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Realtà e fantasmagoria

A dieci giorni dell'inaugurazione ancora inutilizzata la Palestra "M. Teresa"

"... Io salgo ogni giorno/ ad un angolo del castello per abbracciare con la vista le vallate/ e più salgo, più si apre il paese,/ e i tetti, le gradelle, le piazze...". Con questi versi, Raffaele Nigro, ha inteso far capire quanto sia importante il tramite tra passato e presente; l'incontro tra tradizione ed innovazione, tra identità locale e visione globale (Castello -Paese). Per realizzare ciò è necessario avviare la crescita, l'evoluzione, lo sviluppo sociale, morale, civile ed economico di un luogo attraverso incontri e colloqui collettivi da considerarsi "motore di ricerca". A coloro che giornalmente chiedono di sapere come mai la nostra società anziché progredire regredisce ricordo che ormai abbiamo perso di vista la realtà degli eventi, dei luoghi, dei fatti, che tutto è stato sommerso dalla vana gloria che solo le fantasmagorie possono procurare a tutti coloro che vivono non in virtù dell'essere, ma per la soddisfazione di apparire e poi defilarsi come fantasmi. Ecco perché i nostri paesi, le nostre scuole, la nostra economia, le nostre tradizioni, gestite da istituzioni fantasma, perdono di vista la realtà trasformandosi in fantasmagorie. Fantasmagorica, infatti, è stata l'inaugurazione della palestra al coperto avvenuta a Saline Ioniche in concomitanza con l'inizio dell'anno scolastico dove, alla presenza di alunni, genitori, autorità politiche, religiose e militari, il sindaco ha espresso "tutta la sua soddisfazione per l'opera realizzata" e ha delucidato i presenti sull'importanza che l'amministrazione comunale ha voluto dare alla palestra dichiarando "L'abbiamo intitolata a Madre Teresa di Calcutta, con la speranza che da essa i ragazzi prendano esempio nella vita" (Gazzetta del Sud 18-9-2007). "La struttura - si legge ancora sullo stesso articolo - ampia e moderna è stata realizzata in tempi record ( poco più di due mesi) sotto la direzione del progettista e direttore dei lavori del comune Ing. Francesco Foti". Ben diversa è la realtà che, come prassi, si discosta sensibilmente dal fantasmagorico. La tanto decantata palestra è stata inaugurata, come preventivato, in concomitanza con l'inizio dell'anno scolastico, ma sembra che, per mancanza di agibilità e collaudo, non sia ancora pronta ad ospitare gli alunni facendo sì "che i ragazzi possano crescere e svolgere le loro attività fisiche". Quel "finalmente anche a Saline sarà possibile svolgere attività sportive al coperto", usato dal giornalista per chiudere l'articolo, attraverso l'uso del futuro, rende bene l'idea della non immediatezza nell'utilizzo dell'opera e del tradimento consumatosi alle spalle dei ragazzi fiduciosi in un immediato presente. Il "finalmente" sembra debba ancora arrivare assieme al profuso impegno e alla "solerzia delle istituzioni politiche". Comunque non tutto è perso, qualcosa di reale, tramite tra passato e presente è accaduto. Banchi, privi delle relative sedie, simili a reperti archeologici, sono stati tra- mandati da Saline a Fossato. Ecco la vera identità locale incontrarsi con la visione globale nel più assoluto silenzio e nella più rigorosa assenza di autorità. Mi chiedo se, almeno "Padre Pio da Pietralcina" e "Madre Teresa di Calcutta" abbiano avuto il tempo e la voglia di osservare e trarre le dovute considerazioni. Forse neanche a loro fa piacere essere oggetto di fantasmagoria e chiedono di essere lasciati in pace.

Saluti
Mara Dona

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Istituto Comprensivo Montebello Ionico: Palestre nuove e sedie rotte

L'amministrazione comunale pensa di fare iniziare l'anno scolastico all'insegna di due grandi eventi storici. A Saline si da il via al nuovo anno scolastico con l'inaugurazione della nuova palestra comunale, grande opera "progettata dall'ufficio tecnico comunale" il cui "cantiere di costruzione è stato seguito passo dopo passo, dal direttore dei lavori Ing. Foti Francesco." così si legge sul Quotidiano. Su Calabria Ora invece, si legge che "tutta la cittadinanza montebellese potrà disporre di un nuovo plesso sportivo che favorirà la crescita fisica e sociale degli studenti che frequentano le scuole del comprensorio e, soprattutto degli alunni della scuola media attigua." L'articolo continua: "L'inizio delle attività sportive è stato sancito con il taglio del nastro...". Forse - aggiungo io - avvenuto in tempi record, prima che i lavori venissero ultimati e collaudati. Ciò, però, sembra essere sfuggito al Dirigente Scolastico, al Direttore dei Lavori e a tutte le autorità presenti alla manifestazione. Non c'è stato inizio festoso a Fossato, dove i genitori che hanno accompagnato a scuola i loro figli, hanno costatato non solo i locali e i bagni privi delle più elementari forme di sicurezza, ma addirittura, rilevavano la carenza di banchi e sedie, arredi indispensabili al buon avvio di un nuovo anno scolastico. Alle proteste degli stessi seguiva la vaga promessa che da Saline sarebbero arrivati banchi e sedie (usati, ma in buone condizioni). E infatti il giorno dopo, caricati alla meno peggio, sullo scuolabus comunale ecco arrivare i tanto agognati banchi non solo rotti, ma anche sporchi, tappezzati di chewingum e privi delle relative sedie. Chi è l'autore di cotanto scempio? Ai posteri l'ardua sentenza! Probabilmente, chi di competenza, preso dalla realizzazione del grande evento inaugurale, prima, e compiaciuto per la riuscita dello stesso, dopo, si è semplicemente dimenticato che Saline non è l'unica scuola del comprensorio comunale e che gli altri plessi scolastici ospitano alunni che dovrebbero avere pari dignità. A chi continua a pensare alla scuola di Fossato come ad una discarica comunale consiglierei un rapido ravvedimento. Nel plesso di Fossato non esiste un tetto "copriscopri" e una volta che gli "altarini" si scoprono non è facile ricoprirli. A tutta la scolaresca, montebellese, ed in modo particolare a tutti coloro che non potendo beneficiare dell'inaugurazione con relativa benedizione sacerdotale, non hanno visto il primo giorno di scuola trasformarsi in "una vera e propria festa", (Gazzetta del Sud) auguro un sereno anno scolastico, un banco ed una sedia a norma di legge, diritto inviolabile di ogni alunno; alle autorità competenti suggerisco un risveglio delle coscienze, un prendere atto delle proprie inadempienze, delle proprie responsabilità, nel rispetto della pari dignità di ciascuno. Non si può governare distribuendo il patrimonio collettivo, con la legge del padre patrigno.

Saluti
Mara Dona

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Leggendo il Quotidiano

Alcune riflessioni di Mara Dona sull’inizio dell’anno scolastico

Leggendo “Il Quotidiano” di mercoledì 12 settembre, noto parecchi articoli che informano su iniziative e aspettative per il nuovo anno scolastico. Sulla pagina riservata a Palmi, Oppido, S. Cristina, leggo: “Anche Don De Raco all’iniziativa dell’elementare C. Alvaro. Festa per il primo giorno di scuola a S. Cristina d’Apromonte… L’intero corpo docente, – si legge – la responsabile R. Versace, i rappresentanti dell’amministrazione comunale ed uno striscione, in bella vista, con la scritta Benvenuti, ad attendere gli alunni accompagnati dai genitori… Ad impartire la benedizione, il Parroco di S. Cristina don Pino De Raco…”. Cerco la pagina riservata a Melito, Montebello, Bova (area grecanica), continuo la lettura: “Melito. Lettera dell’assessore Sinicropi. Anno nuovo a scuola messaggio d’auguri a docenti e studenti” Continuo a leggere la lettera. La dottoressa Sinicropi, rivolto il messaggio augurale per l’imminente inizio del nuovo anno scolastico, prosegue sostenendo di essere convinta che nella scuola “c’è la presenza di energie professionali positive che, ogni giorno si prodigano con competenza e passione a rispondere pienamente ai bisogni formativi dei bambini e dei ragazzi e a non deludere le speranze e la fiducia delle famiglie”, quindi dichiara la propria volontà d’impegnarsi “ con grande energia e con passione contribuendo fattivamente allo sviluppo di un piano educativo e culturale partecipato e condiviso… mi auguro – prosegue la lettera dell’assessore – che insieme si possa lavorare per riscoprire il patrimonio storico e culturale della nostra città trasmettendo ai nostri alunni le tradizioni e le memorie… E’ mio desiderio che la scuola, luogo di comunità e di identità diventi sempre più accogliente e risponda sempre meglio agli standard di sicurezza necessari dettati dalla legge.Questa è solo una parte del messaggio che la dott.ssa Sinicropi rivolge a tutti coloro che operano nel mondo della scuola, auspicando lo sviluppo di un piano educativo-culturale unitario, partecipato e condiviso e, ricordando la necessità di un attento ascolto di quanti vivono e fanno concretamente la scuola. Un messaggio augurale, dunque, quello dell’assessore alla Cultura ed alla Pubblica Istruzione, che appare molto significativo, partecipativo, fatto col cuore e che sicuramente servirà da input a tutti coloro, appunto, che “fanno concretamente la scuola” e che spesso svolgono le loro mansioni in locali non rispondenti alle più elementari norme di igiene e sicurezza. La lettera prosegue con la dichiarata disponibilità dell’assessore a tutelare tutte quelle richieste che possono “essere utili alla costruzione del futuro”. Tale disponibilità, naturalmente, è limitata al comune di Melito P.S., comune, limitrofo al nostro e appartenente alla stessa area, dove la Dott.ssa Sinicropi adempie all’incarico di assessore e dove si reputa “legittimo” riconoscere la “necessità di prestare particolare attenzione ai bisogni formativi degli alunni”; dove si riconosce la scuola come “luogo di comunità e di identità” e si mira a farla diventare sempre più accogliente e “rispondente agli standard di sicurezza necessari e dettati dalla legge” Leggo, rifletto e le domande scaturiscono spontanee, chiare. Anche il Sindaco di Montebello ha, sicuramente, delegato un assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, ma dove sta? Qual è la sua collaborazione oltre a quella di percepire l’indennità prevista? Si è mai informato se negli edifici vengono rispettati gli standard di sicurezza dettati dalla legge? Ha mai preso un’iniziativa a tutela della Pubblica Istruzione e della Cultura? Conosce la collocazione degli edifici scolastici comunali? Forse si, più sicuro no, ma non è facile saperlo, non è facile leggere un messaggio augurale dato che la parola d’ordine del “sovrano” continua ad essere sempre la stessa: ciechi, sordi, muti e, forse, sembra di capire anche zoppi infatti non si incontrano mai. All’assessore Sinicropi e a tutta la giunta melitese il migliore in bocca al lupo affinché possano realizzare quanto programmato; all’assessore montebellese suggerisco una attenta riflessione sulle parole riportate nella lettera della dott.ssa Sinicropi. Seguire l’esempio sarebbe una bella iniziativa per un anno scolastico aperto ed all’insegna dell’innovazione. Sbagliare è umano, perseverare nell’errore no. Mi auguro che il “miracolo” avvenga e almeno qualche breve augurio e qualche formale promessa, prima dell’inizio, possano arrivare.

Cordiali saluti
Mara Dona

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Fossato Ionico, 8 settembre 2007

Nella giornata dedicata alla Beata Vergine del Buon Consiglio, patrona del paese e legittima “proprietaria”, assieme alla comunità parrocchiale, della parrocchia ad Ella intestata, ci si sveglia al mattino con il classico suono della sveglia o con il segnale orario dei telefonini, niente spari di mortaretti, niente banda musicale per le vie del paese, niente palco in piazza. Eppure oltre ai fondi concessi dal comune e da altri enti, c’erano quelli che la commissione festa ha raccolto bussando alle porte dei cittadini. Nonostante ciò, per il secondo anno consecutivo, niente di niente oltre alla celebrazione delle due S. Messe e della mezza processione. Ancora una volta dunque addio tradizioni? Forse no! Un ritorno alla tradizione, infatti, c’è stato con la restituzione della fascia tricolore al legittimo proprietario: il Sindaco, che ha sfilato per le vie del paese sotto una leggera pioggerellina, considerata dai più una “divina benedizione” sulla pecorella smarrita che torna all'ovile e, tangibile segnale che la voce del Parroco, anche se in modo flebile, arriva fin nell’alto dei cieli. “Speriamo che piova” aveva esclamato il sacerdote dall’alto dell’altare, prima che la processione partisse, e pioggia fu, ma talmente dolce da non ostacolare la processione e non richiedere nemmeno il rientro anticipato della stessa. Perché mai invocare la pioggia su un popolo che si accingeva a festeggiare la propria Patrona? Forse perché, a torto, si ritiene tale popolo degno solo di espiazione? Non me ne voglia il Sacerdote se attraverso il blog trasmetto il mio punto di vista. Ognuno usa i mezzi che ha. Io sfrutto l’ospitalità gentilmente fornitami dal blog, cosciente che la chiesa è un luogo consacrato alla celebrazione della S. Messa, alla lettura e al commento del S. Vangelo e non un’agorà per dissertazioni o comizi. Questa è la libertà di pensiero, fondamento della Democrazia, o meglio, di quella parte di Democrazia che ancora resiste ai colpi di cannone cui viene continuamente sottoposta. All’uomo non chiedo di voltare l’altra guancia, ma al Sacerdote ricordo che non tocca a Lui predicare odio e vendetta. Il pastore predica pace e amore, stringe tutte le mani anche quelle che gli appaiono o gli fanno apparire sporche, si confronta con tutta la comunità, dimentica l’io e il tu perché il noi è più bello, ama tutta la comunità e da tutta la comunità vuol essere amato, ma soprattutto sa bene che è l’esempio a contare e non le prediche.

Cordialia saluti

Mara Dona

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Le tre scimmiette

Tutti noi abbiamo sentito sicuramente la storia delle tre scimmiette che, non per nefando destino, ma per libera scelta, diventano una cieca, l'altra sorda e l'ultima muta. Il loro motto è: non vedo, non sento, non parlo. La loro convinzione, così facendo, è di poter disintegrare gli eventi e le persone a loro non gradite. Questa nuova specie antropomorfa disconosce le difficoltà che derivano dalle carenze dei principali servizi di base (acqua, viabilità, assistenza medico/ospedaliera, consultorio ecc.). Gli appartenenti ad essa evitano accuratamente di trattare tali problematiche per non rovinarsi le giornate. La "qualità" che contraddistingue questa specie è la capacità, della maggior parte degli individui ad essa appartenenti, di ritrovare la vista, l'udito e le parole solo all'interno del loro habitat naturale, dove si sentono sicuri ed inosservati. Gli appartenenti a tale specie, usano riunirsi fra di loro in apposite assemblee additando quanti non condividono il loro modus vivendi e disprezzando chi non si assoggetta alla loro "legge". Sono soliti vivere in simbiosi a qualche pastore dal quale traggono sostegno e solo così si sentono felici, contenti e vincenti. Nulla, però, deve ostacolare la realizzazione dei loro sogni altrimenti esplodono in eccessi d'ira che ostacolano la loro innata capacità di essere ciechi, muti e sordi. Anche piccoli contrattempi, come trovarsi di fronte ad una porta chiusa, udire un piccolo commento, non essere osannati, comportano il riacquisto dell'udito, della vista e dell'uso della parola che in questi casi solitamente diviene aspra, pesante e oscura come i loro pensieri.
Lo studio dell'evoluzione di questi primati ha molte implicazioni scientifiche ed etiche. Dall'attenta osservazione dell'opera di demolizione portata avanti nel più assoluto "mutismo" da questi esseri, unita ad uno scrupoloso studio dei loro comportamenti, si intuisce l'importanza del libero arbitrio e della libertà di parola, comprendendo come sia doveroso, oltre che necessario lottare per ottenere un mondo senza scimmiette dove ciascuno di noi possa vedere, ascoltare, parlare, senza necessariamente dover condividere.

Cordiali Saluti
Mara Dona

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Ancora un "parente giornalista"

Una riflessione, molto interessante, di Mara Dona:

Su "Il Quotidiano della Calabria" di martedì 12 giugno si legge: "Scuole a Saline una mostra per chiudere l'anno". So già chi ha scritto l'articolo, ma per avere la conferma lascio scivolare lo sguardo sulla firma in calce. Vedo il nome che mi aspettavo. Ritorno alla lettura e, fra elogi per "le realizzazioni effettuate a coronamento di un anno di attività extrascolastiche ben riuscite", inaugurazioni, partecipazione dei genitori degli alunni e complimenti vari, leggo: " I ragazzi si sono dati da fare e la qualità del loro lavoro lo dimostra. Alcuni degli oggetti, realizzati con materiali messi a disposizione dall'Istituto stesso, sono stati ceduti ai visitatori in cambio di un'offerta libera che andrà alla scuola e che, naturalmente, sarà reimpiegata per finanziare altre attività extrascolastiche come questa." La notizia è di grande rilievo e, come tale, per non modificare le usanze acquisite a Montebello, viene data con grande enfasi. Quando si tratta di complimentarsi con chi in un modo o nell'altro, gestisce la pubblica amministrazione ecco che, come da copione, spuntano i parenti giornalisti (in questo il figlio della persona di fiducia e funzionale braccio destro della Dirigente Scolastica) i quali, per caso, sentono e vedono solo le grandi imprese dei loro congiunti, come ad esempio la mostra realizzata nell'atrio dell'illustre edificio di Saline dove, ignorando volutamente che "niente" e "nussuno" garantisce sull'incolumità, sulla sicurezza dei nostri ragazzi e dei docenti, gli alunni sono stati trasferiti in gran fretta (all'inizio dell'anno) pur di avere l'opportunità di allestire mostre, "Orchestrare orchestre", organizzare saggi musicali ed attività di decoupage e, perché no, dare l'opportunità ai giornalisti parenti di scrivere begli articoli pieni di salamelecchi. Dovessi creare uno spot pubblicitario per l'Istituto, userei il ritornello di una simpaticissima canzone: famiglia, famiglia che bella famiglia chi entra, chi esce, chi posa e chi piglia!!" All'autore dell'articolo, se mi legge, voglio dare un consiglio. Rifletti su ciò che dico. Se ci tieni a scrivere, se scrivere ti rende felice, non perderti in queste "sbavature", guardati attorno, cerca la realtà del quotidiano, della vita e sii più critico, più reale, più consapevole. Guarda in alto, ma non lasciarti incantare da quelle che pur sembrando luci di stelle alla fine sono solo lucciole. Fai spaziare il tuo sguardo sulle persone, sui fatti, su tutto ciò che ha come finalità il rispetto e la conoscenza e che trova il suo fondamento nella legalità delle azioni compiute. Di lato al tuo articolo c'è un altro: "Il sistema creditizio nei programmi scolastici". Se hai letto l'articolo si parla di "inserire nei programmi di insegnamento scolastico (ed alcuni sindaci promettono di farsi promotori) nozioni di economia bancaria fin dalle scuole primarie, a cominciare dalle classi elementari, in modo da preparare i bambini ad affrontare più coscientemente delle situazioni con cui quasi certamente si imbatteranno una volta adulti". Il Sindaco Iaria (Melito) definisce l'idea "innovativa quanto necessaria", il Sindaco Curatola (Bagaladi) la definisce "ottimo strumento di conoscenza di un mondo che appare complicato anche a noi adulti", il Sindaco Nisi (Montebello) non la definisce affatto, ha altro per la testa!
Ben vengano queste innovazioni, siamo nell'era della tecnologia! Il decoupage ed i concerti, pur se utili e piacevoli, hanno già il loro spazio dedicato nell'orario scolastico e, per quei pochi o molti che per predisposizione naturale vanno verso l'arte, ricordiamo che esistono i Conservatori e gli Istituti d'Arte che, sicuramente, si preoccuperanno di affinare e far valere il loro talento. Nè la musica, nè il decoupage, con tutta la loro dignità, infatti sono attività extracurricolari indispensabili. Non vedo come, un'Istituto sprovvisto di palestre e di biblioteche, con poche aule computer, e in molti casi prive di collegamento a internet, un Istituto a cui mancano i più elementari requisiti necessari per fare buona didattica possa farsi un vanto per aver realizzato una mostra di decoupage. La scuola deve preparare gli alunni ad essere cittadini del mondo nel mondo, è questo che la società si aspetta da essa e da chi è delegato alla sua gestione quindi, cerchiamo di aprire gli occhi e salvare il salvabile. (poco ormai!)

Mara Dona

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Mara Dona solidale col Consigliere Romeo

Pubblicata qui di seguito una mail, fattaci pervenire del pungente Mara Dona, contenente alcune riflessioni che lo stesso ha ritenuto opportuno rendere di dominio pubblico.

Leggendo "Il Quotidiano della Calabria" di venerdì 1 giugno 2007 il mio sguardo cade su "La replica - In Consiglio poca democrazia" a firma Nino Romeo Consigliere comunale di Montebello Jonico. Nel fare i miei complimenti al Consigliere Romeo e nell'incitarlo a percorrere, senza ripensamenti, la strada intrapresa conservando il suo "abito bianco", vorrei rafforzare alcune verità sostenute dallo stesso consigliere. In Consiglio poca democrazia! E fuori dal Consiglio? Poco manca che non ci si ritrovi col coprifuoco! Si vuole far passare per democrazia una dittatura in piena regola. Altro che "rispetto di linea politica e partitica di tutti e di ciascuno", altro che "dialogo civile e democrazia nonché confronto delle idee e spazio per tutti". Mi viene in mente un grande letterato che nella sua opera recitava: "... la maggior parte della gente non capisce, crede che il potere di una nazione sia quello politico. La politica è solo la facciata, la maschera teatrale per giocare alle democrazie o ai governi dittatoriali". Nisi non appartiene alla maggior parte della gente Lui è tutt'altra pasta, ormai ha indossato la sua bella maschera teatrale e continua a condurre il gioco delle democrazie o meglio dei governi dittatoriali. Così è quando, sulla "Gazzetta del Sud" nelle dichiarazioni rilasciate al giornalista (e parente) Natalino Licordari, dice che essendo molto democratico discuterà in consiglio per il senso unico che ha isolato la via Nazionale di Saline paralizzando turismo e commercio locale, salvo poi aggiungere che sarà apportata qualche lieve modifica perché quel senso unico (da lui ritenuto comodo) c'è e resta. La democrazia quindi esiste solo per chi condivide l'operato del Sindaco, o pur non condividendolo continua a recitare: "Scusati Maestà. Cusì vuliti e cusì sarà". Ed è forse quello che ormai da tempo stanno recitando gli assessori in giunta per evitare che il loro padre-padrone elimini la paghetta. Si legge che le promesse, fatte a suo tempo dal Sindaco non sono state mantenute. Il Consigliere Romeo è stato un po' ingenuo a credere a quelle promesse, poichè il Sindaco ha spesso sostenuto pubblicamente che non tutte le promesse fatte possono essere mantenute, dimenticando che la morale impone che è bene non promettere se non si è certi di poter adempiere alle promesse. Si consoli Romeo! Nel comune non si è raggiunto quel perfetto equilibrio politico ma, molto facilmente, si sarà raggiunto il perfetto equilibrio alla prima moltiplicazione e divisione dei pani e dei pesci (leggi degli incarichi e delle poltrone) che ha portato all'accondiscendenza totale ed incondizionata degli assessori in carica. A Romeo che vuole conoscere il criterio della distribuzione delle cariche devo dire che "il criterio" comporta l'accettazione delle regole e, purtroppo, il Sindaco Nisi odia gli schemi e le regole, motivo per cui criteri non ce ne sono. Per quanto riguarda "il dialogo in giunta (solo per pochi)" mi dissocio dal pensiero del Consigliere; il dialogo non esiste nemmeno in giunta poiché, sarà per un vizio di forma o - più sicuramente - per un vizio di squadra, ma anche in questa assise è severamente proibito partecipare liberamente, con i propri cervelli, all'impegno di responsabilità collettive, poiché i cervelli privi di allenamento potrebbero andare in cortocircuito e in giunta verrebbero a mancare gli "omini" del si a qualsiasi condizione. Qualunque sia il motivo che abbia portato il Consigliere Romeo a dissociarsi dalla maggioranza (anche il mancato incarico in giunta), va a lui la mia incondizionata approvazione assieme a quella di tanti altri cittadini stanchi di queste continue farse. L'Assessore Zaccuri parla bene. Finchè la ruota gira come sta girando, che motivo ha di lamentarsi? Ma è sicuro che nel caso il vento dovesse cambiare farebbe le stesse affermazioni? Potrei continuare all'infinito, ma concludo con una frase del Consigliere:

"Che tristezza per circa 7500 cittadini!"

Mara Dona

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Il ritorno di Mara Dona: "Padre Nostro dei Montebellesi"

Torna a farsi sentire Mara Dona e stavolta lo fa nelle vesti inconsuete di poeta. Ecco la lirica che ci ha inviato:


Padre Nostro dei Montebellesi

Padre nostro che sei nei cieli,
Tu che ascolti le nostre preghiere,
dona al paese la libertà
che da un decennio più non ha.
Rimetti a noi nuovi amministratori
che riescano ad usare il cervello ed i cuori,
che non pensino dei cittadini:
"Ma cosa vogliono questi cretini?"
Liberaci dai venti dell'ignoranza
chè distruggono i semi della speranza,
Liberaci, o Signore, ora e sempre,
dal veleno di questi serpenti.
Stendi il tuo manto su questa Terra
dove o socvcombi o dichiari guerra.
Perdona coloro, che con grande arroganza,
pur decantando democrazia
non accettano ostacoli lungo la via.
Fa che il Consiglio Comunale
non sia più habitat per ogni animale.
Li si discute a gran "grugniti"
per aver la certezza di non esser capiti.
Restituisci, Ti preghiamo, la degna potenza
a chi ha amministrato con scrupolosa coscienza.
Purifica quei cervelli, che tra leggi e leggine,
fan regalia di lampadine
ed ostruiscono le vie cittadine.
Padre nostro che stai nei cieli,
se ancora ascolti le nostre preghiere,
tu che tutto sai e tutto vedi
Ti prego


PROVVEDI

Amen


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Dopo mesi di silenzio,il ritorno di Mara Dona

Ecco cosa ci scrive nella mail che ci ha inviato:

Cari amici,
erano mesi che non mi facevo sentire. Nonostante abbia tentato in tutti i modi di tapparmi la bocca, le orecchie e gli occhi e di autoimpormi un silenzio meditativo, osservando gli eventi che si sono accavallati in questa misera "Estate Montebellese" e leggendo l'articolo del Dott. Malacrinò ( "Montebello: assenti alla processione gli amministratori") apparso recentemente su "Il Quotidiano della Calabria", non ho potuto esimermi dal fare ancora una volta alcune considerazioni. Molti anni fa, al tempo in cui i preti facevano i preti e i politici facevano la "Politica", alla DC, per avere sempre la maggioranza, bastava ricordare agli ingenui elettori che " all'interno dell'urna Dio vedeva, mentre Stalin no". Oggi l'ingenuità va messa da parte. Occorre aprire gli occhi. Se non fossimo in un tempo in cui si parla di eutanasia, potrei essere, pure, d'accordo sia col Dott. Malacrinò quando afferma "Ad un agonizzante, mai nessuno staccherebbe la spina. Montebello, purtroppo è in agonia e nessun amministratore, sicuramente ha in mente di mettere la mano in quel filo che ancora oggi partecipa al suo respiro.", sia con Bernardino che, nelle sue "Note a margine" definisce "illogica" l'ipotesi di "spostamento dell'Ufficio Anagrafe" . Ma dato che i tempi sono quelli che sono e gli amministratori montebellesi pure, vorrei che il Dott. Malacrinò, Bernardino e i montebellesi tutti aprissero gli occhi. Chi comincia a spogliare qualcuno o qualcosa, difficilmente si ferma difronte agli ultimi indumenti, o capolavori da trafugare. Alcune imprese sono il parto di una mente contorta, e le menti contorte difficilmente si soffermano sugli eventi storici, tantomeno sulla cultura di un popolo o sull'agonia di un paese che è utile solo in ricorrenza della tornata elettorale e che più è agonizzante, più è utile e servile. Sicuramente l'assenza dei nostri amministratori alla processione dell'Assunta, non è dovuta nè aduna dimenticanza nè ad un senso di colpa. Chi non possiede una coscienza civile non può possedere una morale. Le menti "diaboliche", non hanno logiche o regole da seguire, esse seguono l'istinto, la stizza del momento, la legge della convenienza, quella del "Sono Papa e papiu". Difronte a questa nuova maniera di amministrare anche i Santi devono inchinarsi, chi vuole l'onore della fascia tricolore alla testa della processione deve saperselo conquistare con la riverenza, il voto, la rimissione. La Madonna dell'Assunta è colpevole, forse, di proteggere, in qualità di patrona i fedeli montebellesi. La Madonna del Carmelo (anch'essa non ha avuto alcuna fascia tricolore) è forse colpevole di essersi domiciliata a Fossato ed aver chiuso gli occhi durante l'ultima tornata elettorale. Alla Madonna del Buon Consiglio, qualche piccolo merito viene riconosciuto. Ella, infatti, ha avuto la sua fascia tricolore quando, il 20 agosto, con largo anticipo sulla ricorrenza, ha benedetto la zona nord di Fossato ricevendo omaggi ed elargendo grazie ai residenti e agli emigranti ancora in loco. Sono curioso di vedere quale trattamento verrà riservato all'altra metà della ricorrenza ( 8 settembre) e se i santi Cosma e Damiano (24 settembre) con la loro riconosciuta laurea in medicina, riusciranno a conquistare una fascia ticolore.
Cordiali saluti.
Mara Dona

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Il "manifestino"

Mara Dona è sempre più battagliero ecco la mail che ci ha inviato e che noi puntualmente, come sempre, pubblichiamo.
Considero "SUPER" il vostro blog che visito regolarmente. Vorrei avere il tempo di poter creare più scambi di vedute, quando così non è, la colpa è solo del mio tempo libero molto ristretto. Gli argomenti non mancano e la riflessione non è il mio forte poichè sono molto istintivo e dotato di una grande capacità di osservazione. Preciso che le considerazioni fatte da Miguel sul "manifestino" che l'Amministrazione Comunale ha fatto redigere per porgere (senza spreco di fiato, di energia e di fondi) gli auguri di Natale ai cittadini mi sono piaciute molto. A Miguel, preoccupato che io non abbia goduto della visione del "manifestino" voglio dire di rassicurarsi, i miei occhi hanno dovuto sopportare anche la vista di tale obrobrio. Se la messa in opera delle luminarie mi è sembrata offensiva verso la maggioranza dei cittadini, la vista del "manifestino" mi è sembrata un vero oltraggio, non solo per i cittadini, ma anche per i muri costretti ad ospitarli. (Altro che madre matrigna, qui bisogna parlare di cecchini). I miei pensieri si discostano da quelli di Miguel quando ci soffermiamo sulla felicità del cane (del manifestino). Dopo un attenta osservazione sono giunto a conclusione che il povero cane non è per nulla felice, esso scodinzola per nascondere la tristezza, la delusione, la mortificazione di essere stato collocato in luoghi dove tutto fa trasparire ostentazione, superbia, illusione. Il cavallo "blasonato" che porta il suo bel pennacchio in testa, la famiglia sulla quella slitta che ha la pretesa di apparire carrozza, i piccoli doni tenuti a distanza, o meglio i doni tenuti a distanza perchè piccoli, il castello che pur nella sua apparente maestà, se osservato attentamente, assume le sembianze di un baraccone da circo, il paesaggio schiarito dal candore della neve che stende un velo pietoso sulle nefandezze umane, l'albero contorto che si innalza verso il cielo, il manifestino tutto, non fanno altro che ricordarci la precarietà vissuta dai montebellesi nell'anno che sta per finire.
Potrei continuare, ma è Natale e a Natale bisogna perdonare, pertanto a tutti Buon Natale e Felice 2006.
Mara Dona
P.S.
A Miguel che si chiede da parte di quale Amministrazione arrivino gli auguri voglio dire: "che dubbi? Quale se non la nostra! Paese che vai usanze che trovi e solo da noi si usano quel genere di manifestini. Quindi per restare in tema di proverbi amministratori e buoi son sempre dei paesi tuoi".

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Arrivano gli auguri del Sindaco e dell'Amministrazione comunale

Siamo ormai a Natale ed è tempo di auguri.
Il nostro lettore Mara Dona è rimasto molto arrabbiato per come, percorrendo in lungo e in largo le strade del nostro comune , ha visto le luci natalizie posizionate in giro... Scrive Mara Dona: "I nostri eccellenti amministratori si ripetono e, anche in preparazione delle festività natalizie, continuano ad illuminare solo i luoghi attinenti ai pochi "figli" naturali, remissivi e collaborativi. Nemmeno le luminarie natalizie sono servite a rischiarare il buio dei luoghi in cui le tenebre hanno regnato sovrane per tutto l'anno". Povero Mara Dona, come comprendiamo il suo sconforto!
Ma se Mara Dona si preprara adesso a fare un altro giro per il comune (come noi del blog consigliamo di fare), vedrà che ci stanno anche gli auguri del Sindaco e dell'Amministrazione comunale ed è un peccato che lui se li possa perdere e non possa dire un giorno: "Li ho letti anch'io! C'ero anch'io sul luogo del manifestino!" Non solo. Leggendo il manifesto degli auguri, lo sconforto di Mara Dona di quando aveva fatto quel percorso sciagurato in giro per il comune, scomparirà in un baleno: infatti il manifesto degli auguri è fatto apposta per rallegrare le coscienze che lo leggono. Si nota, infatti, un cavallo che traina una specie di slitta (ma non erano i cani a trainare le slitte nel periodo natalizio?) con una famigliola sopra, il bambino vestito da Babbo Natale, e dei regali accanto. Il cavallo si dirige verso una casa-castello dei migliori film di Walt Disney, ed un cane corre incontro felice. Il paesaggio tutto intorno è coperto di neve, l'atmosfera è magica. In alto, con scritta in rosso, si legge "Auguri di Buone Feste", continuato in basso con la dicitura "Dal Sindaco e dall'Amministrazione Comunale".
Magari il manifesto è stato attaccato in uno spazio non consentito (ma tanto...è Natale!), magari non si capisce da quale Amministrazione riceviamo gli Auguri di Natale (fosse la nostra?), magari è stato ordinato (come un'ammucchiata) da più amministrazioni insieme e poi...tanti volantini a te, tanti a me, tanti a loro....però, per un attimo, la vista di questi auguri, cancella tutte le tenebre di Mara Dona. Per un attimo...soltanto. Il tempo, cioè, di finire di leggere il manifesto.

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postato da Miguel Cervantes; alle 9:19 PM, , links a questo post




Montebello: Natale tra luci e Devolution

Dopo una lunga assenza o forse una silenziosa meditazione Mara Dona torna a scriverci. Interessantissima l'e-mail che ci ha inviato e che pubblichiamo integralmente:
Qualche sera fa percorrendo le strade del Comune, ho notato lo scintillio di alcune luci natalizie posizionate in alcune vie (poche per la verità) delle varie frazioni e borgate. Mi sono tornate alla memoria alcune reminescenze scolastiche, precisamente un pensiero del Leopardi. Egli sosteneva come la natura, anzichè essere madre, per molti sia matrigna. Paragonare la natura leopardiana all'Amministrazione montebellese è stato spontaneo, come spontaneo è stato osservare i luoghi, le luci e altro ancora...e, naturale è stata anche la riflessione che dopo averlo fatto al di fuori delle festività (vedi luci fuori dell'abitato di Montebello), i nostri eccellenti amministratori si ripetono e, anche in preparazione delle festività natalizie,continuano ad illuminare solo i luoghi attinenti ai pochi "figli" naturali, remissivi e collaborativi. Nemmeno le luminarie natalizie sono servite a rischiarare il buio dei luoghi in cui le tenebre hanno regnato sovrane per tutto l'anno. Ed ecco un'altra innocente considerazione, non sarà che l'Amministrazione montebellese, sempre pronta a cogliere il meglio del meglio, abbia già attuato la Devolution e ognuno dovrà provvedere autonomamente ad illuminare, pulire, fare la manutenzione sul proprio pezzo di strada e persino (che tristezza!) a farsi gli auguri? Lasciandovi con questo interrogativo, auguro a tutti un Buon Natale e un futuro più prospero e "CHIARO".
Mara Dona

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 7:24 PM, , links a questo post