività, anche quando queste erano impopolari e foriere di critiche e pettegolezzi. Sicuramente questa vale molto meno di quella di un signore che parlando con altri, parla di soddisfazione per il risultato elettorale. Sicuramente le affermazioni di un sindaco, la cui legittimazione viene ritenuta sospetta (per come l'intero corpo dell'articolo lascia intendere) non potranno servire in alcun modo a far capire la erroneità delle supposizioni esternate dal Quotidiano, che afferma di aver riportato le conclusioni degli investigatori. Al fine di offrire elementi, anche documentali, che possano permettere di smentire l'affermazione riportata dal Quotidiano comunico che richiederò al Procuratore delegato alle indagini di volermi sentire in merito, preannunciando che depositerò, in qualunque caso, una memoria scritta, alla quale allegherò anche i risultati di quella competizione elettorale, sezione per sezione. Mi riservo di assumere le mie decisioni, per quanto concerne il prosieguo della mia attività amministrativa, non escludendo nessuna ipotesi, qualora non fosse possibile dirimere ogni ogni dubbio per quanto attiene la mia persona, la correttezza del risultato elettorale e la linearità dell'azione amministrativa portata avanti negli anni.
Loris Nisi Sindaco di Montebello Jonico

Quanto riportato, fra virgolette, nell'articolo segnalato dal sindaco di Montebello Ionico non è altro che il risultato di un'attività investigativa che è di pubblico dominio. Abbiamo provato solo a fare il nostro mestiere di giornalisti, per offrire il migliore servizio ai nostri lettori.
gio.ve.
Nell'immagine il palazzo comunale di Montebello Ionico

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Un fondo di 40.000 euro per recuperare i mestieri dimenticati

Stiamo parlando di un'iniziativa della Camera di Commercio di Reggio Calabria volta al recupero di quei mestieri tradizionali che fino a pochi anni addietro caratterizzavano l'economia reggina. A questo proposito è stato costituito un fondo di 40.000 € per incentivare quelle imprese che attiveranno corsi di formazione che consentano ai giovani consentendo di imparare professioni collegate a manifatture della tradizione locale. Nella nota della Camera di Commercio viene comunicato che "possono fare domanda micro, piccole e medie imprese con sede nella provincia di Reggio Calabria che operano nei settori del legno artistico (produzione mobili, complementi d'arredo, oggettistica), dei tessuti e dell'abbigliamento, e ancora in quelli della ceramica, del vetro artistico, della lavorazione della pietra e del marmo, della lavorazione del ferro battuto e dell'oreficeria." Il contributo, a fondo perduto, viene riconosciuto nella misura massima del 50% delle spese ammissibili, fino ad un ammontare massimo di 8.000 euro. Le domande di partecipazione, devono essere presentate, unitamente alla documentazione richiesta, a mano o tramite raccomandata con avviso di ricevimento alla Camera di Commercio di Reggio Calabria (Via Tommaso Campanella n. 12) entro il 30/04/2007.

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A Loris Nisi il voto delle cosche?

Articolo bomba del giornalista Giovanni Verduci sul Quotidiano della Calabria.

Secondo il pezzo in esame, l’operazione degli investigatori della Dia (Direzione investigativa antimafia) reggina denominata Embrisi, ha portato alla luce gli intrecci tra mafia e politica.
In numerose intercettazioni vengono alla luce gli interessi delle cosche per le amministrative del 2004.
Scrive Verduci: Le pieghe nascoste delle strategie elettorali delle cosche reggine, sempre più spesso, vengono disgelate dagli stessi protagonisti che, ignari di essere spiati dagli uomini delle forze dell’ordine, trasformano le proprie autovetture in una sorta di Translatantico. Le microspie registravano tutto, anche quando le conversazioni erano intrattenute per via telefonica. Così è stato anche nell’ambito dell’inchiesta curata dal sostituto procuratore della Repubblica Santi Cutroneo. Nelle circa 300 pagine dell’ordinanza sono pochi, ma esaurienti, i passaggi legati alle attenzioni di Domenico Sapone, dei suoi presunti sodali e della cosca di riferimento, quella melitese degli Iamonte, verso la tornata elettorale per le amministrative del 2004. Proseguendo:
In una prima conversazione, intercettata fra Domenico Sapone ed un interlocutore rimasto sconosciuto, i due, dopo aver affrontato i problemi legati alla cattura di Peppe Morabito U Tiradrittu, si soffermano sulle indicazioni di voto per i prossimi impegni elettorali. Alla domanda del suo interlocutore Domenico Sapone avrebbe risposto, senza remore di sorta, che stanno pensando di votare per Forza Italia oppure per il Ccd, concludendo che voteranno Forza Italia e, quindi, Berlusconi. L’interesse della famiglia Sapone verso le consultazioni elettorali del giugno 2004, secondo gli uomini del colonnello Francesco Falbo nelle loro informative di reato, parrebbe essere dimostrato da un’altra conversazione, intercorsa tra una delle persone indagate nell’ambito dell’operazione Embrisi, ed un interlocutore non meglio precisato.
Questo il contenuto del botta e risposta telefonico
: Come siamo messi là sopra? Per quale motivo? Per i voti!!! Non hai capito niente che se non c’è pila non mi muovo neanche per fare un passo io. Ma malevedute non ne dobbiamo fare giusto o no almeno per fregare qualcuno un paio di volte. A chi? A quello, al nostro. Al tuo, chi non si siede a ragionare non è mio. Quando vogliono i voti si devono sedere a ragionare e no che fanno i porci comodi suoi e noi gli raccogliamo i voti.
Soldi in cambio di voti, dunque, affari legati alla politica, scrive Giovanni Verduci.
Che prosegue: L’attività elettorale, scrivono gli investigatori, non poteva di certo dirsi disinteressata, appariva evidente, dal contenuto della conversazione, come i candidati che avevano cercato sostegno, avessero dovuto promettere il loro successivo incondizionato appoggio alle attività della cosca.
E arriviamo alla citazione del nostro comune.
Si legge nell’articolo: Al centro delle attenzioni della criminalità organizzata ci sarebbero anche gli esiti delle elezioni in alcuni centri della fascia ionica reggina, quella di competenza della cosca Iamonte, Montebello Ionico e Brancaleone in particolare. Sempre telefonicamente, Domenico Sapone e due interlocutori non identificati analizzano i dati delle ultime consultazioni amministrative ed i nomi dei sindaci (Nisi e Malara) che sono usciti vincitori dalle urne, concludendo che Peppe (che gli investigatori ritengono essere Peppe Toscano) sarà contento.
La parte finale dell’articolo di Verduci conferma quanto detto sopra:
Le conversazioni, concludono gli inquirenti, dimostrano il particolare interesse rivolto a quelle consultazioni da Domenico Sapone e dalle cosche mafiose di questa provincia, specialmente per la nomina dei sindaci dei comuni di Brancaleone e Montebello Ionico, territori ricadenti nel dominio della cosca Iamonte. Il motivo di tale interesse era spiegato proprio da Domenico Sapone, quando egli affermava che ogni uomo politico ha il suo appaltatore di fiducia a cui demandare le opere pubbliche, imprenditore a sua volta collegato alla criminalità organizzata.
Nell'immagine il palazzo comunale di Montebello Ionico

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Liberate Sami Al-Haj

CAMPAGNA PER LA LIBERAZIONE DI UN CAMERAMAN DI AL JAZEERA DETENUTO A GUANTANAMO

Reporters sans frontières (RSF) ha lanciato una campagna per chiedere alle autorità militari Usa di porre fine alla detenzione di Sami al-Haj, un cameraman di Al Jazeera che è detenuto nella base militare di Guantanamo, a Cuba dal 12 juin 2002. Che si sappia, è il solo giornalista detenuto nella base. Le autorità americane lo considerano un "combattente illegale", accusandolo, senza nessuna prova concreta, di aver gestito un sito web favorevole ai terroristi, di aver partecipato a un traffico di armi, di essere entrato illegalmente in Afghanistan e di aver intervistato Osama Bin Laden.

La petizione è qui .

Nella foto il reporter Sami Al-Haj

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Provincia di Reggio: Valorizzare la cultura grecanica

Sono inizati da poco i tirocini formativi nell'ambito del programma provinciale di valorizzazione dall'area grecanica. I progetti sono stati finanziati con la legge 482/99 per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura dei Greci di Calabria. Le unità lavorative impegnate nel progetto, per quanto riguarda l'Istituto Superiore di studi Ellenofoni di Bova Marina, sono tre. Durante la formazione, ai tirocinanti, verranno fornite nozioni di archivistica, storia medievale, glottologia, lingua e cultura generale dei Greci di Calabria, con un occhio di riguardo all'approfondimento di studi sugli usi, i costumi e i modi di vivere dei Greci di Calabria che sono segno distintivo di questa minoranza etnico linguistica fra le più interessanti dell'intero Meridione d'Italia. L' intento che l'amministrazione provinciale intende perseuire è quello di coniugare la salvaguardia e la tutela della lingua e della cultura dei Greci di Calabria ad una seria prospettiva occupazionale. Per raggiungere tale scopo il progetto avrà come obiettivo la creazione di professionalità qualificate che negli anni riescano a garantire la sopravvivenza di questa realtà culturale unica nel suo genere.

Nell'immagine il Palazzo Comunale di Bova

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Video collisione sullo Stretto di Messina

Cliccando qui è possibile vedere una rassegna video dei telegiornali sulla tragedia dello Stretto di Messina che si è chiusa con un triste bilancio finale di quattro morti e quasi cento feriti.

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 3:09 PM, , links a questo post




Tragedia Stretto di Messina: in migliaia ai funerali

Migliaia di persone affollanno piazza Duomo a Messina per i funerali delle 4 vittime della collisione avvenuta nello Stretto. I funerali saranno celebrati in cattedrale dall'arcivescovo Calogero La Piana. Circa 20 corone di fiori, deposte all'esterno della chiesa, da tutti gli enti locali messinesi e calabresi e dai colleghi delle vittime che ricordiamo essere SEBASTIANO MAFODDA, 55 anni, comandante della Segesta, MARCELLO SPOSITO, 42 anni, direttore di macchina, DOMENICO ZONA, 42 anni, motorista, PALMIRO LAURO, 52 anni, marittimo di Lipari. Ai funerali, oltre alle autorità di Messina e Reggio Calabria, sono presenti anche il sottosegretario ai Trasporti Raffaele Gentile e i segretari nazionali marittimi di Cgil, Cisl, Uil e Orsa che hanno proclamato due ore di sciopero (dalle 10 alle 12). Il sindaco di Messina Francantonio Genovese , unitamente al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha proclamato la giornata di lutto cittadino e l'esposizione delle bandiere a mezz'asta nei municipi. Sempre stamani una corona d'alloro sarà lanciata in mare da bordo di una pilotina della polizia municipale nel tratto di mare in cui è avvenuta la collisione. I feretri saranno trasferiti nel salone della stazione di Messina Marittima per ricevere l'omaggio dei marittimi messinesi: un minuto di silenzio e poi suoneranno le sirene delle navi Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) nello Stretto. Il sottosegretario ai Trasporti Raffaele Gentile, come abbiamo già detto, presente alle esequie ha dichiarato: "Probabilmente bisognerà investire di più per la sicurezza nello Stretto. Le risorse, a parte quelle previste per la realizzazione del ponte, ci sono. In ogni caso, per il sistema della sicurezza esiste uno stanziamento che fa parte dei capitoli del ministero dei Trasporti: Parlamento e Governo hanno approntato già delle somme importanti". "Sono qui per rendere un commosso abbraccio alle vittime e solidarietà alle famiglie - aggiunge - E' evidente che, sulla questione dello Stretto, bisognerà fare qualche riflessione in più. Considerando la situazione, che probabilmente non garantisce la sicurezza, e alla luce del fatto che, nei prossimi anni, si registrerà un movimento di traffico enorme, se oggi esiste qualche problema in futuro ce ne saranno molti di più". "Lo Stato non può aspettare che accadano altri eventi - conclude - ma deve prevenirli e rafforzare le misure di sicurezza".

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Università "Mediterranea": è finita la disputa?

Si rivota? Sembrerebbe di no. Subito prima di Natale, con le ulteriori consultazioni, la comunità dell'università Mediterranea ha registrato la vittoria, per un solo voto, del prof. Massimo Giovannini. Sembrava tutto finito, ma il candidato sconfitto (vincente al ballottaggio precedente annullato) Rosario Pietropaolo ha proposto ricorso al Tar. All'attenzione dei giudici il diritto al voto di uno studente, e di un docente. Il Tribunale Amministrativo Regionale è chiamato ad una prima pronuncia nell'udienza fissata il 31 gennaio, nel frattempo il ministro Mussi ha ratificato la nomina di Giovannini a Rettore. Conseguentemente quest'ultimo ha inizato ad agire come tale e ad ispirarsi al modello Bianchi, nel segno di una continuità più volte proclamata. Come priorità per un percorso di crescita della Mediterranea -ha dichiarato Giovannini- dovremo "ripristinare il servizio di trasporto Universibus perché lo studente deve essere al centro della nostra azione, risolvere le difficoltà infrastrutturali di Giurisprudenza e Agraria, revisionare lo statuto d'ateneo, in particolare le norme sull'elezione del rettore e sui poteri del decano, stringere rapporti di collaborazione più stretti con gli enti locali nel reciproco interesse"

Nella foto il Prof. Rosario Pietropaolo

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