I Fossatesi nel mondo ricordano i defunti
mercoledì 31 ottobre 2007

L’Associazione Culturale
“I Fossatesi nel mondo”
deporrà
Presso il Cimitero di Fossato Ionico
una corona di fiori
in ricordo di tutti i Defunti Fossatesi
Programma della manifestazione:
• Ore 14,00 partenza del corteo da Piazza Municpio
• Ore 14,30 deposizione della corona sull’ossario comune del cimitero
La cittadinanza è invitata a partecipare
Info: www.fossatoionico.it e-mail: fossatesi@fossatoionico.it
Etichette: A Montebello Jonico
postato da Vladimir Ilic Uianov; alle 10:18 AM,
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La Repubblica dei poveri
martedì 30 ottobre 2007
Quella che è ormai una certezza per tutti, adesso ha avuto anche una certificazione dall’alto. A distanza di ventiquattr’ore, prima il governatore della Banca D’Italia, Mario Draghi, poi il presidente di Confindustria, Montezemolo, ci hanno raccontato, dall’alto dei loro scranni e dei loro stipendi, che se noi non riusciamo ad arrivare alla fine del mese la colpa non è solo nostra o dell’euro al quale non ci siamo ancora abituati. E’ che in Italia i salari sono troppo bassi rispetto agli altri paesi dell’Ue.E siccome non abbiamo soldi, non ne spendiamo neppure, così anche l’economia ristagna, i consumi languono e la produttività ne risente. Per non parlare, poi, del precariato giovanile che paga – parole di Draghi – tutto il prezzo della famigerata flessibilità del lavoro. Una situazione che, come si diceva, appare talmente chiara agli italiani medi da far risultare quasi offensivo che, dopo anni, due dei principali protagonisti dell’economia di questo Paese scoprano lo status quo e lo spaccino come un allarme sociale a cui il governo dovrebbe mettere mano immediatamente, ben sapendo che questo, ora come ora, non è possibile.
Ma chi li dovrebbe aumentare questi salari se non gli industriali? E chi dovrebbe dare un secco taglio alla precarietà del lavoro se non sempre gli industriali, attraverso politiche salariali diverse dal massiccio ricorso alle partite iva? Insomma: perché Montezemolo dice che gli stipendi sono troppo bassi e il massimo che riesce a fare è aumentare di soli 30 euro gli stipendi degli operai della Fiat artefici, senza dubbio più di lui, del risanamento della principale azienda italiana? Spiace, in questa occasione, dare credito a Michela Vittoria Brambilla, la rossa del Cavaliere, che ha invitato, senza troppi convenevoli, il medesimo Montezemolo a “scendere dall’Olimpo per dare un’occhiata al Paese reale, che evidentemente non conosce”. Si fa presto a dire che questo Paese è allo sbando, senza governo da 12 anni, quando si pensa troppo alla politica e poco a fare prodotto. Ma, d’altra parte, la terza settimana non è certo un dramma che attanaglia Montezemolo. I suoi operai, però, sì. Eccome.
I dati parlano chiaro: secondo l’istituto di statistica europeo citato da Draghi, la retribuzione media oraria è, a parità di potere d’acquisto, di 11 euro in Italia, tra il 30 e il 40 per cento inferiore ai valori di Francia, Germania e Regno Unito. Ed è chiaro che, con questi salari, è del tutto inutile pensare di puntare sul benessere e sulla qualità della vita in generale: da noi si punta ancora alla sopravvivenza, non si può pensare certo al superfluo. “La variabile chiave”, secondo il governatore, resta ancora una volta il rilancio della produttività, unico elemento in grado di far aumentare il reddito delle famiglie in modo stabile. Lavorare di più per guadagnare di più, allora? Il problema è che questo non si può fare. Perché - ma questo Draghi non lo dice e neppure Montezemolo - il dato reale è che in Italia il lavoro non c’è. E quando ce n’è un po’ di più, i padroni fanno di tutto per non stabilizzarlo.
Il risultato è la litania di sempre. “La politica economica - ha detto Draghi - avrà successo se li aiuterà a scoprire nella flessibilità la creatività, nell’incertezza l’imprenditorialità”. A pancia vuota si crea male e la mancanza di incentivi verso l’imprenditoria giovane e innovativa fanno sembrare i consigli di Draghi parole vuote. Ci vorrebbero riforme strutturali pesanti, non solo sul fronte delle pensioni, come sostiene la Banca D’Italia (che ha nuovamente invitato ad alzare l’età pensionabile) ma soprattutto sotto il profilo della stabilizzazione del lavoro. Con un governo in stato comatoso e con una classe politica oggi sempre più impegnata alla salvaguardia di se stessa, non ci si può in alcun modo aspettare cambiamenti radicali a breve distanza. Ci si può attendere, ragionevolmente, solo un altro lungo periodo di incertezza. E, intanto, i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Che nessuno si lamenti se poi arriva Grillo e il grido di battaglia diventa “vaffaculo”.
Tutto, in fondo, sembra ruotare intorno alla solita questione: la precarietà giovanile. E su questo Draghi una ricetta l’ha presentata: “Occorre un contratto di lavoro che permetta di spalmare i costi della flessibilità su tutti” e non solo sui giovani. Ma comunque per i giovani le prospettive al momento non sono brillanti: “I diplomati o laureati entrati nel mercato del lavoro negli anni più recenti – ha aggiunto Draghi - percepiscono, in termini reali, una retribuzione prossima a quella che ricevevano coloro che entravano nel mercato del lavoro all’inizio degli anni Ottanta e inferiore a quella di coloro che entravano nei primi anni Novanta”. Ma, ha fatto tristemente notare il governatore, “i più bassi salari d’ingresso, in un contesto in cui quelli medi nell’economia hanno continuato anche solo moderatamente a crescere, non hanno schiuso profili di carriera più rapidi”.
E’ come, insomma, se sopra l’Italia ci fosse un grosso tappo che ne blocca lo sviluppo. E di chi è la colpa? Di una classe politica inadeguata, certo. Ma anche - e soprattutto – di una classe imprenditoriale che, a fronte di pesanti aiuti governativi (l’ultimo il cuneo fiscale, valore sei miliardi di euro) non ha fatto corrispondere un allargamento della base del lavoro. Facile e retorico dire, come ha fatto Montezemolo, che “ chi lavora nelle fabbriche ha lo stesso merito degli imprenditori”. Di sicuro, senza gli operai la Fiat non va avanti, mentre senza Montezemolo potrebbe sopravvivere ancora a lungo. Allora, chi conta di più? Chi dovrebbe guadagnare di più se la fabbrica va bene e la produzione si alza?
A parte qualche episodio, di stampo populista e momentaneo, non si è mai avuta notizia di un imprenditore che, a fronte del successo della propria impresa, abbia deciso di dividerne i meriti con chi ha lavorato per raggiungere il record di fatturato. Gli imprenditori, insomma, guadagnano sempre di più, gli operai continuano a guadagnare mille e duecento euro al mese. La Fiat vola, loro non riescono a pagare il mutuo di casa. E cominciano ad arrivare i pignoramenti. Già, perché la nuova emergenza si chiama “mantenere la casa”.
E se lo stipendio serve a sopravvivere fino alla terza settimana, l’aumento del mutuo della casa può rappresentare un dramma per migliaia di famiglie. Le stime, presentate dalle associazioni dei consumatori, hanno tracciato una mappa di ordinaria disperazione per molte famiglie: trovarsi alla porta l’ufficiale giudiziario è sempre più frequente. Con un aumento del 29% rispetto al 2006, è Napoli la città italiana in cui, quest’anno, è stimata la maggiore crescita del numero di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari: da 1.320 a 1.690. E nei primi otto mesi del 2007 pignoramenti ed esecuzioni immobiliari nei principali tribunali - da Milano a Napoli, Firenze e Palermo - sono aumentati di circa il 20% rispetto all’anno scorso. In un elenco stilato dalle quattro associazioni si stima che questi atti cresceranno del 27% a Macerata (da 151 a 191), del 26% a Como (da 351 a 442), del 25% a Monza (da 691 a 866), del 22% a Milano (da 1.883 a 2.297) e del 21% a Roma (da 1.510 a 1.827).
E tutto questo accade mentre la politica si scuote solo quando si parla di legge elettorale. Le piazze si riempiono, le risposte latitano, la casta mira solo a salvaguardare se stessa. E Montezemolo a studiare la strada più breve per rubare la leadership del centrodestra a Berlusconi. Non servirà a molto, ma il “vaffanculo”, in questo momento, ci sembra l’espressione migliore.
Tratto da canisciolti.info
postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 7:08 PM,
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Nuovi voli dall'Aeroporto dello Stretto
lunedì 29 ottobre 2007
Il volo KM612 Air Malta sulla tratta Malta - Reggio Calabria - Roma Fiumicino, ad esempio, è posticipato di un'ora (MLA-REG 5:55-6:45; REG-FCO 7:30-8.35), mentre l'AZ7199 Alitalia su Milano Linate è anticipato di prima mattina (partirà alle 7:15 ed arriverà alle 8:55). Variazioni dell'orario anche sul collegamento da/per Venezia, operato da Alpi Eagles (VCE-REG 12:40-14:10; REG-VCE 15:00-16:30) e su quello da/per Bergamo, operato da My Air (BGY-REG 17:00-18:25; REG-BGY 19:00-20:25). Le frequenze settimanali di entrambe le tratte saranno 3: Alpi Eagles opererà il martedì, il giovedì ed il sabato, mentre My Air opererà il lunedì, il mercoledì ed il venerdì.AirOne, come già era stato comunicato, riprenderà la propria operatività a marzo 2008.
ItAli Airlines lascerà invece lo scalo reggino dal 5 novembre, interrompendo la propria operatività. La società di gestione ha lavorato negli ultimi giorni per trovare il modo di non interrompere il servizio sulle tratte rimaste scoperte. Tratte ormai consolidate, e per le quali da tempo non vengono sostenute le spese, come del resto succede anche con il collegamento da/per Venezia.
Grazie all'impegno di Consulta, che da quasi due anni si occupa di vendite sull'Aeroporto dello Stretto, da lunedì 19 novembre saranno operativi i nuovi voli da/per Torino e Bologna, ai quali si aggiungeranno i due collegamenti da/per Bari e Verona. I voli, in vendita da questa mattina tramite il sito www.consulta.it, prenotabili ed acquistabili anche, come di consueto, presso le agenzie di viaggio e la biglietteria dell'aeroporto, saranno operati a partire da lunedì 19 novembre per sei giorni alla settimana, escluso il sabato, ed avranno i seguenti orari:
Volo ISG 1030 Bari - Reggio Calabria (p. 9:35 - a. 10:50)
Volo ISG 1032 Bologna - Reggio Calabria (p. 16:15 - a. 18:05)
Volo ISG 1032 Torino - Reggio Calabria (via Bologna) (p. 15:10 - a. 18:05)
Volo ISG 1050 Verona - Reggio Calabria (via Bari) (p. 7:20 - a. 10:50)
Volo ISG 1031 Reggio Calabria - Bari (p. 18:40 - a. 19:55)
Volo ISG 1033 Reggio Calabria - Bologna (p. 11:40 - a. 13:25)
Volo ISG 1033 Reggio Calabria - Torino (via Bologna) (p. 11:40 - a. 14:30)
Volo ISG 1031 Reggio Calabria - Verona (via Bari) (p. 18:40 - a. 22:05)
Sogas e Consulta stanno inoltre verificando la possibilità di garantire una copertura, seppur minima, sulle tratte da/per Torino e Bologna nelle due settimane attualmente scoperte, dal 5 al 18 novembre. Nei prossimi giorni sarà comunicata l'eventuale fattibilità di voli aggiuntivi in questo senso. Per informazioni aggiuntive consultare il sito www.aeroportodellostretto.it.
Etichette: In Calabria
postato da Vladimir Ilic Uianov; alle 7:50 PM,
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Precari Calabresi: Il Governo ripristina il finanziamento di 60 milioni
Con decreto legge, il governo ha confermato in Finanziaria i 60 milioni di euro per favorire la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità calabresi. Il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, che si è battuto per mesi per ottenere tale somma, ha dichiarato: ''E' stata compresa la gravità sociale della situazione calabrese, che ha un bacino di precariato enorme ed è stato vanificato il tentativo di scippo, in una incomprensibile guerra tra poveri, tentato da un parlamentare campano. Sono, dunque soddisfatto." Dello stesso avviso anche il Vice Presidente della Giunta Calabrese, Nicola Adamo, secondo cui il voto del Senato della Repubblica che ha consentito il ripristino del finanziamento a favore degli LSU ed LPU calabresi, "è il giusto riconoscimento all'azione del Governo regionale e dell'impegno del presidente Loiero, e rappresenta il rispetto di corrette relazioni sindacali alla luce del fatto che la proposta di Prodi era il frutto di un'intesa stipulata tra Giunta regionale, governo nazionale e sindacati." Ovviamente - continua Adamo nella nota diffusa dall'ufficio stampa regionale -, ora si può sostenere, in Calabria, con più certezza il piano di stabilizzazione che nel giro di poco tempo potrà interessare una parte considerevole di Lsu-Lpu''Nella foto il Vice Presidente della Giunta Calabrese, Nicola Adamo
Etichette: Cronaca, In Calabria
postato da Vladimir Ilic Uianov; alle 2:34 PM,
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L'UMTS arriva a Fossato
Finalmente! Con un ritardo di circa 3 anni, da quando l'UMTS è stato attivato nei maggiori centri della Calabria, ora anche Fossato entra a pieno titolo nel mondo della telefonia di terza generazione. Per il momento l'unica rete UMTS attiva sul territorio fossatese è quella di Vodafone, ma la concorrenza fa ben sperare per una rapida attivazione del servizio anche da parte di Wind, l'altra compagnia attiva sul nostro territorio. Con l'attivazione dell'Universal Mobile Telephone System di Vodafone anche i fossatesi potranno finalmente usufruire di un servizio telefonico più evoluto che consente, ad esempio, di effettuare videochiamate. Inoltre, cosa da non sottovalutare, in un territorio ancora scoperto dal servizio ADSL, l'UMTS permetterà un accesso alla rete internet in modalità che, rispetto alle tradizionali linee analogiche di casa, sono velocissime. Peccato, però, che l'accesso ad internet mediante telefonino o modem UMTS, nonostante le numerose offerte proposte da Vodafone, risulti ancora abbastanza costoso rispetto ad un normale collegamento ADSL (30 euro, per cento ore mensili di collegamento ad internet sono un po' troppe). La speranza dei fossatesi per un futuro tecnologico del proprio paese, comunque, è sempre rivolta all'attivazione dell'ADSL da parte di Telecom Italia. Nonostante i passi avanti, fatti con l'attivazione dell'UMTS, i fossatesi infatti non hanno abbandonato la battaglia, intrapresa circa un anno fa, per ottenere l'ADSL. Dopo Vodafone, comunque, può essere che anche Telecom Italia si accorga dell'esistenza di questo bellissimo paese, immerso nel verde delle colline preaspromontane. Noi lo speriamo vivamente, ed assieme al Comitato Civico Leone Sgro e a tutti i cittadini di Fossato, continuiamo la nostra lotta perché sia così!Etichette: A Montebello Jonico, Cronaca
postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 10:09 AM,
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Ecco dove sono gli autovelox ( settimana dal 29 - 10 al 4 - 11)
La Polizia di Stato rende pubbliche le tratte stradali dove sono operativi, giorno per giorno, gli strumenti di controllo della velocità: autovelox, telelaser e provida. Un modo per invitare gli automobilisti a moderare la velocità rispettando i limiti e prevenire così gli incidenti. Questo non impedisce che ulteriori servizi di rilevazione della velocità potranno sempre essere attivati localmente in base a situazioni particolari (ad esempio in prossimità dei cantieri stradali, in concomitanza di servizi straordinari di controllo su porzioni di territorio e così via) .- 29/10/2007 Statale 682 Jonio - Tirreno
- 30/10/2007 Autostrada A3
- 31/10/2007 Autostrada A3
- 01/11/2007 Autostrada A3
- 02/11/2007 Autostrada A3 - Statale 106 Jonica
- 03/11/2007 Autostrada A3 - Statale 682 Jonio - Tirreno
- 04/11/2007 Non sono previsti controlli in prov. di RC
Per conoscere la posizione degli autovelox nelle altre regioni cliccate qui
Per conoscere la posizione degli autovelox fissi cliccate qui
Fonte Ministero dell'Interno - Servizio Polizia Stradale
Etichette: In Calabria, In Italia, Posizione autovelox
postato da Vladimir Ilic Uianov; alle 8:57 AM,
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Rifondazione Comunista lascia l'esecutivo regionale
venerdì 26 ottobre 2007
L'uscita del Partito della Rifondazione Comunista dall'esecutivo regionale è stata sancita dalle dimissioni che l'assessore regionale al lavoro Antonino De Gaetano ha rassegnato nelle mani del presidente Agazio Loiero. "Siamo insoddisfatti di una serie di cose che non sono state fatte dal governo regionale" ha detto lo stesso De Gaetano in una conferenza stampa.Tra le richieste inascoltate, di cui parla De Gaetano, c'è l'istituzione di una commissione etica per il controllo delle ingenti risorse che arriveranno in Calabria tramite i POR e un codice morale con regole rigide sul divieto di candidatura alle persone rinviate a giudizio per reati di 'ndrangheta e contro la pubblica amministrazione.
Alla conferenza stampa - alla quale erano presenti anche il segretario regionale del Prc, Pino Scarpelli, il responsabile enti locali del partito, Michele Di Palma e il consigliere regionale Damiano Guagliardi - De Gaetano non ha lesinato attacchi sulle decisioni non condivise dal Prc in materia di politica ambientale.
"Abbiamo chiesto la fine del commissariamento del settore rifiuti e che la Calabria possa decidere autonomamente e cambi politica in questo settore", ha dichiarato De Gaetano che poi, passando alla trattazione degli argomenti relativi alla sanità regionale, ha continuato: "I piccoli ospedali non vanno chiusi perché rappresentano un segno di democrazia" "non possiamo chiudere servizi ai cittadini svantaggiati che abitano nei piccoli paesi, soprattutto di montagna che non possono essere ulteriormente penalizzati. Siamo, invece, perché la medicina sul territorio sia incentivata, realizzando un sistema che aiuti ad evitare le file. In Calabria chi ha bisogno di cure deve attendere anche sei mesi".
In attesa della definizione della questione, comunque, Rifondazione Comunista rimane nella coalizione di centrosinistra. Non è escluso , infatti, che lo strappo possa essere ricucito entro quindici giorni se la Giunta regionale adeguerà il programma alle richieste del partito. In caso contrario, il Prc potrebbe abbandonare la maggioranza e confluire nell'opposizione.
Nella foto l'assessore regionale dimissionario Antonino De Gaetano (PRC)
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postato da Vladimir Ilic Uianov; alle 8:12 PM,
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Maltempo: ripristinata la ferrovia Melito - Reggio
Dopo i disagi per l'allagamento di alcune stazioni, causato dal violento nubifragio che, nella serata di ieri, si era abbattuto nell'area dello Stretto, è tornata normale la circolazione sulla tratta ferroviaria Melito Porto Salvo - Reggio Calabria . Il maltempo ha provocato numerosi allagamenti e decine sono state le richieste di intervento giunte ai centralini dei vigili del fuoco. In poco tempo le strade si sono trasformate in veri e propri torrenti in piena. Molti gli automobilisti rimasti in panne sotto la pioggia battente. Questa mattina alcuni treni pendolari sono stati soppressi con gravi disagi per studenti e lavoratori, che dovevano raggiungere Reggio Calabria. I danni causati dal maltempo hanno riguardato quasi esclusivamente il sistema viario.Fonte AGI
Nella foto la stazione ferroviaria di Melito Porto Salvo
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postato da Vladimir Ilic Uianov; alle 7:43 PM,
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Bianchi: Rafforzare i presidi sui cantieri dell'A3
mercoledì 24 ottobre 2007
Nei cantieri della Salerno-Reggio Calabria "vi sono presenze inquinanti della criminalità mafiosa". Lo ha detto il ministro Bianchi che ha aggiunto "E ciò determina anche l'allungamento dei tempi di realizzazione. Queste interferenze della criminalità ci sono, non si può far finta che non ci siano", ha detto ancora Bianchi, secondo il quale occorre quindi "rafforzare i presidi".Fonte ansa
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postato da Vladimir Ilic Uianov; alle 11:40 AM,
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Monasterace l'Udeur chiede l'intervento del Prefetto
Siamo costretti a ricorrere alla Sua alta mediazione perché ci troviamo ancora una volta di fronte ad atteggiamenti arroganti tenuti dal Sindaco di Monasterace che nell’espletamento del proprio mandato elettorale sta calpestando in modo sistematico la dignità e le prerogative dei consiglieri comunali democraticamente eletti. Il Sindaco di Monasterace infatti, non finisce mai di stupire e continuando a collezionare chicche di prepotenza sta diventando nella Provincia di Reggio Calabria, un modello negativo da non emulare. In un delirio di onnipotenza la Dottoressa Lanzetta si permette il lusso di dire anche agli avversari politici cosa devono o non devono fare, fino a “consigliare” la consegna del silenzio, attraverso le colonne di un quotidiano, da dove ha attaccato, con accuse gravi e immotivate i consiglieri comunali e gli iscritti della sezione di Monasterace dell’Udeur, con argomentazioni speciose che di politico hanno poco o nulla. Il Sindaco nella sua breve esperienza politica, non ha ancora capito che non è costume di chi milita nel Campanile di Monasterace fare esposti alla magistratura o denunce penali per atti di rilevanza amministrativa. Ma a nessuno è consentito , nemmeno al Sindaco di una importante cittadina quale è Monasterace, di mettere il bavaglio a chi ha avuto un mandato popolare e a ragione o torto non condivide le scelte operate dal Primo Cittadino e le contesta in modo leale e con i mezzi che la politica mette loro a disposizione. L’avere differenti opinioni o una visione della cosa pubblica non coincidente, fa parte di una dialettica inerente ad una normale ed elementare regola della democrazia. I Popolari Udeur non si scandalizzano se il Sindaco decide di flirtare con i consiglieri dell’opposizione, o resuscita il connubio di Sabaudia memoria per cercare di tirare a campare ancora per qualche mese; non si scandalizzano per il fatto che ergendosi ad unica depositaria della scienza esatta, tratta il Popolo con sufficienza ed arroganza; ma sulle prerogative dei consiglieri comunali, i Popolari Udeur non possono tollerare che il Sindaco assuma atteggiamenti da “Ducetto” di periferia, perché quanto si è verificato l’otto ottobre in una riunione di consiglieri comunali convocata con nota nr. 5429 è di una gravità inaudita che merita secondo noi l’attenzione di S.E. il Prefetto di Reggio Calabria. Con quella nota la dottoressa LANZETTA ha invitato ad una importante riunione tutti i consiglieri per discutere le linee guida in materia di legalita' e sicurezza volute proprio dal nuovo Prefetto. All’inizio della riunione, senza dare alcuna motivazione politica, il Sindaco ha cacciato il capogruppo dell’Udeur in consiglio comunale, Fiorenza, il quale incredulo e sbigottito non è riuscito ad avere le spiegazione per un gesto ignobile grave ed immotivato. E a causa di questo atto di grande sopraffazione che hanno dovuto subire, i Consiglieri Comunali dell’Udeur, e loro soli, non hanno potuto prendere parte ad una importante riunione per portare le proprie tesi su temi di scottante attualità politica. Quali sono le colpe che l’Udeur deve espiare a Monasterace? Non essere in linea con un Sindaco che a detta di tutti ha fallito per il malgoverno che ha prodotto in questi anni? Se è per questo, porteremo la croce fino alla fine della legislatura e con cristiana sopportazione subiremo le angherie e i soprusi di cui saremo ancora oggetto. Ma, Signor Prefetto, per il senso di responsabilità che ci contraddistingue nelle nostra azione politica, siamo in dovere di dirLe che il Sindaco con questi atteggiamenti e con questa azione politica basata sul protagonismo più becero ed inconcludente, mettendo al pubblico ludibrio coloro che non sono allineati alla sua raccogliticcia maggioranza, sta alimentando nel Paese una divisione che rischia di frantumare un tessuto sociale già provato e fortemente compromesso da decenni di malgoverno e di scelte che hanno punito un territorio già penalizzato dal fatto di essere terra di confine. Per questo La invitiamo ad intervenire ufficialmente affinché a Monasterace venga ripristinata la democrazia nei comportamenti politici e il rispetto delle prerogative del Consiglio Comunale. Reggio Calabria li 23.10.2007
Segretario Provinciale dei Popolari Udeur
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postato da Vladimir Ilic Uianov; alle 11:35 AM,
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Mallamaci: "Non riteniamo giusta e dignitosa la guerra tra poveri"
L'Udeur reggino interviene sulla vicenda dei 60 milioni di euro destinati agli LSU ed LPU calabresi.Ecco la missiva che, il segretario provinciale Udeur, Paolo Mallamaci, ha inviato al senatori Barbato e, per conoscenza, al ministro Mastella per chiedere il ritiro dell'emendamento che estende anche ai precari campani i benefici previsti per i lavoratori socialmente utili calabresi:
A nome mio personale,dell’intero gruppo dirigente del partito reggino e interpretando il sentimento di tutti gli iscritti calabresi, La invito a ritirare l’emendamento presentato in commissione bilancio in calce all’articolo 27 del Decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159 tendente ad estendere anche ai precari campani i benefici previsti per i lavoratori socialmente utili calabresi, D.L. che prevedeva nella sua originaria formulazione, un intervento esclusivo di 60 milioni di euro per gli Lpu e gli Lsu calabresi specificatamente concordato e sostenuto dal Governo nazionale e dal Governo Calabrese del quale siamo parte integrante e qualificata. Non riteniamo giusta e dignitosa la guerra tra poveri che si è scatenata intorno alla stabilizzazione dei precari che hanno senza dubbio pari dignità in Calabria, in Campania ed in ogni angolo della nostra Nazione, ma riteniamo profondamente irragionevole e irresponsabile, che un intervento seppur non risolutivo, tendente a dare sollievo al comparto dei precari Calabresi, venga di fatto vanificato sull’altare di un assalto alla diligenza che non giova a nessuno e da cui nessuno troverà benefici,né in Campania, né in Calabria. Siamo oltremodo convinti che bisogna trovare i fondi necessari per stabilizzare anche i lavoratori precari campani, ma questo dovrà avvenire nelle more della discussione della finanziaria e dei vari collegati, indirizzando l’attenzione per il reperimento delle cifre necessarie verso altri capitoli di bilancio, a prescindere dai 60 milioni di euro che sono già destinati alla Calabria. Data la situazione esplosiva che a livello sociale e politico sta attraversando la Calabria, e il dramma che provano quotidianamente i precari calabresi, costretti a vivere sotto la soglia minima di sopravvivenza, confidiamo in un gesto di grande responsabilità politica e istituzionale che la porterà a ritirare l’emendamento e a blindare l’articolo 27 per come è stato partorito dopo nove mesi di trattative serrate tra la Regione Calabria e il Governo Nazionale. Soluzione diversa da questa da noi auspicata sarebbe incomprensibile ed intollerabile, e rischierebbe di dar vita ad una crisi politica profonda,ingenerando una decisiva sfiducia non solo dei lavoratori precari ma di tutta l’opinione pubblica nei confronti di questo governo, delle istituzioni in generale e del partito che rappresentiamo, che non avrebbe a livello locale la credibilità necessaria per affrontare temi di tale rilevanza politica e sociale.
Nella foto il segretario provinciale Udeur, Paolo Mallamaci
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postato da Vladimir Ilic Uianov; alle 11:25 AM,
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Caso Why Not. Di Pietro: "Da Napolitano garanzia tardiva"
martedì 23 ottobre 2007
Anche dopo l'intervento del Capo dello Stato, sul caso De Magistris e la vicenda "Why not" continuano registrarsi nuovi interventi. Secondo una nota Ansa, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro stamattina avrebbe dichiarato che l'impegno assicurato dal presidente della Repubblica a vigilare con attenzione sugli sviluppi delle indagini in corso a Catanzaro e sul rispetto delle garanzie di tutti, rappresenta " una garanzia del giorno dopo". "La frittata à già stata fatta - ha continuato Di Pietro, ospite del programma "Viva voce" di Radio 24 - sarà difficile andare avanti". Il ministro ha spiegato che le iniziative di Mastella nei confronti del Pm De Magistris e l'avocazione dell'inchiesta che stava conducendo creeranno pesanti ripercussioni: ''Se sarà archiviata resterà' sempre l'ombra di un intervento della politica e una marea di persone cominceranno a non parlare più". Intanto in Calabria, con un documento approvato nel corso del V congresso regionale, Legambiente ''esprime la propria amarezza e la propria preoccupazione in ordine alle ultime vicende che hanno riguardato la procura di Catanzaro''. In particolare, giudica ''la sottrazione dell'inchiesta Why Not dalle mani del pubblico ministero Luigi De Magistris un atto grave, pericoloso ed inquietante''. Secondo Legambiente Calabria ''tale inchiesta, incentrata su milioni e milioni di euro di finanziamenti comunitari destinati allo sviluppo della Calabria che sarebbero stati in parte inghiottiti da un comitato affaristico-politico-massonico, rischia ora, piuttosto che deflagrare, di essere insabbiata''. ''sarebbe cosi' buttato a mare - continua il comunicato di Legambiente - il lavoro faticoso, intelligente e certosino del pm Luigi De Magistris, proprio nel momento in cui stava per essere presentato il conto dei mille intrallazzi venuti alla luce''. Ed inoltre si legge nel documento ''sarebbe nel contempo inferto un colpo mortale alla credibilità delle Istituzioni e della Giustizia, ancora più grave in quanto ci si muove nello scenario di una regione i cui abitanti avrebbero invece bisogno come il pane di ricevere segnali credibili, utili a ricreare un rapporto di fiducia nello Stato di diritto e di verificare il rispetto della giustizia uguale per tutti e delle regole democratiche, a partire da quelle contemplate dalla Costituzione, quali l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura''. Il Congresso regionale di Legambiente Calabria quindi rinnova ''a Luigi De Magistris, magistrato serio e capace, che è stato sempre un interlocutore credibile a livello nazionale e locale per le lotte e denunce contro i reati ambientali e le ecomafie e per la tutela degli interessi pubblici, il proprio apprezzamento, la propria solidarietà e riconoscenza che vanno ad unirsi a quella delle altre, numerose persone oneste che vogliono credere ancora, nonostante i dati impietosi della realtà , nella possibilità di ''pulizia'' e cambiamento per la Calabria e per il Paese''.Nella foto il P.M. di Catanzaro Luigi De Magistris
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 2:04 PM,
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Quei dieci voti comprati e venduti
lunedì 22 ottobre 2007
C'è un complottone, come sospetta Prodi, per far cadere il governo sulla Finanziaria? Io non lo chiamerei così. L'immagine del complottone evoca un gruppo di cospiratori animati da un ideale o da un interesse comune, ma nel caso nostro di ideali non ne vedo neppure l'ombra, interessi sì, ma nient'affatto comuni, anzi spesso contrapposti uno all'altro.No, non lo chiamerei complottone; lo chiamo invece col nome giusto che rispecchia la realtà: si tratta, né più né meno, d'una compravendita di voti che nel lessico della legge penale si chiama "voto di scambio".
Di solito si verifica nelle campagne elettorali, quando un candidato si rivolge a chi dispone di voti clientelari acquistabili; l'acquirente offre una cifra e/o benefici graditi a quella clientela ed ottiene in contropartita tutti i suoi voti. Le mafie hanno sempre agito in questa ottica e così si è creata intorno alle varie famiglie mafiose quella zona grigia che ha permeato o addirittura condizionato il funzionamento delle istituzioni.
Anche le logge massoniche segrete hanno operato in questo modo: tu dai una cosa a me, io do una cosa a te, scambio di voti e di favori. Ma il caso nostro è diverso e viene praticato con minore frequenza; nel caso nostro - cioè, per esser chiari, nel caso di Silvio Berlusconi - non si tratta di voti elettorali in vendita bensì di voti di senatori che si preparano a passare da un partito ad un altro, anzi da uno schieramento ad un altro e, nella fattispecie, dalla maggioranza all'opposizione. Insomma un ribaltone in piena regola. Sì, proprio quell'operazione che tutto il centrodestra con in testa proprio Silvio Berlusconi ha demonizzato come la più diabolica operazione politica che si sia mai vista e contro la quale sono anche stati escogitati appositi deterrenti legislativi, come lo scioglimento automatico delle Camere, nel momento stesso in cui si verificasse in Parlamento un cambiamento di maggioranza.
Naturalmente è del tutto inutile accusare un uomo e una parte politica di incoerenza. Ieri il ribaltone era il diavolo, oggi diventa un obiettivo salvifico. Certo, è un'incoerenza evidente, ma la politica è il mondo dell'ossimoro, se lo scopo è la conquista del potere tutti i mezzi sono buoni e vada a quel paese anche il principio di non contraddizione. Però è anche vero che c'è ribaltone e ribaltone. Prendiamo quello della Lega del 1994-'95, che determinò la caduta, a pochi mesi di distanza dalla vittoria elettorale, del primo governo Berlusconi e la nascita del governo Dini. In quel caso la Lega, dopo una convivenza agitata con Alleanza nazionale e dopo avere mandato invano segnali di crescente malcontento, decise di uscire dal governo determinandone la caduta.
Fu un ribaltone? Certamente sì. Una compravendita di voti? Certamente no. La Lega aveva obiettivi politici di federalismo molto spinto che cozzavano con il nazionalismo missino del Fini di allora. La mediazione di Berlusconi tra le due opposte sponde a lui alleate non fu efficace e il governo cadde. Nessuno comprò i voti della Lega, Bossi decise di testa sua. Non ci fu nessun "vulnus" costituzionale perché il presidente della Repubblica ha il potere-dovere di verificare se in Parlamento vi sia una maggioranza prima di decretarne lo scioglimento e così correttamente fece Scalfaro. Il governo Dini fu l'esito parlamentare di quella verifica e durò fino al '96, quando le Camere furono sciolte. Tutto legittimo, tutto regolare, tranne che per Berlusconi che gridò sui tetti alla vergogna costituzionale, politica, morale del ribaltone. Fino ad oggi. Ognuno giudichi come gli pare ma, lo ripeto, oggi il caso è completamente diverso anche se un ribaltone sembra alle viste. Perché lo ripeto ancora, questo che sembra profilarsi non è un ribaltone politico ma una compravendita di voti. Cioè un reato penale.
Vediamo più da vicino questa compravendita. Con i comportamenti e le dichiarazioni di Berlusconi e le ghiotte indiscrezioni di un altro singolare personaggio "informato dei fatti", Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica e senatore a vita. Berlusconi, nel corso d'una colazione riservata con il presidente emerito, gli comunica che "l'operazione" è ormai conclusa, che i senatori d'accordo con lui sono già una decina; su richiesta dell'interlocutore gli mostra la lista. Cossiga la legge, commenta con un "lo sapevo già" (e figurarsi se avrebbe dimostrato sorpresa) esce e passa la notizia alle agenzie. Alcuni dei "comprati" hanno confermato con lo schiaffo della mano, un paio hanno addirittura firmato un accordo scritto (si dice). Berlusconi offre posti. Posti da ministro, posti da sottosegretario, presidenze di enti pubblici che ingolosirebbero perfino un anoressico, e anche denaro. Denaro finalizzato a sostenere campagne elettorali, spese politiche, apertura di sedi, assunzione di personale. Insomma denaro.
I venditori sono gelosi l'uno dell'altro. I posti appetitosi non sono moltissimi e ciascuno teme che un altro gli sia preferito. Ma anche dentro "all'inner club" berlusconiano scoppiano gelosie. Formigoni si preoccupa, Scajola si preoccupa e si preoccupa anche Dell'Utri, già molto allarmato dalla stella nascente di Michela Vittoria Brambilla. Ognuno corre ai ripari come può. Alla fine, tre o quattro giorni fa, il "puzzle" berlusconiano si realizza. Il compratore fissa la data: prima metà di novembre. E dichiara: "Non sono stato io a contattarli, sono stati loro a venire da me, io ho solo cercato di trovargli un posto adatto". Appunto, voto di scambio, compravendita.
Resta da vedere se il "puzzle" sia stato veramente compiuto o se almeno in parte sia ancora in dubbio; se darlo per fatto sia reale o faccia parte della guerra dei nervi. Personalmente penso che sia compiuto. Stando alle sue più recenti dichiarazioni così pensa anche Prodi ed anche Mastella. Certo è che la maggioranza si sfarina ogni giorno che passa. Quasi mille emendamenti presentati dal centrosinistra alla Finanziaria, metà dei quali da parlamentari ulivisti, anzi ormai democratici. La sinistra radicale in piazza a chiedere di più sul piano sociale, al di là del referendum sindacale. Non è contro il governo? E allora contro chi? Contro il Partito democratico? Contro Padoa- Schioppa? Contro la Ragioneria dello Stato? Chi sono quei mascalzoni che lesinano il pane ai lavoratori? Quali che siano quei nomi, la piazza di sinistra non fa sconti alla Finanziaria di Prodi e di Padoa-Schioppa, vuole molto di più.
Ieri è accaduto un fatto strano: per la prima volta dopo un anno e mezzo il "Corriere della Sera" ha pubblicato un articolo di fondo nel quale il vicedirettore del giornale, Dario Di Vico, elogia Prodi, elogia la sinistra radicale, elogia il "feeling" tra Prodi e Rifondazione. Di Vico è un bravo collega e ovviamente ha scritto ciò che pensano lui e il suo direttore. Solo che da un anno e mezzo in qua ha scritto esattamente il contrario infinite volte. Io aborro la dietrologia, ma non la logica. Se si verifica un mutamento così improvviso e così totale una causa ci dev'essere, questa non è stagione da colpi di sole.
La logica mi dice che le cause possono essere due: 1. Placare lo scontento notorio e reso pubblico di Bazoli nei confronti del "Corriere" di cui Banca Intesa è azionista. 2. Valorizzare l'asse Prodi-Bertinotti per tagliar fuori Veltroni nel momento in cui il neo-leader del Pd è entrato in campo balzando in testa nei sondaggi d'opinione. E nell'imminenza di una possibile crisi di governo e delle consultazioni per risolverla in qualche modo. In proposito le intenzioni del Pd veltroniano avrebbero un peso notevole sui colloqui del capo dello Stato. Può condizionarle un articolo di giornale? Pro o contro elezioni immediate? Berlusconi è pro. Veltroni parlerà quando sarà consultato, ovviamente d'accordo con Prodi. Ma Prodi?
Prodi finora ha detto e ripetuto che se cade il suo governo non c'è che andare alle urne. Meglio ancora se alle urne ci si va con l'attuale governo in carica per far svolgere le elezioni. Probabilmente la posizione di Prodi è un deterrente per evitare la crisi. Ma se non fosse un deterrente sarebbe a mio avviso un grave errore. Le elezioni a primavera con questa legge elettorale darebbero partita vinta al centrodestra che ancora una volta si presenterebbe compatto dietro Berlusconi, tutti per uno uno per tutti.
Veltroni dovrebbe fare un miracolo. E forse potrebbe anche farlo, il Pd potrebbe arrivare al 40 per cento, ma dovrebbe presentarsi da solo e questo, con l'attuale legge elettorale e il premio di coalizione è manifestamente impossibile. Per contrastare il Berlusconi "ter" e i suoi alleati bisogna andarci con lo stesso schieramento di centrosinistra attuale, ma con la frana dell'area centrista. Una frana di scarso peso elettorale ma di forte peso politico perché arginerebbe quel deflusso di voti moderati verso il Partito democratico sul quale punta Veltroni.
Senza quel deflusso ed anzi con un sia pur modesto deflusso di segno contrario, la vittoria del centrodestra è scontata, non c'è miracolo che possa evitarla, checché ne pensino Ferrero e Diliberto.
Questi sono i dati del problema. Noi, vecchi liberaldemocratici, rischiamo di morire sotto Berlusconi. E' vero che abbiamo altre risorse e altri interessi da coltivare per il tempo spero lungo che ci resta, ma per l'amore che portiamo a questo Paese vederlo sottoposto ad un ulteriore degrado morale ci riempie di tristezza. Qualcuno mi rimprovera il mio pessimismo, ma io non sono pessimista; cerco di vedere la realtà e la realtà non è né buona né cattiva se non per come ciascuno di noi la vive. Questa realtà io personalmente la vivo male. Non mi piace. Non mi ci sento. Ma non è affatto detto che altri non ci si troveranno bene. "Goodbye and farewell".
di Eugenio Sclafari - da La Repubblica
Nella foto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi
Etichette: In Italia, Politica
postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 1:04 PM,
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Caso Why Not, Bertinotti: "Si torni al rispetto delle regole"
Il caso de Magistris e l'inchiesta Why not continuano ad essere al centrodel dibattito politico ialiano. Il giorno dopo il duro scambio tra i ministri Mastella e Di Pietro , sullo scontro magistratura-politica, interviene Fausto Bertinotti "C'è un unico modo - secondo il presidente della Camera - per affrontare la questione: tornare al rispetto delle regole". Quanto alla vicenda Mastella-De Magistris, la terza carica dello stato invita alla moderazione e al silenzio: "Siamo in attesa - spiega Bertinotti- di una decisione del Csm, e io credo che in questo caso bisognerebbe evitare commenti, tacere e affidarsi al Csm".Fonte Corriere.it
Nella foto il P.M. di Catanzaro Luigi De Magistris
Etichette: Cronaca, In Calabria, In Italia
postato da Vladimir Ilic Uianov; alle 12:12 PM,
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Ecco dove sono gli autovelox ( settimana dal 22 al 28-10)
La Polizia di Stato rende pubbliche le tratte stradali dove sono operativi, giorno per giorno, gli strumenti di controllo della velocità: autovelox, telelaser e provida. Un modo per invitare gli automobilisti a moderare la velocità rispettando i limiti e prevenire così gli incidenti. Questo non impedisce che ulteriori servizi di rilevazione della velocità potranno sempre essere attivati localmente in base a situazioni particolari (ad esempio in prossimità dei cantieri stradali, in concomitanza di servizi straordinari di controllo su porzioni di territorio e così via) .- 22/10/2007 Autostrada A3
- 23/10/2007 Autostrada A3
- 24/10/2007 Non sono previsti controlli in prov. di RC
- 25/10/2007 Autostrada A3
- 26/10/2007 Statale 106 Jonica
- 27/10/2007 Autostrada A3
- 28/10/2007 Autostrada A3 - Statale 106 Jonica
Per conoscere la posizione degli autovelox nelle altre regioni cliccate qui
Per conoscere la posizione degli autovelox fissi cliccate qui
Fonte Ministero dell'Interno - Servizio Polizia Stradale
Etichette: In Calabria, In Italia, Posizione autovelox
postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 11:59 AM,
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L'esperienza Calabrese nella produzione del latte a disposizione del Mali
domenica 21 ottobre 2007
La Fondazione Field ha presentato il progetto "Creazione, trasformazione e commercializzazione del latte in Mali, in Africa occidentale". Un'iniziativa che fa parte di un progetto più complessivo, denominato "EuropAfrica", per un'agricoltura solidale e sostenibile nel nord come nel sud del mondo". All'incontro di oggi, che è servito a discutere la bozza di un protocollo d'intesa finalizzato alla realizzazione del progetto, hanno preso parte, oltre al presidente della Fondazione Field, Mario Muzzì, anche una delegazione malese composta da Rokiatou Cissè, produttrice agricola e promotrice della campagna d'informazione EuropAfrica e Jossouf Traorè, del Cnop, piattaforma che raggruppa le organizzazioni contadine del Mali; Paola di Meo dell'organizzazione non governativa "Terra nuova"; Francesco Vignarolo del Cipsi (Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale); Paolo Abramo, presidente delle Camere di Commercio calabresi, Rosa Lorenzon del dipartimento Agricoltura della Regione Calabria; l'assessore alle Politiche Agricole della Provincia di Catanzaro Giovanni Mirarchi ed i rappresentanti di Fondazione Etica, Cia, Coldiretti, Copagri e Gal Serre Calabresi. Il progetto consiste nello sviluppare due mini latterie in Mali per rispondere alla domanda di latte della popolazione nelle città secondarie, attraverso il contributo dell'azienda "Dedoni" di Squillace, che fornirà alle donne imprenditrici del Mali il "know how", vale a dire le tecniche che si riferiscono ai temi dell' organizzazione aziendale, della selezione del personale, della gestione e lo sviluppo delle risorse umane. Il progetto servirà a rafforzare la capacità delle organizzazioni di produttori del Cnop (coordinamento nazionale delle organizzazioni contadine del Mali) ad accompagnare e diffondere l'esperienza delle mini latterie. Più in generale, la nostra Regione aderisce al programma di cooperazione a sostegno dello sviluppo delle microimprese africane, così come il Piemonte, l'Emilia Romagna, il Lazio, la Toscana, la Campania e la Liguria. E' stato Jossouf Traorè ad illustrare le caratteristiche sociali e geografiche della sua terra, sottolineando che si tratta di una regione con dodici milioni di abitanti di cui la metà non supera i venticinque anni di età e ben l'ottanta per cento svolge lavori agricoli."La nostra iniziativa - ha dichiarato il presidente della Fondazione Field Mario Muzzì - è forse soltanto una goccia nel mare dei problemi che esistono tra le popolazioni dell'Africa, alle prese soprattutto con una natalità infantile impressionante. Ma lo consideriamo un primo passo di un lungo percorso che vede la Calabria coinvolta in esperienze di solidarietà e di sviluppo sociale". Per Paolo Abramo che ha dato, così come tutti rappresentati al tavolo presenti, la disponibilità del proprio Ente a sottoscrivere il protocollo d'Intesa, "si tratta di un progetto in cui la Calabria può dare il proprio apporto in maniera significativa, avendo già operato negli anni scorsi, come Camera di Commercio, in esperienze di crescita, sviluppo e cooperazione tra i Paesi meno sviluppati dell'Europa". Entusiasta anche l'assessore alla Provincia di Catanzaro che ha parlato di una "operazione importante che tende alla conoscenza reciproca e crea modelli di sviluppo seri e incisivi" mentre Rosa Lorenzon del dipartimento Agricoltura ha parlato di "un'iniziativa che trova un certo favore comunitario come espressamente indicato dalla Programmazione dei Fondi Ue in tema di solidarietà e cooperazione sociale"
Comunicato stampa Regione Calabria
Nella foto un paesaggio del Mali
Etichette: Cronaca, In Calabria
postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:08 AM,
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Una segreteria per due
sabato 20 ottobre 2007
La proposta di "Approvazione convenzione di segreteria col comune di Africo", presentata, come unico punto, all'ordine del giorno della seduta di Consiglio Comunale dell'undici settembre è passata. Nata dalla richiesta del Sindaco di Africo di stipulare una convenzione per il servizio in forma associata della segreteria comunale, tale la proposta era già stata accolta favorevolmente dal Sindaco Nisi che con nota prot.n. 9768 del 28.08.07 manifestava la propria disponibilità alla stipula. Al successivo passaggio in Consiglio Comunale, la proposta veniva avallata dal voto favorevole di tutti i Consiglieri presenti, ad esclusione del Consigliere Federico che si è astenuto. La paventata ipotesi che il servizio di segreteria del nostro comune potesse divenire part time, quindi, ora è realtà. Dopo la corposa riduzione di personale del corpo dei Vigili Urbani e il ridimensionamento, fino all'inverosimile, di quello degli Stati Civili, ora è stata la volta della Segreteria comunale. Nel verbale di deliberazione della seduta consiliare viene assicurato che lo schema di convenzione è stato predisposto "tenendo conto delle esigenze dei comuni interessati". Noi non siamo dello stesso avviso visto che, a fronte di un risparmio di spesa minimo, viene intaccata l'operatività di un ufficio la cui efficienza è fondamentale per il buon funzionamento dell'intera macchina amministrativa comunale.Nella foto il Palazzo Comunale di Montebello Ionico
Etichette: A Montebello Jonico, Cronaca, Politica
postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 7:05 PM,
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Presentato il libro di Saverio Greco: “Dalla Prospettiva Riformista all’Esito Democratico”
