Il presente solido e concreto sulle nostre strade Hyundai continua a muoversi con agilità su due fronti di mercato ben distinti. Se da un lato il costruttore coreano spinge sull’acceleratore dell’innovazione elettrica asiatica, dall’altro consolida la sua offerta quotidiana in Europa con vetture dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Partiamo dal presente e dalla mobilità di tutti i giorni, dove la Hyundai i20 continua a ritagliarsi un ruolo da protagonista. Proposta a partire da 21.850 euro, questa compatta sfoggia uno stile decisamente personale e fa della guidabilità uno dei suoi indiscutibili punti di forza. Lo sterzo e il cambio spiccano per precisione, rendendo l’esperienza al volante reattiva e per nulla affaticante. Nonostante le dimensioni contenute, l’abitacolo non lesina sui contenuti tecnologici, offrendo una dotazione spesso riservata a segmenti superiori.
Troviamo infatti un cruscotto digitale di facile lettura, seppur configurabile solamente nella sua piccola porzione centrale, e un eccellente sistema multimediale intuitivo e ampiamente personalizzabile. Lo schermo tocca l’impressionante diagonale di 10,3 pollici per gli allestimenti Prime, fermandosi a 8 pollici per le versioni ConnectLine. Anche l’abitabilità generale e le finiture superano l’esame: le plastiche impiegate, benché rigide, sono lavorate con cura e accompagnate da un buon numero di aiuti alla guida, sebbene manchi ancora all’appello il cruise control adattativo.
Motori ed efficienza: il compromesso dello spazio La versatilità della i20 passa inevitabilmente per la scelta del propulsore, una decisione che finisce per influenzare pesantemente la capacità di carico. Nelle tradizionali varianti 1.2 a quattro cilindri il bagagliaio offre una capienza di tutto rispetto, oscillando tra i 352 e i 1165 litri a sedili abbattuti. Se si opta invece per la più moderna 1.0 turbo a tre cilindri con sistema mild hybrid, il volume si riduce drasticamente di ben 90 litri. La colpa, se così si può dire, è dell’ingombro generato dalla batteria agli ioni di litio da 48 volt posizionata proprio sotto il piano di carico. Questo accumulatore lavora in sinergia con un’unità elettrica, incamerando energia durante le fasi di rallentamento per poi restituirla sotto forma di spinta aggiuntiva in accelerazione.
Nonostante il sacrificio in termini di litri, la 1.0 T-GDi rimane la versione senza dubbio più a fuoco. Il tre cilindri coreano vibra pochissimo, risulta silenzioso e assicura una progressione sempre vigorosa. A sorprendere in positivo è la trasmissione manuale elettroattuata, capace di restituire un feeling assolutamente naturale. Il pedale sinistro, privo di collegamento meccanico, viene gestito da un piccolo motorino elettrico. Un’architettura intelligente che permette all’elettronica di disinnestare la frizione in automatico durante le fasi di rilascio, sfruttando appieno l’abbrivio della vettura per tagliare i consumi. Già partendo dall’allestimento di base ConnectLine, ci si porta a casa un’auto dalla dotazione decisamente generosa.
L’espansione globale e la svolta elettrica Mentre in occidente la gamma tradizionale si affina, in oriente Hyundai apre un capitolo completamente inedito della sua storia. Dal 7 al 10 aprile, il prestigioso Hyundai Motorstudio di Pechino ha fatto da cornice al lancio ufficiale del marchio Ioniq sul mercato cinese. Non parliamo di una semplice operazione commerciale, ma dell’introduzione di un vero e proprio ecosistema di mobilità evoluto. Forti di un’esperienza globale consolidata e del blasone derivante da riconoscimenti di peso come il World Car of the Year, i vertici Hyundai hanno voluto creare un prodotto su misura per la Cina. Il risultato fonde i rigorosi standard di sicurezza e qualità del marchio con tecnologie avanzate e partnership squisitamente locali.
A Pechino, l’ambizione di dare forma a un’esperienza elettrica “costruita intorno a te” si è concretizzata anche attraverso una nuova nomenclatura, pensata appositamente per il dragone. Ispirandosi alle dinamiche del sistema solare, i futuri modelli della gamma prenderanno il nome dai pianeti. Una metafora potente, che vede il cliente posizionato al centro di questo nuovo universo automobilistico, circondato da un ecosistema di veicoli orbitanti attorno alle sue necessità.
I concept Venus ed Earth: le due anime del futuro Ad anticipare le forme di questo nuovo sistema solare su quattro ruote ci hanno pensato due spettacolari concept car presentate in anteprima assoluta: Venus ed Earth. Il manifesto estetico di questa generazione è riassunto nel motto “Best in First Impression”, un approccio che punta a dominare la scena fin dal primissimo sguardo, guidato dalla ferma intenzione di tracciare nuove strade anziché seguirne di vecchie.
Il Venus Concept, come suggerisce il nome, si ispira all’eterea bellezza del suo pianeta omonimo, reinterpretando la classica forma della berlina con un tocco audace. Verniciata in un’elegante tinta Radiant Gold, la vettura sfoggia un profilo a curva singola incredibilmente fluido, un tetto dalla struttura alleggerita e un avveniristico spoiler trasparente. L’abitacolo è un trionfo di accorgimenti dedicati a chi siede al volante: materiali premium giocati sui contrasti si fondono con un’illuminazione ambientale stratificata, mentre a far compagnia ai passeggeri ci pensa “Lumi”, un assistente virtuale dal carattere vivace.
L’Earth Concept viaggia invece su binari paralleli ma diametralmente opposti, incarnando la robustezza e la spiccata vitalità di un Suv pensato per dominare la giungla urbana. L’esterno, battezzato “Aurora Shield”, mescola sapientemente linee affilate e volumi muscolosi. Salire a bordo significa immergersi in una sorta di “piccola Terra”, un rifugio pacato e arioso. Al suo interno spiccano innovativi sedili ad abbraccio d’aria, sistemi di illuminazione ispirati agli elementi naturali e una tecnologia celata elegantemente alla vista. Non mancano, sparsi per l’abitacolo, dei discreti omaggi nascosti dedicati proprio alla città di Pechino.
Un debutto immersivo e teatrale L’evento di lancio è stato concepito per lasciare un segno indelebile nella memoria dei circa 400 giornalisti e influencer invitati nella capitale cinese. Appena varcati i cancelli del Motorstudio, gli sguardi venivano immediatamente rapiti da “The Origin”. Piazzata al centro del cortile, questa imponente installazione dorata, caratterizzata da una sagoma imponente e da un’unica curva decisa, rappresentava fisicamente l’ambizione di plasmare qualcosa di radicalmente nuovo. Questa dirompente estetica fluiva senza interruzioni dalla struttura verso il Golden Gate d’ingresso, andandosi a stampare su un gigantesco murale che abbracciava l’intera facciata dell’edificio. Solo una volta saliti al secondo piano, i partecipanti potevano finalmente ammirare i due concept, esposti e illuminati come veri e propri pianeti galleggianti nel vasto spazio del nuovo universo Ioniq.