Il debutto della nuova 3008 e la sua piattaforma
La terza generazione della Peugeot 3008 arriva sul mercato con un listino di partenza di 40.920 euro e cambia completamente le carte in tavola rispetto al passato. Lunga 454 cm, ben nove in più del modello uscente, questa vettura è un progetto totalmente inedito. Fa infatti da apripista per l’innovativa piattaforma STLA Medium del gruppo Stellantis, un’architettura condivisa con marchi come Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Opel. Pensata da zero e ottimizzata principalmente per accogliere motori elettrici, si rivela estremamente flessibile permettendo anche l’installazione di propulsori termici. Il colpo d’occhio è notevole grazie a un design esterno ricco di soluzioni originali, dominato da una coda sfuggente dal sapore quasi da coupé.
Un salotto hi-tech con qualche compromesso
Salire a bordo significa immergersi in un ambiente ricercato e molto pratico, supportato da materiali e assemblaggi di ottima fattura. La plancia è dominata da un pannello a sbalzo che ospita due schermi affiancati da 10 pollici, i quali diventano un unico spettacolare display da ben 21 pollici negli allestimenti top di gamma. Spicca l’assenza del cambio manuale, ormai eliminato dal listino. Il selettore della trasmissione ha trovato posto alla destra del volante, posizionato sopra un ulteriore piccolo display pensato per configurare delle comode scorciatoie digitali per le funzioni più utilizzate. Un alto tunnel a ponte raccorda la plancia ai sedili, ospitando vari comandi fisici come il freno di stazionamento e nascondendo numerosi vani portaoggetti, tra cui un capiente pozzetto refrigerato sotto il bracciolo centrale. A differenza dei tasti sulle razze del volante, che mantengono un rassicurante feedback fisico, la gestione del climatizzatore bizona (dotato di bocchette posteriori) è relegata esclusivamente allo schermo touch. Anche il sistema multimediale, per quanto decisamente migliorato rispetto alle versioni precedenti, fa ancora fatica a reggere il passo dei rivali più agguerriti in termini di funzionalità. La classica impostazione dell’abitacolo Peugeot, inoltre, impone di regolare il volante molto in basso per riuscire a leggere la strumentazione, una postura che non tutti riescono ad apprezzare.
Motori, dinamica e comfort di marcia
Sul fronte stradale, la 3008 si fa notare per una spiccata propensione al comfort. Il molleggio è morbido e l’insonorizzazione della cabina è curata nei minimi dettagli. La versione 1.2 mild hybrid turbo a tre cilindri da 136 CV si comporta come una valida tuttofare dai consumi contenuti. Il piccolo motore elettrico, integrato nel cambio robotizzato a doppia frizione e-DCS6, permette di muoversi a zero emissioni per brevi tragitti, specialmente in fase di manovra. Non parliamo però di un’auto bruciante: se si cerca una guida più briosa, il piccolo tre cilindri va spremuto a fondo, situazione in cui la sua voce inizia a invadere l’abitacolo. A livello tecnico, sia la 1.2 che la più potente 1.6 ibrida plug-in si affidano a sospensioni posteriori a ponte torcente, riservando la raffinatezza del sistema multilink esclusivamente alle varianti 100% elettriche. Lo spazio per i bagagli rimane invece eccellente e invariato per tutti, garantendo 520 litri di capacità grazie al fatto che la batteria di trazione posizionata sotto il pianale non ruba volume di carico. L’allestimento Allure risulta già ben equipaggiato, ma per avere di serie tecnologie avanzate come la guida semiautonoma bisogna puntare sulla più ricca e costosa versione GT.
Il segmento B diventa un lusso per pochi
Le logiche di mercato mutano profondamente scendendo nel segmento delle compatte da città, anche se i listini sembrano raccontare una storia di costante rialzo. Oggi le utilitarie moderne offrono livelli di sicurezza, tecnologia e comfort un tempo appannaggio esclusivo delle berline più grandi, portando inevitabilmente a un forte aumento dei prezzi. Chi desidera una vettura cittadina ricca di optional deve essere pronto a mettere mano al portafoglio. La Peugeot 208 dimostra perfettamente questa tendenza, trovandosi ad affrontare rivali solide ed estremamente concrete come la rinnovata Seat Ibiza 1.0 TSI FR. Una 208 Hybrid 110 e-DSC6 in allestimento GT costa quasi 31.000 euro, una cifra che sale fino a 31.885 euro se si aggiunge qualche accessorio al carrello. L’alternativa spagnola propone una ricetta meccanica molto simile con il suo tre cilindri da 116 CV abbinato al cambio automatico DSG, ma parte da una base più abbordabile di 28.300 euro. L’esemplare in prova della Ibiza, pur essendo arricchito con infotainment da 9,2 pollici, doppio fondo nel bagagliaio e svariati pacchetti comfort, si è fermato a 30.175 euro.
Costi di gestione e comportamento su strada
La Seat non vince soltanto al momento dell’acquisto. I costi operativi, dalla manutenzione all’assicurazione, giocano tutti a favore della Ibiza, che pur avendo qualche cavallo in più ha registrato consumi praticamente identici alla francese durante i test. Su strada, le due sfidanti si equivalgono in termini di numeri assoluti, toccando i 200 km/h di velocità massima e archiviando lo scatto da zero a cento in circa dieci secondi. La 208 sfrutta l’aiuto del suo sistema ibrido per scattare con più vivacità nei primi metri, ma quando si richiede piena potenza per un sorpasso il sistema risponde con un ritardo fastidioso. A difendere il blasone del leone ci pensa un’ammortizzazione molto curata che regala un comfort invidiabile sulle strade dissestate. L’Ibiza preferisce invece un assetto più rigido e reattivo, garantendo un feeling più sportivo, supportato da sedili molto contenitivi e un impianto frenante di grande precisione.
Elettronica, spazio e verdetto finale
Un punto critico della Peugeot 208 risiede nella logica dei suoi comandi. L’interazione con l’infotainment, l’avviamento del motore, la selezione delle marce e persino l’attivazione del freno a mano elettrico avvengono spesso con fastidiosi ritardi, togliendo immediatezza all’esperienza di guida. Al contrario, l’abitacolo della Seat è un inno alla chiarezza. Tutto è strutturato in modo intuitivo, i sistemi reagiscono rapidamente e lo spazio a bordo è sensibilmente più generoso, un dettaglio che chi siede sul divano posteriore non mancherà di notare. Tirando le somme, nei test condotti dagli esperti di Auto Bild, l’agilità, la praticità e i costi ridotti permettono alla Seat Ibiza di imporsi con un punteggio di 2,5. La Peugeot 208 si ferma a 2,7, pagando lo scotto di una dinamica a volte incerta e un sistema di bordo macchinoso, pur confermandosi un’auto elegante, confortevole e molto ben equipaggiata.