Le scuole di Fossato in visita ai siti storici del paese
venerdì 2 maggio 2008
Con"Riambientamoci" visitati i siti di S.Anastasio, la Chiesa dell'Annunziata e siti industriali annessiE' partito il progetto "Riambientamoci" a cura della scuola primaria e secondaria di Fossato Ionico. La scuola, in sinergia con l'associazione del luogo "I Fossatesi nel mondo" ed il "Consorzio di Bonifica" intende portare avanti un progetto di conoscenza dei siti storici e archeologici del comune agli alunni delle scuole fossatesi.
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postato da Miguel Cervantes; alle 3:23 PM,
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Melito avrà il museo dei Mille
lunedì 28 aprile 2008
Sono partiti i lavori di costruzione dl Museo dei Mille. Il Museo sorgerà sul lungomare di Melito P.S., nello stesso luogo dove era stata eretta una stele a ricordo dello sbarco di Garibaldi avvenuto nel lontano 25 Agosto 1862. La realizzazione dell'opera sarà possibile grazie al patrocinio dell'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria e del dipartimento dei beni culturali. La somma stanziata per la costruzione del museo è di circa mezzo milione di Euro. L'ultimazione dei lavori è prevista per Settembre 2008.Nella foto il luogo dove sorgerà il Museo di Garibaldi
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 11:26 AM,
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Motta ricorda la figura dell'Ins. Giovanni Mallamaci
lunedì 21 aprile 2008
Giovedì 24 aprile importante ricorrenza all'Istituto Comprensivo di Motta. Alle ore 9,30 presso la scuola "G. Mallamaci" di Motta Centro, si terrà una cerimonia per ricordare la figura del maestro Giovanni Mallamaci, l'uomo, l'insegnante e l'amministratore che a venti anni dalla morte viene ancora indicato come esempio del vivere a servizio della comunità. Giovanni Mallamaci, nato a Motta S.G. il primo Agosto 1928, a soli 20 anni iniziò la sua carriera di insegnante presso la Scuola Elementare di Motta San Giovanni. Dopo una breve parentesi da amministratore, durante la quale si adoperò per risolvere i numerosi problemi della scuola, ritornò al suo impegno originario all'interno dell'istituzione scolastica rappresentando un valido aiuto per tutti i direttori didattici che si succedettero alla guida del Circolo di Motta. Uomo colto e dagli svariati interessi si dedicò al giornalismo e, collaborando come corrispondente per numerose testate nazionali, seppe farsi portavoce delle esigenze dei suoi concittadini. Fu uomo impegnato anche nel sociale, e anche in questo campo seppe essere d'aiuto alla collettività nel suo duplice ruolo di Presidente dell'Azione Cattolica e membro del Circolo Culturale Mottese. La cerimonia durante la quale verrà ricordato il maestro Mallamaci coinciderà con la giornata della legalità che verrà sviluppata dagli alunni con il prezioso apporto del corpo docente dell'Istituto Comprensivo.Nella foto il maestro Giovanni Mallamaci.
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 5:13 PM,
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Prima discografica per il montebellese Giovanni Giordano
venerdì 18 aprile 2008
L'orizzonte musicale montebellese si allarga per fare spazio a Giovanni Giordano, giovane e promettente artista di Saline Joniche che, col nuovo singolo dal titolo «Mia nonna è una modella», si affaccia ufficialmente sul panorama della musica leggera italiana. Trasformando in canzone una di quel milione di idee che gli girano per la testa, Giovanni Giordano, arriva al suo debutto discografico con un pop semplice, fresco e innovativo nella tematica affrontata che gli ha permesso di ottenere importanti riconoscimenti. Il brano del cantautore montebellese, prodotto dalla casa editrice «Miseria e Nobiltà», infatti, dopo i fortunati passaggi radiofonici sul programma VivaRadio2, condotto da Fiorello e Baldini, a partire da oggi è vendita esclusiva sul sito www.messaggeriedigitali.it .Fabio L. Macheda (www.strill.it)
Nella foto il cantante montebellese Giovanni Giordano
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 2:36 PM,
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Montebello "cancellato" da Trenitalia
martedì 8 aprile 2008
Montebello Jonico: nome del centro storico “cancellato” non solo dai grandi progetti di sviluppo ma anche dalle tabelle ferroviarie, dalle relative indicazioni e da quanto strettamente collegato con il mondo della Ferrovia.I montebellesi, e tutto l’entroterra sono consapevoli di questa situazione dovuta, sicuramente non ad una volontà di omettere il nome ma, forse, all'assenza di chi doveva interessarsi subito per far correggere il tiro. Se poi vi sono altre motivazioni che giustificano tale paternità del capoluogo sul comune di Montebello sarebbe giusto comunicarle perché mediante la conoscenza tutte le obiezioni potranno essere annullate.
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postato da Miguel Cervantes; alle 8:00 PM,
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"La Divina Avventura" sarà presentato in Calabria
lunedì 7 aprile 2008
Il libro illustrato racconta ai piccoli il viaggio in Inferno, Purgatorio e Paradiso
Tre appuntamenti calabresi, per La Divina Avventura. Il fantastico viaggio di Dante, una riscrittura in versi della principale opera della letteratura italiana, rivolta ai bambini (e ai ragazzi) e alle bambine (e alle ragazze) dai 6 anni in su. Il testo, che sta riscuotendo uno straordinario successo in tutta Italia, dagli ultimi mesi del 2007 è sugli scaffali delle principali librerie e ha già ottenuto due ristampe da parte dell’editore di Belvedere Marittimo (CS) “Coccole e Caccole”.La presentazione ufficiale ai piccoli calabresi avverrà alla presenza di Dante in persona, che, vestito di rosso come nella più classica delle iconografie, racconterà la storia della propria discesa rocambolesca nel buio imbuto dell’inferno. Gli appuntamenti sono per il momento tre:
- venerdì 18 aprile, alle 10.00, nella scuola primaria di Corigliano Calabro (CS) con un’iniziativa promossa dal 3° circolo didattico della città;
- venerdì 18 aprile, alle 16.00, nella scuola primaria di Roggiano Gravina. Incontro organizzato da direzione didattica e sistema bibliotecario territoriale San Marco Argentano;
- sabato 19 aprile, alle 10.00, nel cinema teatro Italia di Cosenza, iniziativa promossa dalla locale Società Dante Alighieri di Cosenza.
Scritto da due genitori, veneziani, Francesca Gambino, ricercatrice universitaria e studiosa del Medioevo, e Enrico Cerni, manager e formatore con il pallino per la scrittura, La Divina Avventura ripercorre con i piccoli il viaggio compiuto da Dante Alighieri attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso. Oltre 100 acquerelli a colori, appositamente realizzati dall’artista Maria Distefano, consentono di apprezzare i principali luoghi e personaggi che il poeta fiorentino, rappresentato come un bambino, incontra nel corso del suo meraviglioso itinerario.
“È la prima volta che la Commedia di Dante viene riscritta in versi pensando ad un pubblico di bambini”, affermano gli autori, marito e moglie, genitori di una bambina e di un bambino, da sempre appassionati di Dante e impegnati a presentare il testo in tutta Italia.
“Ho creduto in questo volume fin dal primo momento”, dice l’editore, Ilario Giuliano, della Coccole e Caccole, casa calabrese specializzata in testi di e per l’infanzia che si sta rivelando una delle più dinamiche realtà del mercato editoriale italiano. “Il testo viene di sicuro apprezzato non solo dai ragazzi ma anche dai genitori e dai nonni, che ritrovano le emozioni delle letture di un tempo, e può far rinascere in loro la voglia di leggere nuovamente la ‘vera’ Commedia”.
La Divina Avventura, edita da Coccole e Caccole, si trova nelle principali librerie di tutta Italia. Per saperne di più, il sito dedicato al libro è www.ladivinaavventura.it.
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La notizia curiosa
sabato 22 marzo 2008
Realizzato da un artigiano di Caltanissetta, che non è alla prima impresa del genere,il sandalo in questione ha il tacco di 180 cm, 416 cm di lunghezza e 120 cm di larghezza.La gigantesca calzatura, realizzata interamente in cuoio, è ora esposta nel palazzo del municipio. In passato, l'abile ed estroso artigiano, ha progettato e costruito una scarpa da calcio di oltre un metro e lo "stivale di Polifemo" che, con la sua altezza di più di 4 metri è entrato di diritto nel Guinnes dei primati.
Nella foto il municipio di Caltanissetta
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:39 AM,
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“FANTAFISICA” , mostra pittorica dell’artista reggino Crista
venerdì 21 marzo 2008
Fantasia e fisicità, emozioni e razionalità, dunque la "Fantafisica" di Crista : ben 50 opere dell’artista reggino creatore di una nuova tecnica pittorica, per un mese, dal 19 marzo al 20 aprile 2008, saranno esposte nelle suggestive sale del Castello Aragonese della città di Reggio. L’iniziativa culturale è promossa dall’ Associazione reggina "Leonardo onlus" , e ha ricevuto il patrocinio dell’ Assessorato Comunale ai Beni Culturali .La mostra pittorica in onore dell’artista, Crista, Cristoforo Taglieri, sarà inaugurata dal Sindaco Giuseppe Scopelliti , mercoledì 19 marzo 2008 con inizio alle ore 18:00.
Seguirà la presentazione della mostra a cura del dott. Saverio Laganà, presidente dell’Associazione “Leonardo onlus”, mentre le conclusioni saranno tratte dall’Assessore ai Beni Culturali Antonella Freno.
La mostra è nata per celebrare un noto artista calabrese, che ha dato lustro alla città di Reggio, con le sue opere, la sua sensibilità e il suo carisma fino a creare una nuova tecnica pittorica: la "Fantafisica".
"Coniugare emozionale (Fantasia ) e razionale (Fisicità), essenza l'uno, sostanza l'altro – ha scritto in proposito il critico d’arte Nuccia Micalizzi - , significa definire una spazialità a-tipica, perché insolita, che vive di fremiti cromatici ai quali Crista affida il ruolo di connotare e denotare l’oggettività”. La sua pittura “è una festa dell'anima, una musica lieve, vaporosa, dolcissima che si ascolta con gli occhi” hanno osservato altri critici, per i quali "se il sogno si può materializzare sulla tela di un quadro questa tela di certo porta la firma di Crista", nei cui dipinti "la realtà viene "esplosa" liberando sussulti emotivi che interrompono con prepotenza l’apparente staticità del mondo fisico che mostra così tutta la meraviglia della sua complessità".
Durante il mese di esposizione, l’associazione "Leonardo" ha previsto una serie di iniziative culturali parallele, tra cui la presentazione del volume di critica biografica su Crista. Di “nuovo interessante appuntamento con la cultura per la nostra città” parla l’Assessore Antonella Freno, lieta che la mostra "compia una più significativa lettura sull’arte contemporanea e su un’artista come Crista che, figlio di Reggio e operando a Reggio, ha dato un forte contributo di sviluppo all’arte pittorica in Italia. La pittura è fatta di immagini che attraggono e seducono, appartiene all’umanità, è un pezzo di anima che non muore mai. E’ un’arte che ancora oggi riesce ad imporsi, pur in presenza di un mondo immateriale e virtuale quale è quello che ci viene rappresentato da Internet e dai computers”. Con Crista “la pittura ha espresso un valore comunicativo in continua evoluzione, sempre alla ricerca della bellezza" dichiara Antonella Freno.
Comunicato del Comune di Reggio Calabria
Nella foto il Castello Aragonese di Reggio Calabria che ospiterà la mostra dell'artista reggino Crista
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:42 AM,
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Anche Amato in difesa del Museo
giovedì 20 marzo 2008
Anche il Prof. Pasquale Amato interviene sulla vicenda che in questi giorni ha visto ignari protagonisti il Museo della Magna Grecia e quattro pregevoli opere d’arte antica in esso ospitate. In un comunicato diffuso agli organi di stampa, il noto storico e docente universitario, definendo «vergognoso» il caso dello «svuotamento dei tesori del secondo museo archeologico d’Europa», unico al mondo ad avere quattro capolavori della scultura greca in bronzo, opera un’amara riflessione: «Se fossimo di Cosenza o di Catanzaro…» cosa avremmo fatto? Avremmo difeso il nostro Museo «tutti, proprio tutti, senza se e senza ma, senza sottili e sofisticati distinguo, come hanno fatto tutti i politici e amministratori cosentini (in prima fila Sindaco di Cosenza e Presidente della Provincia, entrambi di centro-sinistra) anche contro il Governo di centro-sinistra della Regione quando si è diffusa la voce di un trasferimento dell’Elisoccorso dal territorio della loro Provincia. O quando si è tentato di spostare la Sede Regionale RAI da Cosenza. Pretenderemmo tutti, di destra o di sinistra, di essere rispettati come reggini in quanto tali, di fare arrivare da New York capolavori in cambio di ciò che è stato inviato del nostro Museo. Chiederemmo tutti di fare esporre nel nostro straordinario Museo, come scambio con la città d’arte di Mantova, capolavori del tempo dei Gonzaga. Mantova, una delle città che detengono il record del turismo culturale, sta già troppo bene. Non ha bisogno anche dei capolavori del Museo di Reggio senza cedere in cambio nulla». La lunga nota stampa continua, poi, con altri interrogativi ed altre risposte. La situazione non sarebbe diversa, constata tristemente il Prof. Amato, se fossimo «di Catanzaro, come ad esempio il Presidente Loiero». Anche in questo caso «difenderemmo tutti con passione e con determinazione il Museo come hanno fatto tutti i politici e tutti gli Amministratori catanzaresi, di qualunque orientamento politico che sono stati tutti con Loiero a difendere la Scuola della Magistratura. Pretenderemmo da Loiero che svolga il suo dovere di Presidente della Regione Calabria non soltanto quando deve difendere una sede di Catanzaro, ma anche quando si tratta del Museo di Reggio Calabria svuotato dal Ministero. E staremmo decisamente al fianco del Sindaco Scopelliti, pur mantenendo le diversità di orientamenti politici, per pretendere il rispetto della città da parte di chiunque, anche di un Ministro o di un intero Governo. Ancor più se fosse un Ministro o un Governo della nostra stessa parte.» «Invece no. Noi reggini siamo speciali. – continua il famoso storiografo – Se al Governo o alla Regione è al potere il centro-destra quelli di centro-destra cercano di difendere e di coprire i propri referenti nazionali o regionali e quelli di sinistra protestano. Se al governo e/o alla Regione è al potere il centro-sinistra le parti si invertono». Lo scritto, o meglio l’impietosa analisi, con cui il Prof. Amato evidenzia le anomale specificità della politica reggina si conclude con un monito che, il rinomato intellettuale, rivolge indistintamente a tutti reggini: «Quando decideremo di stare tutti insieme ogni volta che l’interesse generale della nostra comunità viene non rispettato, trascurato o umiliato, allora soltanto saremo rispettati e non saremo ancora dimenticati, trascurati, umiliati. Qualche volta siamo stati uniti: per es. sul marchio Dop Bergamotto di Reggio Calabria; e sul no ai Bronzi Viaggiatori. E abbiamo vinto. Altre volte, purtroppo molte più volte, non lo siamo stati. E abbiamo perso.»Fabio L. Macheda
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Saline, nuovo direttivo per la "Garibaldina"
mercoledì 19 marzo 2008
L’Associazione ciclistica “Garibaldina” di Saline Joniche avrà un nuovo consiglio direttivo. Questo il responso uscito dall’assemblea dei soci che, riunitasi presso il bar Tourist, ha rinnovato gli organi societari. Salvatore Verduci sarà il nuovo presidente e sostituirà l’uscente Giovanni Verduci che ha diretto la società sportiva salinese per tutto il 2007. Il nuovo consiglio direttivo sarà composto dal vicepresidente Demetrio Barreca, dal segretario Davide Ambrogio, dal tesoriere Maurizio Barbaro, e dai consiglieri Ernesto Zagami e Giuseppe Napoli. Riconferma, invece, per il direttore sportivo uscente Giuseppe Verduci che curerà, anche nella prossima stagione agonistica, la preparazione sportiva degli atleti. Saldo al proprio posto anche Costantino Principato, presidente onorario della rinomata associazione ciclistica che, vantando una storia agonistica ultracinquantenaria, rappresenta per il desolato panorama sportivo montebellese un caso più unico che raro. Etichette: A Montebello Jonico, Libri - Mostre - Storia - Arte - Poesia - Natura - Tradizioni - Curiosità
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"Per dovere storico": La storia della politica montebellese nell'ultimo libro del Prof. Stillittano
martedì 18 marzo 2008
Si plaude all’uscita dell’ultimo libro di storia politica del pc reggino del prof.Nino Stillittano. Mi sia consentito fare un piccolo breve discorso personale e da giovane studente sulla sua figura. Ho avuto il piacere di conoscere il professore partigiano circa un anno fa, quando mi compiassi molto nel fargli conoscere la mia prima composizione letteraria,desiderio che lui espresse personalmente e con grande soddisfazione. Lo trovai nel suo studio seduto dietro la scrivania piena di innumerevoli saggi storico politici. Gramsci e le sue produzioni intellettuali ci osservavano. Il professore indebolito nel fisico ma non nelle mente,capace ancora di ricordare gli avvenimenti del passato punto per punto, mi raccontò un po’ di storia patria e il primo ventennio post repubblicano del comune, la cosa mi incuriosì parecchio.Al di là di ogni parere di sorta, il libro che segue all’ “era l’anno del sole non quieto”, dal titolo “per dovere storico”, spazia su tutte le esperienze politiche del professore a partire dalla lotta di liberazione condotta inseme ai partigiani albanesi nella divisione Gramsci, per poi spaziare alle prime schermaglie democratiche nel comune di natio di Montebello Jonico. E poiché questo è il blog di Montebello, non nascondo il compiacimento e l’emozione provata nella lettura delle prime pagine che discutono proprio sulla storia del nostro comune. Il libro che vuole essere un ricordo degli esiliati politici non solo antifascisti, ma anche di coloro che buoni compagni furono estromessi dai politburo formati dai compagni che sbagliavano o molto spesso erano costretti a sbagliare per chissà quali giochi di potere o quali concause storiche, un’accusa potente contro l’estromissione delle figure importanti, carismatiche, dominanti, intellettuali, che molto potevano dare, ma che invece sono stati scartati.
Fonte inesauribile di citazioni e saggi su personaggi ammirevoli, il libro del prof Stillittano dà ottime indicazioni intellettuali a chi è appassionato della dannata questione meridionale e con rimando e stima devota egli rimanda alle letture sulla letteratura calabrese del dott. Pasquino Crupi e a quelle più scientifiche del dott. Cingari.
L’importanza di "per dovere storico", che non è sicuramente un elogio della personalità dell’autore, ma solo un’opinione sui fatti del tempo, con stile quasi alla Giorgio Bocca, non può e non deve essere sottovalutata specialmente dalle generazioni future che vivono in terra di Calabria. Un passo che sicuramente colpisce, breve e di poche righe, che mi ha fatto riflettere e su cui spero si sviluppi un dibattito o qualche altro saggio scientifico è la differenza che l’autore nota tra il fermento politico e acceso dei compagni della piana e il totale lassismo invece dei compagni e dell’elettorato della zona ionica, cui si attribuisce forse una giustificazione nella crescente emigrazione e povertà dei secondi rispetto ai primi, ma l’argomento va approfondito alla luce delle esperienze e degli studi economici, sociologici, storici ecc…la questione da analizzare sarebbe importante per capire i nostri popoli.
Da vero politico di cuore e orgoglio egli non fa mancare nelle pagine l’abiura al revisionismo storico, e l’importanza di alcune figure come Gramsci, Gobetti, Berlinguer, che eleva ad esempi morali e morigerati di tutti i partiti e specialmente per quelli che si professano di sinistra.
Con l’augurio che si possa sviluppare da queste produzioni ancora tante altre per far nascere nel nostro territorio la passione storiografica da ogni parte, porgo sentiti ringraziamenti al prof. Stillittano sperando che le sue righe vengano lette copiosamente in tutto il territorio.
Domenico Principato
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 6:43 PM,
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Le "Officine Jonike delle Arti" al Planetario di Reggio Calabria
lunedì 17 marzo 2008
Miti e leggende della volta celeste. E’ questo il titolo della nuova iniziativa culturale dell’Associazione "Officine Jonike delle Arti". L'iniziativa, che prevede la collaborazione del il Planetario Provinciale di Reggio Calabria, della Provincia di Reggio Calabria e della Sezione calabrese della Società Astronomica Italiana sarà costituitita da un ciclo di incontri dove si parlerà dell'ispirazione che i corpi celesti hanno suscitato ad autori e compositori di ogni tempo. Il Planetario diverrà un vero e proprio palcoscenico grazie al quale, durante l'osservazione della volta celeste, verrà reinterpretata l’evoluzione della civiltà umana. Il primo dei quattro appuntamenti previsti è per le ore 21 del 21 marzo (equinozio di primavera) quando, presso il Planetario Pythagoras di Salita Zerbi, verrà presentato lo spettacolo teatrale “La freccia di Inanna: civiltà e miti equinoziali”, un racconto su come gli antichi vivevano ed interpretavano la precessione degli equinozi. Sarà la voce narrante di Franco Marzocchi ad accompagnare, durante lo spettacolo, gli attori Americo Melchionda e Maria Milasi che reciteranno versi tratti dall’ Enuma Elis, dagli Inni sumerici e dagli Inni omerici, dalla Teogonia di Esiodo, dall’anello del Nibelungo di Wagner, dal Carme Secolare di Orazio e da Sulla Pasqua di San Melitone di Sardi. Il progetto, la drammaturgia e le scelte musicali saranno di Domenico Gatto. L'ingresso sarà gratuito.Etichette: In Calabria, Libri - Mostre - Storia - Arte - Poesia - Natura - Tradizioni - Curiosità
postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 2:49 PM,
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Centrale Saline, l'assessorato provinciale all'ambiente chiede chiarezza
domenica 16 marzo 2008
L'assessorato all'ambiente della provincia di Reggio Calabria sta prestando la massima attenzione alla nota vicenda della centrale a carbone che la multinazionale svizzera ha in progetto di realizzare nel territorio del comune di Montebello Jonico. L'assessore Giuseppe Neri, consapevole delle implicazioni di un tale intervento, a partire dalle relative conseguenze in termini di ambiente, salute e sviluppo turistico del territorio reggino, ha già predisposto un insieme di iniziative che mirano a creare un confronto chiarificatore con la SEI spa, coinvolgendo tutti i soggetti a vario titolo interessati, rimanendo comunque fermo sulla posizione di assoluta contrarietà all'intervento. L'obiettivo dell'assessore è quello di acquisire - assieme ai sindaci delle aree interessate, alle associazioni ambientaliste e ai sindacati - piena e dettagliata contezza del progetto e, nel contempo, fare il punto sullo stato delle attività già avviate ( per esempio la costituzione di una apposita società, l’acquisto dei terreni, lo studio di impatto, ecc.). Sono queste le premesse per superare la fase dei “si dice” e dei dibattiti a distanza per avviare un serio osservatorio permanente che permetta di non abbassare mai la guardia e funga da raccordo per le proposte alternative. In un territorio come quello reggino, che vive il dramma profondo della disoccupazione, delle facili promesse, dei progetti faraonici troppo spesso inutili, dannosi o irrealizzabili, non può essere più accettato che in nome di un presunto sviluppo e del ricatto occupazionale, si chieda il sacrificio della salute pubblica, dell'ambiente, della qualità della vita. L'attività dell'assessorato è invece orientata, a Saline come nel resto del territorio, verso uno “sviluppo sostenibile” che sappia valorizzare l'inclinazione naturale e la potenzialità dei luoghi, cogliendo anche le nuove opportunità che in questa direzione vi sono a livello comunitario e nazionale, con una attenzione agli investimenti privati, senza però contaminazioni con progetti estranei e inquinanti. In questo quadro si collocano le varie iniziative, alcune già avviate altre in programma per il primo semestre 2008, che puntano decisamente ad incentivare il ricorso a tecnologie di energia rinnovabile, allo smaltimento in sicurezza di rifiuti pericolosi, a politiche efficaci di risparmio energetico. Sul piano più immediato, con riferimento specifico al “caso” Saline, l’Assessore Neri, per conto dell’Amministrazione Provinciale, si farà promotore a breve di un incontro con la multinazionale svizzera, durante il quale saranno illustrate accanto alle ragioni politiche, le osservazioni tecniche e scientifiche contenute in numerose relazioni giunte in assessorato e contrarie alla centrale a carbone. L’Assessore provinciale all’Ambiente fa inoltre propria la proposta di convocazione sul tema di un consiglio provinciale aperto che approfondisca le ipotesi di sviluppo alternativo che sono state redatte o che potrebbero concretamente profilarsi per il territorio di Saline Joniche. In tal senso si dice certo che vi sarà un immediato riscontro da parte di un Consiglio provinciale che ha già dimostrato sensibilità e attenzione verso l’importante argomento.Nota stampa assessorato all'ambiente Provincia di Reggio Calabria
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 2:19 PM,
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Museo di Reggio: Il circolo "I Care" difende Rutelli
Anche i giovani democratici del circolo “I Care” intervengono in merito alla presunta spoliazione del Museo della Magna Grecia. Antonio Billari, Presidente del noto circolo, con una nota diffusa alla stampa, difende a tutto tondo l’operato dell’ ex ministro dei beni culturali Francesco Rutelli e definisce «strumentale e faziosa» la polemica di questi ultimi giorni. «La presenza, ad una mostra internazionale, di reperti della nostra realtà territoriale – si legge sul comunicato dell’ “I Care” – dovrebbe essere vista in maniera positiva. Intraprendere una serie di scambi che un domani potranno portare, proprio a Reggio Calabria, reperti di altre realtà va nella direzione giusta per un arricchimento culturale della nostra città». «Tutte le mostre – continua la nota –, in Italia e nel mondo, sono fatte con il meglio dei diversi musei, e nessuno protesta relativamente ad un interscambio culturale di questo tipo, che può solamente beneficiare la comunità nella misura in cui viene corrisposto. Pertanto – continua Billari – si dovrebbe lavorare per avere anche a Reggio una mostra che, come quella di Mantova, possa essere attrattiva per tutti». A conclusione del comunicato, viene evidenziato che il Ministero rappresentato da Rutelli,« non si è dimenticato affatto di Reggio e che, tra le opere già finanziate, 13.498.865,58 euro sono già state destinate per lavori di restauro proprio nel museo di Reggio, ragion per cui – secondo Billari - le proteste e le manifestazioni dovrebbero essere fatte nei confronti di chi non valorizza le nostre ricchezze e le bellezze del nostro territorio».Nella foto Antonio Billari, Presidente del circolo “I Care”
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Museo della Magna Grecia: interviene anche "Apodiafazzi"
sabato 15 marzo 2008
Anche il circolo “Apodiafazzi” interviene in merito all’esposizione a Mantova di importanti reperti archeologici provenienti dal Museo di Reggio. In seguito alle polemiche di questi giorni su una presunta spoliazione del Museo Nazionale della Magna Grecia gli organismi direttivi del noto circolo dell’area grecanica si sono riuniti per valutare la situazione. Al termine dell’incontro, svoltosi alla presenza del Prof. Franco Mosino e del Presidente Carmelo G. Nucera, è stato diramato un comunicato nel quale si valuta favorevolmente l’ipotesi di esporre il Kouros e le altre note opere nella città di Mantova. « Desta sorpresa – si legge sulla nota – che questa Città di Reggio cerchi di opporsi anche in maniera forte ad una legittima decisione del Ministro dei Beni Culturali, il quale ha voluto destinare alcuni pezzi delle nostre collezioni ad una importante mostra archeologica nella Città di Mantova. In tutto il mondo, ma non a Reggio, è accettato, promosso e sponsorizzato il trasferimento di opere d’arte antica e moderna per fini culturali». Pensiero, questo espresso dal direttivo di Apodiafazzi, che cozza totalmente con la visione di numerosi personalità della politica reggina che, appoggiati da studiosi, intellettuali, personaggi del jet set e gente comune, hanno condotto una vera e propria battaglia ottenendo, secondo le ultime notizie, la temporanea sospensione delle operazioni di trasferimento ed evitando quello che, a loro modo di dire, era solo un tentativo di scippo nei confronti di Reggio. La nota degli esponenti di Apodiafazzi, comunque non è da vedere come censoria della “mini rivoluzione” reggina, ma principalmente come propositiva per il futuro del Museo di Reggio. I membri del sodalizio dell’area grecanica infatti, «in attesa di giusti accordi di reciprocità negli scambi di opere d’arte» suggeriscono di mostrare « ai cittadini di Reggio e ai turisti, gli eccellenti reperti da decenni segregati nel deposito del Museo» che secondo una stima molto approssimativa contiene otto milioni di pezzi, a fronte di un solo milione di reperti esposti.Fabio L. Macheda
Nell'immagine il Dott. Carmelo Giuseppe Nucera, Presidente del Circolo culturale Apodiafazzi
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Un secolo di vita per l'ufficio postale di Fossato Jonico
giovedì 13 marzo 2008
L’ufficio postale, di Fossato Jonico, ha compiuto un secolo d’età. Eravamo infatti agli inizi del 1908 quando nel piccolo centro aspromontano veniva istituito il servizio postale. A renderlo noto, con una ricerca pubblicata per intero sul sito www.fossatoionico.it, è il Sig. Francesco Pellicanò, dipendente delle poste in pensione, che ha passato numerosi anni della sua carriera nell’ufficio postale di Piazza Municipio. Secondo Pellicanò, « La prima persona che ebbe l’illuminata idea di fare richiesta di apertura di una “Collettoria Postale a Fossato Jonico” fu Il Signor Tripodi Antonino, commerciante di famiglia numerosa e benestante, che presentò la sua istanza al Ministero delle Poste e dei Telegrafi presumibilmente nel 1907». Si parla di Collettoria Postale e non di Ufficio postale perché il Ministero, all’epoca, non apriva uffici con propri dipendenti nei piccoli paesi, ma concedeva l’appalto, o meglio la "commessa", per l’apertura di Collettorie a chi ne faceva richiesta. Fra i requisiti necessari per poter attivare una collettoria vi erano l’essere regnicoli (abitanti del regno), l’aver compiuto la maggiore età, l’aver sempre tenuto una buona condotta e non aver sofferto alcuna condanna, l’essere in grado di prestare la cauzione prescritta e di somministrare la fideiussione di persona notoriamente stimata e solvibile. La data a cui il Sig. Pellicanò fa risalire l’apertura del servizio postale a Fossato Jonico risale a gennaio – febbraio del 1908. La data certa dell’istituzione del servizio, però, è quella dell’undici marzo 1908, «giorno in cui fu effettuata la prima operazione di deposito sul primo libretto di risparmio». Quella data rappresentò, per i fossatesi del tempo, l’inizio di una nuova epoca di promozione e rilancio verso il futuro. Finalmente la povera gente del luogo aveva la possibilità di tenersi in contatto con i numerosi emigrati all’estero e far fruttare, con interessi, i sudati risparmi. Il Sig. Pellicanò, nella sua scrupolosa ricerca, ci fa sapere che all’ufficio fossatese fu assegnato «il numero di appartenenza 53/134, dove il 53 rappresentava il numero della Direzione provinciale di Reggio Calabria, ed il 134 corrispondeva al centotrentaquattresimo ufficio aperto nell’ambito della stessa Direzione». La ricerca dell’ex dipendente delle poste prosegue poi fra note statistiche e citazioni di vecchi dipendenti che, nel bene e nel male, hanno svolto il ruolo di attori protagonisti nella storia dell’ufficio postale fossatese. Fra i numerosi particolari e le molte curiosità, che emergono leggendo l’interessante scritto dell’ex postelegrafonico, colpisce molto il parallelo tra l’odierno Ufficio postale di Piazza Municipio, dotato di moderni sistemi di sicurezza e blindatura, a prova di "rapine", e la sede della prima Collettoria Postale ospitata in una baracca (da non confondersi con quelle costruite dopo il terremoto del 1908) nei pressi dell’odierna Via Dei Martiri, all’epoca, vero e proprio centro nevralgico del paese. Curioso paragone, questo, che rende bene l’idea del cambiamento, oltre che dei tempi, anche delle abitudini criminali.Fabio L. Macheda (www.strill.it)
Nella foto il Signor Tripodi Antonino concessionario della prima Collettoria Postale a Fossato Jonico
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 1:06 AM,
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Nuovo video su Montebello Blog TV
lunedì 10 marzo 2008
Il pane di una volta
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 8:18 PM,
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Viaggio studio per gli studenti della “Mediterranea”
E’ ormai giunto al termine il viaggio studio che ha portato un centinaio studenti dell’Università Mediterranea nella fredda Monaco di Baviera. L’iniziativa, promossa e ideata dall’associazione studentesca di Ateneo Ius Rheginum Onlus, oltre a rappresentare un grande successo per il numero di partecipanti, ha avuto anche degli interessanti risvolti culturali. La delegazione reggina, composta in maggioranza da studenti della Facoltà di Giurisprudenza, infatti, ha effettuato importanti incontri e visite che hanno contribuito ad aumentare il bagaglio formativo e culturale dei partecipanti. Gli studenti, con a capo Giovanni Crea e Filippo Surace, rispettivamente Presidente e segretario del sodalizio universitario, durante il primo giorno di permanenza nella città bavarese hanno visitato l’Università LMU di Monaco. Ad accoglierli, nell’ateneo famoso per aver dato i natali al movimento antinazista della “Rosa Bianca”, c’era il Presidente del Consiglio degli Studenti della Università di Monaco Julia Radler che ha accompagnato gli studenti reggini nella loro visita alla Facoltà di Giurisprudenza ed al museo che si trova al suo interno. Approfittando delle presenza,fra gli studenti reggini, del Consigliere Ardis A. Castorina, del Presidente del Cds B. Madaffari, del rappresentante degli studenti G. Trapani e di altri rappresentanti, si proceduto ad un gemellaggio tra gli studenti delle due realtà. Gli studenti italiani hanno poi proseguito il loro iter turistico-formativo visitando il campo di concentramento di Dacau, il Parlamento tedesco della Baviera e infine il consolato italiano. Durante quest’ultima sosta i ragazzi della Ius Rheginum hanno avuto un colloquio con il console Adriano Chiodi Cianfrini che ha esposto le funzioni del ruolo che ricopre e ha discusso della presenza degli italiani a Monaco. Al rientro dalla piacevole esperienza i soci dell’associazione Ius Rheginum Onlus hanno manifestato soddisfazione per la riuscita dell’evento e si sono ripromessi di organizzare altre iniziative dello stesso tenore. Nella foto gli studenti dell’associazione Ius Rheginum Onlus alla LMU di Monaco di Baviera
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 7:12 PM,
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In ricordo di Pedro Maria Walter Greco
domenica 9 marzo 2008
La cronaca di questi ultimi anni ha portato a riesumare i fantasmi di un passato ancora troppo prossimo per essere dimenticato. Si è parlato di sbagli della politica, di anni di piombo, di derive brigatiste, ma chi si è ricordato delle vittime? In quegli anni di lotta tra Stato e Antistato, i caduti furono molti, e ancora oggi, è difficile capire da quale parte stesse realmente la ragione. Definita da qualcuno conflitto civile a bassa intensità, quella fu una vera e propria guerra che, combattuta, da ambo le parti, senza esclusione di colpi, insanguinò l'Italia portando ad un solo dato di fatto: il sangue versato nelle piazze macchia di rosso l’asfalto e di nero gli animi. Che esso sgorghi dalle vene di un comunista, da quelle di un poliziotto, di un giudice, di un sindacalista, di un giornalista non fa differenza. Partendo da questo presupposto, si vuole qui ricordare una tra le tante vittime di quegli anni insensati, il nostro conterraneo Pietro Maria Walter Greco di cui oggi 9 marzo ricorre il 23esimo anniversario di morte. Figlio di proletari calabresi (il padre era di San Lorenzo, la madre originaria di Fossato Jonico) Pedro, come era chiamato dagli amici, era arrivato a Padova alla fine degli anni sessanta per studiare. Conseguì una laurea in statistica ed iniziò a lavorare come insegnante di matematica per sostenere la famiglia al Sud. Dal suo arrivo a Padova la presenza a