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“Sacco di Saline”, Raiuno riapre la questione

La giornalista della Rai Flavia Marimpietri: volevano farmi riprendere un cespuglio e il mare!!!
La Rai ha riaperto la questione quarantennale di Saline con uno speciale su Raiuno nella rubrica “Sabato&Domenica”.
Negli studi della Rai era ospite il giornalista della “Gazzetta del Sud” Tonio Licordari, intervistato dal conduttore Franco Di Mare, mentre si mandavano in onda dei servizi di Flavia Marimpietri.
Purtroppo, per mancanza di tempo, non sono potuti andare in onda alcuni di questi servizi realizzati a Saline, né il giornalista Licordari ha potuto parlare del problema della centrale a carbone che la società svizzera Sei ha intenzione di costruire nell’area, nonostante il NO delle istituzioni, delle associazioni del territorio e della popolazione.
Comunque, dell’argomento si tornerà a parlare, visto che la Rai ha in mente di ritornare a Saline per realizzare dei servizi anche per la questione riguardante le Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie, il cui sito è stato chiuso anni fa e che (è emerso da indagini dei magistrati reggini) era un obiettivo delle cosche mafiose per realizzarvi un centro commerciale.
Speriamo che questa volta, però, i giornalisti della Rai non trovino inciampi e resistenze da parte della Sipi e della Sei, le cui azioni imprenditoriali hanno causato (e causeranno se non fermati in tempo) danni e svantaggi alla nostra popolazione e al nostro territorio.
La giornalista della Rai Flavia Marinpietri, inviata a Saline per la trasmissione “Sabato&Domenica”, ha dovuto sudare le famose “sette camicie” per poter realizzare un servizio giornalistico, anche se non ha potuto in definitiva fare le riprese desiderate.
Insomma, “boicottata dai responsabili locali della Sei o della Sipi”, dice sdegnata e affranta (oppure di tutte e due insieme, aggiungiamo noi). Un cosa vergognosa, che testimonia ancora una volta che gli interessi “nascosti” di queste industrie sono contrari al bene comune.
La giornalista afferma che le volevano far riprendere solo un cespuglio e il mare; ella allora ha cercato di mettersi in contatto con Giovanni Zino della Sipi, ma l’industriale non ha risposto al telefono. L’ha chiamata dopo, a cose fatte, scusandosi! La Marinpietri riteneva di fare una cosa semplice, cioè delle riprese su parte dell’area della Sei, ma ha trovato resistenze e chiusure.
L’area su cui gravano gli interessi della Sei e della Sipi è da anni una fonte di speculazione infinita. La giornalista Rai dovrebbe indagare su tante cose, per esempio sui prezzi di quei terreni acquistati e venduti ripetutamente….
Accanto ai terreni della Sipi (parte a valle della statale 106) c’è l’area delle OGR, Officine Grandi Riparazioni (parte a monte), cioè altri soldi buttati al vento, altre illusioni…
La giornalista ha ricevuto ospitalità e cordialità dalla gente del luogo e dall’associazione della Pro Loco nella persona del presidente Mimmo Romeo, trovando a Saline un posto bellissimo, un angolo di mondo a chiara vocazione turistica, ma che la Sipi e la Sei (cioè le società che le hanno fatto “resistenza”) vogliono distruggere.
La Marimpietri ha poi parlato di un colloquio avuto con il dott. Bocchiola della Sei, che è convinto di poter superare il vincolo regionale sul carbone, che non riguarderebbe le centrali superiori a 300 megawatt. Cioè a giudizio della Sei è il governo nazionale che deve dare le autorizzazioni per le centrali superiori a 300 megawatt.
Finalmente è’ venuta fuori la verità: la Sei pensa di “comprare” il governo nazionale superando la volontà delle popolazioni locali.
Ricordate, cari lettori, quando la società svizzera affermò, dopo le prime proteste delle associazioni ambientaliste e culturali del luogo, che ancora non vi era nulla di concreto e che la Sei non aveva deciso nulla per il carbone? Adesso abbiamo avuto la prova della grande menzogna!!!!
La Sei vuole tingere il nostro mare azzurro di nero!!!
Noi ci ricordiamo quando a Gioia Tauro l’Enel doveva costruire una centrale di 2400 magawatt e non la potè costruire perchè vi fu una forte opposizione della popolazione che salvaguardò il territorio da uno scempio sicuro, in un luogo dove adesso sorge uno dei porti più importanti d’Europa!
Quella opposizione che si vuole ripetere anche a Saline, che non vuole la centrale a carbone ma uno sviluppo turistico ecosostenibile.
Ne è convinta anche la giornalista della Rai: “una centrale a carbone sarebbe un pugno nell’occhio, un insulto a quei laghetti e a tutto il territorio, che può sperare solo nel turismo. Quante strutture turistiche si potevano costruire con i 250 miliardi delle vecchie lire spesi nel 1970 per l’impianto della Liquichimica che poi è stato l’avvio di un fallimento…”
Di miliardi ne furono spesi in realtà 400, considerando le OGR, ma la sostanza non cambia.
La nostra gente è stanca ed è ora di dire BASTA alle speculazioni sul nostro territorio!!!
Ben venga la RAI nuovamente a Saline per documentare quello che la Sipi e la Sei vogliono nascondere!!!!
(Nella foto la giornalista della Rai Flavia Marimpietri)

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Accorpamento scuole medie Fossato e Montebello, monta la protesta

L’allarme lanciato, pochi giorni addietro, dal Comitato Civico Spontaneo “Leone Sgrò” riguardante un possibile accorpamento dei plessi di scuola secondaria di primo grado di Montebello e Fossato Jonico, era fondato. Le pratiche per la fusione dei due plessi erano state già avviate ed ora si sta tentando di correre a ripari ed evitare, così, disagi ai ragazzi ed eclatanti proteste da parte di tutta la popolazione. I genitori degli alunni frequentanti i due plessi hanno già iniziato la loro battaglia che sta trovando l’appoggio di tutti i residenti, del Comitato “Leone Sgrò”, delle associazioni del luogo e di buona parte dei docenti. I rappresentanti dei genitori degli alunni hanno inviato un telegramma indirizzato alla Procura della Repubblica di RC, alla Prefettura di RC, all’Ufficio Scolastico Regionale, a quello Provinciale e alla Stazione dei Carabinieri di Saline Joniche dove informano di ritenere «illegittima tale decisione» e che se la stessa dovesse essere confermata «non saranno disposti a sottoporre i figli ad un ingiustificato quanto gravoso pendolarismo» motivo per cui «rifiuteranno la frequenza dell’obbligo». Intanto dal versante delle istituzioni si è mosso anche il Comune di Montebello Jonico che, in una nota inviata al Dirigente Scolastico, evidenzia che «il servizio scuolabus, già con la situazione attuale, viene svolto con enormi sacrifici sia per gli alunni che devono sopportare un viaggio con tempi superiori a quelli previsti dalla normativa in materia e sia per l’Amministrazione che, per garantire il servizio, si ritrova a sostenere elevati costi dovuti alla distanza delle borgate dai plessi ed alla percorrenza giornaliera di strade di campagna». Sempre nella stessa nota, il Sindaco Nisi fa sapere che «eliminando uno dei due plessi diventerebbe impossibile continuare a garantire il servizio scuolabus, in quanto le distanze tra le borgate ed il plesso rimasto renderebbero troppo elevati i costi di mantenimento del servizio con aumenti dei tempi di viaggio degli alunni». Il Comitato Civico “Leone Sgrò” nell’esprimere la propria vicinanza a tutte le persone che si stanno impegnando per un futuro dignitoso dei nostri ragazzi, dichiara il proprio incondizionato appoggio a tutte le iniziative che dovessero, eventualmente, rendersi necessarie per scongiurare l’accorpamento dei due plessi.

Il Comitato Civico Spontaneo “Leone Sgrò”

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 3:24 PM, , links a questo post




Le scuole Medie di Montebello e Fossato accorpate?

Il Comitato Civico Spontaneo “Leone Sgrò”, da sempre attento e partecipe alle vicende che interessano il territorio di Montebello Jonico, segue con estrema attenzione le indiscrezioni, circolate in questi ultimi giorni, su un possibile accorpamento, per il prossimo avvio di anno scolastico, degli alunni dei plessi di scuola secondaria di primo grado di Montebello e Fossato Jonico. Pur prendendo atto di come, al momento, non ci si trovi davanti a nulla di ufficiale il comitato, invita la cittadinanza delle due frazioni montane a tenere alta la guardia. Considerata l’estensione e le condizioni geo-morfologiche del territorio in questione l’ipotesi di una conferma della sciagurata decisione, oltre a costringere gli alunni dei due plessi a lunghi e gravosi spostamenti che limiterebbero di fatto il loro diritto di accesso allo studio, graverebbe, in modo del tutto ingiustificato, sulle già esigue risorse del comune che, dotato di un parco scuolabus composto da solo tre mezzi e di un organico limitato alla presenza di altrettanti autisti, sicuramente non sarebbe in grado di garantire un servizio di trasporto scolastico, capillare ed adeguato alle nuove esigenze, senza aumentare in maniera esponenziale le spese d’esercizio. I due plessi in questione, di fatto, sono frequentati anche dai ragazzi della frazione Masella e da alunni che, provenendo dalle frazioni più periferiche del territorio comunale come Embrisi, S. Luca, Placa, S. Elena e Mastro Pietro sono, già nella realtà odierna, costretti ad un pendolarismo al limite dell’umana sopportazione. Un eventuale accorpamento dei due plessi, quindi, non sarebbe altro che l’ennesimo ed ingiustificato atto di scippo nei confronti di un territorio già di per se svantaggiato. Nel lanciare l’allarme il Comitato chiede alle istituzioni, Dirigente Scolastico, Presidente del Consiglio d’Istituto e Sindaco in primis, di voler far luce sulla vicenda e, nel caso le indiscrezioni fossero confermate, di intervenire a tutela del diritto allo studio dei nostri ragazzi.

Comunicato stampa Comitato Civico Spontaneo “Leone Sgrò”

Nell'immagine il plesso scolastico di Fossato Jonico

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Le scuole di Fossato in visita ai siti storici del paese

Con"Riambientamoci" visitati i siti di S.Anastasio, la Chiesa dell'Annunziata e siti industriali annessi
E' partito il progetto "Riambientamoci" a cura della scuola primaria e secondaria di Fossato Ionico. La scuola, in sinergia con l'associazione del luogo "I Fossatesi nel mondo" ed il "Consorzio di Bonifica" intende portare avanti un progetto di conoscenza dei siti storici e archeologici del comune agli alunni delle scuole fossatesi.
Il progetto, redatto dagli insegnanti Aquilino Domenico, Billari Domenica, Cannizzaro Carmela, Fortugno Domenica, Melo Maria, Stelllittano Carmela (referente) e Riggio Giovanna è iniziato con una visita al sito di S.Anastasio, alla Chiesa dell'Annunziata e ad un antico frantoio per la produzione di olio.
I ruderi della chiesetta bizantina di S.Anastasio, situati a sud del paese, a qualche centinaio di metri dal greto del torrente S.Elia, sono di importanza enorme: infatti contengono ancora ben visibile uno dei più interessanti affreschi dell'arte bizantina in Calabria, come più volte affermato dal professore e storico Domenico Minuto.
Sul sito grava il vincolo della Sovrintendenza ai Beni Culturali, ma nonostante è stato ceduto al comune per mezzo del bel gesto del proprietario Antonino Crea, ex vigile urbano comunale, con la condizione della sua messa in sicurezza e valorizzazione, a tutt'oggi l'amministrazione del sindaco Lori Nisi non è intervenuta, disinteressandosi del tutto, con il rischio che se non si interviene in tempo, l'affresco rimasto della chiesetta dell'XI secolo, rischia di andare perduto definitivamente.
E' stata poi compiuta una visita all'interno della chiesetta dell'Annunziata, cappella di proprietà della famiglia Manti, contenente il quadro della Madonna dell'Annunciazione. Intorno a questa chiesetta ruota un'antica tradizione: infatti il 25 marzo vi si svolgeva l'antica festa e processione dell'Annunziata, che coinvolgeva gli abitanti di Fossato e di Montebello. Parecchie volte, narrano i racconti degli anziani, il sacerdote proveniente da Montebello, ha rischiato di finire inghiottito dalla fiumara in piena, ma alla fine riusciva a raggiungere Fossato per celebrare la messa, protetto dalla Madonna.
Nei pressi i ragazzi delle scuole hanno potuto ammirare antiche abitazioni della gente contadina, e il fabbricato di un vecchio frantoio per la produzione di olio, che ancora contiene all'interno gli attrezzi che usavano molti e molti anni fa i "trappetari" (da "trappito"= frantoio).
E' stata un'esperienza interessantissima per gli studenti, hanno confermato soddisfatti gli insegnanti della scuola e i membri dell'associazione "I Fossatesi nel mondo" dopo l'avvenuta escursione. Così si permette ai giovani di conoscere e valorizzare i siti del passato, affinchè vengano recuperati per il loro sfruttamento futuro.
Prossima visita, venerdì 9 maggio 2008, con escursione alla Pineta di Lungia, al vivaio di Bonifica, ai ruderi della chiesa bizantina di San Giovanni e alle Grotte della Lamia.
(Nella foto ragazzi e insegnanti accanto ai ruderi di S. Anastasio)

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Da Platì il plauso degli Lsu/Lpu, da Montebello un ...."Vaffa"!!!

Il Comune di Platì ha stabilizzato 14 Lsu/Lpu, con un contratto a tempo indeterminato ai lavoratori precari.
I lavoratori hanno ringraziato per l'assunzione a tempo pieno.
Finalmente un pò di precari che vengono assunti definitivamente!!!
A Montebello Ionico, invece, i lavoratori Lsu/Lpu del comune, da anni precari e in attesa di continuare la loro precarietà a tempo indeterminato, ringraziano gli amministratori comunali con un bel "Vaffa..." preso a prestito dal comico Beppe Grillo.
Il sindaco Loris Nisi, infatti, non ha l'intenzione di assumere i precari comunali. L'assessore al Bilancio e vice sindaco Romeo si è dimesso ma non ha trovato i soldi, come il predecessore Santo Federico. Insomma 10 anni di guida Nisi e 10 anni di precariato per gli Lsu/Lpu del nostro comune.
Tra un anno, però, questi lavoratori avranno una consolazione, anche se "magra", e cioè che anche il sindaco Nisi diventerà un amministratore "precario", avendo svolto per 2 mandati consecutivi il ruolo di Sindaco e così non ricandidabile per legge alle prossime consultazioni comunali, previste per la primavera del 2009.
(Nella foto il sindaco di Montebello Loris Nisi)

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Comuni Italiani intervista lo Staff del Blog

Lo Staff di Montebello Blog News è stato intervistato da Massimo di Bello. Ecco l'intervista integrale pubblicata sul Blog di Comuni Italiani.it. , il sito che raccoglie notizie e informazioni sui comuni di tutta Italia:

Il mistero delle Grotte della Làmia

di Massimo Di Bello

Politica e cronaca locale, associazionismo, promozione turistico culturale sono tra i principali temi del Blog News montebellese. Con un forte impegno nel sociale, tra le iniziative portate avanti la valorizzazione del complesso di cavità carsiche “Grotte della Làmia”, oggi finalmente meta di gite scolastiche, di curiosi, di amanti della natura e del trekking.

Quando e come è nata l’idea di creare un blog sulla vostra città?

Montebello Blog NewsMontebello Blog News è nato ufficialmente il 7 settembre 2005, quando è stato pubblicato il primo post: “Ambientalisti”. L’idea di creare un blog ci frullava per la testa da un bel po’ di tempo. Negli ultimi dieci anni, per colpa di alcune scelte, secondo noi sbagliate, compiute dagli amministratori comunali, Montebello aveva perso molto sul piano socio-culturale e ritenevamo che fosse doveroso cercare di arginare la situazione. Dedicare uno spazio sul web a Montebello e dare la possibilità ai montebellesi di scrivere, ma soprattutto tenersi informati su tutto quello che accade in questo lembo sperduto della Calabria, avrebbe potuto essere un buon punto di partenza per risvegliare le coscienze sopite dei montebellesi ed avviare un periodo di rinascita culturale e politica. Così è nato Montebello Blog News.

Quali sono i temi locali che ricorrono più spesso nel blog?

Come dicevamo prima l’obiettivo primario di Montebello Blog News è tenere informati i propri lettori su quello che accade nel comune di Montebello Jonico e nelle aree limitrofe, risvegliare la coscienza critica dei montebellesi per promuovere cultura e sviluppo. I temi più trattati, quindi, sono la politica locale, le tematiche dell’associazionismo, la cronaca locale, la promozione turistico culturale, ecc. Lo Staff del Blog, comunque, è molto impegnato anche sul sociale e spesso si è occupato di tematiche ad alta rilevanza sociale appoggiando le iniziative come quelle del “Comitato Leone Sgrò” per l’attivazione dell’ADSL nelle aree interne del comune, quelle dell’associazione “I Fossatesi nel Mondo” per la pulizia dei torrenti, quelle del “Forum delle associazioni montebellesi” contro l’ipotesi di costruzione di una centrale a carbone nell’area ex liquichimica di Saline, ecc.

Tra i post che avete pubblicato, di quale siete più soddisfatti? Perché?

Non c’è un post che riteniamo migliore di altri. Quando scriviamo qualcosa è perché riteniamo utile farlo. La nostra soddisfazione sta nella consapevolezza di tentare di fare qualcosa di buono per la nostra terra e i nostri concittadini. Ogni volta che leggiamo un commento o una mail dei nostri concittadini, molto spesso residenti all’estero, che partecipano attivamente alle discussioni nate da un nostro post riteniamo ripagato il nostro impegno.

Scrivere per il blog come ha cambiato il vostro modo di vedere la città?

Effettivamente dobbiamo ammettere che scrivere per un blog cambia radicalmente il modo di vedere la città. Si diventa più attenti. Si cerca di percepire tutti i cambiamenti della città e dell’umore dei cittadini. Scrivere per un blog significa essere consapevoli di elaborare qualcosa che deve essere letto e metabolizzato da altri. E questo impone grosse responsabilità nella scelta delle notizie e del modo per fornirle.

In generale i vostri concittadini come hanno risposto ai temi proposti?

Montebello Blog News sta avendo un buon successo. Lo testimoniano i numeri e le statistiche: più di 200 visitatori giornalieri, oltre 75000 accessi da 70 paesi nel mondo dalla data della sua creazione. I temi proposti sono sempre molto partecipati e commentati. Spesso ci è capitato di sentir parlare del Blog nelle piazze del paese, di essere citati dalla stampa locale, di veder trattati sui giornali argomenti e tematiche suggeriti dal blog. Naturalmente è capitato pure che qualche personaggio, a cui non va giù il nostro modo di vedere le cose e di sollevare problemi che senza il nostro intervento sarebbero rimasti inosservati ed irrisolti, abbia reagito in maniera inusuale per la carica che ricopre.

Ad oggi qual è il bilancio complessivo della vostra esperienza da blogger?

Il bilancio è più che positivo. Il blog ci ha permesso di instaurare buoni rapporti con altri bloggers, con giornalisti, con istituzioni locali e personalità varie. Oggi tutti i membri dello staff di Montebello Blog News scrivono anche per altri blog e per testate giornalistiche online. Queste sinergie ci hanno permesso di ottenere buoni risultati nella pubblicizzazione del nostro territorio e delle sue innumerevoli risorse.

Qual’è il luogo che vi piace di più della vostra città?

Nel nostro comune ci sono parecchi luoghi di interesse storico, paesaggistico e naturalistico e noi abbiamo sempre cercato, con la nostra opera di contribuire fattivamente ad una loro valorizzazione. Un luogo, per la valorizzazione del quale, ci siamo sempre adoperati sono “Le Grotte della Làmia”, un complesso di cavità carsiche in agro di Fossato Jonico. Le grotte, poco conosciute anche dagli abitanti di Montebello, oggi dopo il nostro intervento, stanno vivendo un periodo splendido diventando meta di gite scolastiche, di amanti della natura e del trekking, di curiosi attratti dal mistero che ancora oggi riescono a suscitare.

Secondo voi quali sono le tre cose concrete da fare per migliorare il vostro comune?

Prima di tutto occorrerebbe combattere la tendenza all’abbandono delle zone interne approvando dei provvedimenti tese alla valorizzazione delle stesse, proponendo una fiscalità di vantaggio per chi sceglie di continuare a vivere e lavorare in queste aree svantaggiate, e attivando tutta una serie di politiche tese al riequilibrio del gap tra aree montane e marine del territorio. Secondariamente sarebbe necessario promuovere e valorizzare le risorse umane e del territorio. In ultimo sarebbe opportuno che i nostri amministratori comprendessero la necessità di tornare a dialogare con i cittadini abbandonando la logica dell’inutilità dello scambio di opinioni che ha contraddistinto l’azione amministrativa degli ultimi 10 anni.

Come vedete il futuro di Montebello Ionico?

Il futuro di Montebello non è segnato. Anche se al momento le prospettive non sono delle più rosee, con un po’ d’impegno da parte di tutti le cose potrebbero cambiare. E noi speriamo che cambino, anzi, cerchiamo di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per farle cambiare.

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:08 AM, , links a questo post




Acqua inquinata, rientrato l'allarme a Saline

Torna alla normalità la situazione nei comuni interessati dalla vicenda. A montebello Jonico, nella serata di giovedì, il sindaco Loris Nisi ha emesso un nuovo comunicato nel quale autorizza nuovamente l’utilizzo dell’acqua proveniente dagli adduttori SORICAL per il consumo umano ed alimentare in tutto il territorio interessato. Nove giorni fa l'allarme acqua inquinata lanciato dalla A.S.L. aveva costretto il sindaco Nisi a vietare il consumo umano dell'acqua erogata dalle condutture SORICAL nelle zone di Via Campolo, Via Ferrovia, Via Sotto Stazione, Via Pantanelle, Via Ponte corto, a Saline Joniche, nella Zona Riace nella Zona S. Elia e in tutto l'abitato al disotto della frazione Masella. La SORICAL ha reagito al grave problema attivando un sistema di clorazione delle acque direttamente alla sorgente e, provvedento alla disinfezione dei serbatoi comunali. I risultati dei prelievi ripetuti dopo tale intervento hanno dato esito negativo per quanto attiene la presenza di elementi inquinanti dell’acqua proveniente dalle condotte della SORICAL. I cittadini, pur apprendendo del rientrato allarme, rimangono comunque in attesa di capire le reali cause dell'inquinamento e, domandandosi se e per quanto tempo hanno consumato acqua inquinata senza saperlo, chiedono di essere rassicurati sul fatto che l'evento non possa ripetersi in futuro.

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Elezioni politiche 2008: a Montebello vince il PDL di Berlusconi

Il Cavaliere Berlusconi sbanca pure nel comune di Montebello Jonico.
Rispetto alle elezioni politiche del 2006 (voti riferiti alla Camera dei Deputati) il partito dell’imprenditore di Arcore ha raccolto 238 voti in più. Infatti, la somma dei voti del 2006 di Forza Italia e Alleanza Nazionale aveva dato 1114, portati a 1352 dal PDL (44,7%).
Rispetto al 2006, a Montebello c’è stato un fatto nuovo, e cioè che nel frattempo è stato eletto il coordinatore comunale di “Forza Italia” nella persona di Gianluca Principato.
La vittoria dello schieramento di Berlusconi nel nostro comune è stata rafforzata dalla performance del partito autonomista di Raffaele Lombardo con 97 voti e 2,4% (nel 2006 la somma dei voti dei partiti autonomisti della “Lega Nord” e “Per il Sud” si era fermata a 35).
Cocente la sconfitta del PD, fissato a quota 882 (30,3%). Nel 2006, la somma dei voti dell’Ulivo e del Pdm aveva dato 856. Un incremento misero, quindi, di soli 26 voti.
Ha avuto più successo, invece, l’alleato Antonio Di Pietro con IDV, che raggiunge quota 79, (3,3%) aumentando di 42 voti rispetto al 2006.
Infatti è da considerare che il sindaco di Montebello Loris Nisi, ha espresso prima delle elezioni, vicinanza alle idee del PD, e che all’interno del consiglio comunale sono parecchi i consiglieri che si richiamano al partito di Veltroni.
Ma evidentemente, le loro argomentazioni ed il loro agire non hanno fatto troppa presa sugli elettori montebellesi.
Tuttavia, come causa del mancato incremento del PD, è da annoverare che ancora non esiste sul territorio una sezione unitaria del partito, e di conseguenza non esiste un gruppo unico dei consiglieri all’interno del consiglio comunale (gli esponenti del PD sono dislocati sia all’interno della maggioranza, sia tra le fila dell’opposizione).
A Montebello il terzo partito è l’UDC di Casini, passato da 180 voti del 2006 a 301 (10,9%).
Annientata la “Sinistra Arcobaleno”, che racimola soltanto 69 voti (1,9%), mentre nel 2006 la somma dei partiti dei “Verdi”, “Rifondazione Comunista” e “Comunisti Italiani” aveva ottenuto ben 457 voti, cioè 388 in più!
Anche il partito Socialista ha ottenuto un risultato deludente, con solo 50 voti (1,7%), poco o nulla rispetto ai 206 consensi del 2006, sommando quelli della “Rosa nel pugno” e dei “Socialisti”.
Stesso discorso per la “Destra”, che ottiene 38 voti (1,4%). Il partito della Mussolini e la “Fiamma tricolore” ne avevano totalizzato insieme 50 nel 2006.
La vittoria netta di Berlusconi nel comune di Montebello, testimonia la bocciatura del governo Prodi da parte dei nostri elettori, che non si sono visti arrivare finanziamenti per il nostro sviluppo, per esempio i soldi per la ristrutturazione del porto di Saline, quelli per la riconversione industriale dell’area dell’ex Liquichimica, quelli della trasversale grecanica per il collegamento dei centri montani dell’area con la città di Reggio, e via dicendo.
Come se non bastasse, sono venuti invece gli svizzeri (con il consenso di chi?) ma non per costruire fabbriche di cioccolata o di orologi, ma per portare il carbone inquinante (quello che si usa dare ai bambini cattivi per la festa della Befana), per distruggere per sempre i nostri magnifici luoghi e la nostra potenziale ricchezza.
(Nella foto il coordinatore di Forza Italia Gianluca Principato)

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postato da Miguel Cervantes; alle 7:47 PM, , links a questo post




Acqua ancora inquinata a Saline

Continua a permanere il problema acqua inquinata a Montebello Jonico. Dopo l'allarme dei giorni scorsi, che segnalava la presenza di “coliformi fecali” e di “escherichia coli” nell'acqua fornita dalle condutture comunali di pertinenza della Sorical, era seguita un'ordinanza del Sindaco Nisi per proibire l'uso dell'acqua che sgorga dai rubinetti delle frazioni Saline, Rocca, Serro, Stinò, Lianò, Acone, Zuccalà, Caracciolino, Mantineo, Fucidà, S.Elia, Tegani. Ancora, però, non è stata individuata nessuna soluzione per rimediare alla situazione che, non essendo ancora identificata nel complesso l’entità del pericolo, rimane allarmante. Le misure fin qui adottate sembrano non dare risultati risolutivi e anche l'acqua clorata dei serbatoi comunali per permettere l' esclusivo utilizzo domestico ma non alimentare, inizia a scarseggiare, mentre disagi provocati alla popolazione, con il passare dei giorni vanno ad aumentare.

Nella foto la casa comunale di Montebello Jonico

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Prima discografica per il montebellese Giovanni Giordano

L'orizzonte musicale montebellese si allarga per fare spazio a Giovanni Giordano, giovane e promettente artista di Saline Joniche che, col nuovo singolo dal titolo «Mia nonna è una modella», si affaccia ufficialmente sul panorama della musica leggera italiana. Trasformando in canzone una di quel milione di idee che gli girano per la testa, Giovanni Giordano, arriva al suo debutto discografico con un pop semplice, fresco e innovativo nella tematica affrontata che gli ha permesso di ottenere importanti riconoscimenti. Il brano del cantautore montebellese, prodotto dalla casa editrice «Miseria e Nobiltà», infatti, dopo i fortunati passaggi radiofonici sul programma VivaRadio2, condotto da Fiorello e Baldini, a partire da oggi è vendita esclusiva sul sito www.messaggeriedigitali.it .

Fabio L. Macheda (www.strill.it)


Nella foto il cantante montebellese Giovanni Giordano

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Montebello: il nulla, l’alternativa alla centrale a carbone del sindaco Nisi

L’intervento al 6° Forum delle associazioni montebellesi da parte del sindaco di Montebello Loris Nisi ha lasciato tutti sbigottiti.
L’intervento del primo cittadino ha ancora una volta confermato lo sbando progettuale in cui versa l’Ente comunale di Montebello su una delle questioni fondamentali riguardanti il possibile suo sviluppo, e cioè l’area dell’ex Liquichimica, da sempre ridotta ad un pezzo di terra su cui vige da anni ogni sorta di speculazione.
Ma veniamo ai fatti. Il presidente dell’associazione “Nemesis” Franco Meduri ha invitato l’imprenditore Domenico Aquilino, socio della società milanese Pyromex, che ha progettato un sistema rivoluzionario di smaltimento dei rifiuti organici ed inorganici, con impatto ambientale zero e con produzione di energia e materiali da costruzione come prodotto finale dello smaltimento.
E’ un progetto che dovrà essere valutato da tecnici e soggetti istituzionali, così come tutti gli altri proposti dalle associazioni di Montebello.
L’imprenditore Aquilino ha svolto il suo intervento e risposto alla domande dei presenti, invitando tutti all’incontro che la propria società dovrà avere con l’amministrazione provinciale di Reggio Calabria per valutare questo progetto, realizzato attualmente soltanto a Monaco di Baviera.
A questo punto è’ intervenuto il sindaco Nisi che ha bollato subito il progetto di Aquilino come non realizzabile suscitando l’incredulità dei presenti.
Nisi ha perso ancora una volta l’occasione di far fare una bella figura al comune di Montebello, essendo stato il suo comportamento irriguardoso nei confronti dell’imprenditore di Cardeto, che si è reso disponibile a venire a Saline per esporre il suo progetto.
Il sindaco ha detto che questa amministrazione non ha alcuna intenzione di produrre energia attraverso i rifiuti, senza aver prima convocato il consiglio comunale e senza essere un esperto in materia.
Ha ripetuto, con una certa rassegnazione, che serve un progetto alternativo a quello della centrale a carbone della Sei, se si vuole scongiurare l’ipotesi carbone a Saline.
Ma non ha indicato quali progetti alternativi l’amministrazione comunale da lui condotta ha scelto e quali battaglie intende seguire, visto che fino adesso non ne fatta alcuna contro l’ipotesi carbone.
Le affermazioni di Nisi sono allucinanti, dal momento che:
A) La giunta e il consiglio comunale di Montebello a tutt’oggi, non hanno espresso nessun atto concreto contro la centrale a carbone proposta dalla Sei;
B) L’amministrazione Nisi non ha convocato (come avrebbe dovuto) la società svizzera per stabilire le condizioni del comune per acconsentire ad un progetto sull’area in questione, visto che la stessa società sta continuando i suoi progetti sul carbone, contro le leggi regionali in materia, senza aver consultato (stando alla versione ufficiale) il comune di Montebello;
C) L’amministrazione Nisi non ha predisposto o fatto suo un progetto alternativo a quello della centrale a carbone della Sei, per scongiurare l’inquinamento perenne dei nostri luoghi e della nostra popolazione che si abbatterà sulle nostre teste se il progetto della società svizzera andrà in porto.
Al contrario, le associazioni del comune, (Arghiropoulos, Fossatesi nel mondo, Nemesis, Pro Loco, Rangers International), dalla data del primo Forum, cioè dal 6 ottobre 2007, stanno visionando tutti i progetti sul tappeto per tentare di scongiurare l’apocalisse dell’area salinese e di quella circostante.
Il Forum delle 5 associazioni costitutive, da ora in avanti, si allargherà alle associazioni sportive del comune, a quelle dei comuni vicini, in attesa dell’organizzazione di un convegno pubblico sul tema dei progetti alternativi alla centrale a carbone, al quale saranno invitate le amministrazioni pubbliche, le associazioni, i progettisti con i propri lavori, e la Sei.
L’amministrazione Nisi è stata in tutti questi mesi, e ancora adesso, sta alla finestra, in attesa degli eventi, assumendo un comportamento a dir poco irresponsabile.
Il sindaco Loris Nisi ha affermato che bisogna mantenere compatto il fronte contro la centrale a carbone: ma lui e l’amministrazione dobbiamo capire da che parte stanno, se con il fronte del NO al carbone, o con la Sei!
L’assessore all’ambiente del comune di Montebello Antonino Cilea ha detto l’ultima frase famosa, cioè che le proposte di industrializzazione dell’area sono superate. Proprio come è la proposta della Sei! Ma vorremmo chiedergli: ma la destinazione dell’area dell’ex Liquichimica è ancora da considerarsi “zona industriale”? E l’amministrazione Nisi non è stata quella che ha appoggiato lo sviluppo industriale della Sipi, fallito come gli altri?
Mi sa tanto che con l’inerzia (o complicità?) di codesta amministrazione Nisi, non solo gli svizzeri ci porteranno il carbone, ma pure i napoletani i rifiuti, e i francesi le scorie nucleari!!!

(Nella foto il sindaco di Montebello Jonico Loris Nisi)

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Montebello "cancellato" da Trenitalia

Montebello Jonico: nome del centro storico “cancellato” non solo dai grandi progetti di sviluppo ma anche dalle tabelle ferroviarie, dalle relative indicazioni e da quanto strettamente collegato con il mondo della Ferrovia.
Il nome mai inserito là dove gli spettava ora si trova escluso. Per comprende il senso di queste parole è sufficiente un piccolo viaggio da Reggio a Saline di Montebello Jonico per verificare come la gentile voce della signorina che indica le fermate, comunica “prossima fermata Saline di Reggio”.Sarebbe interessante capire a chi è venuta l’ idea di “regalare” la paternità alla vicina Reggio, si chiedono i cittadini, quando tutti dovrebbero sapere che Saline è il popoloso centro del comune di Montebello.
Significa, senza forma di campanilismo, continuano convinti, “strappare eredità ad un paese già consapevole della sua realtà”.Montebello centro, così come l’entroterra in genere, infatti, a causa dello spopolamento, legato alle infrastrutture viarie, tortuose e abbastanza scoraggianti, per la residenza delle giovani coppie, non detiene più nulla di importante se non il nome.
Un nome che, così come diversi studiosi affermano, e qui va menzionato, Luigi Sclapari, affonda le radici nel lontano passato, nella nobile storia intrisa di personaggi, come gli Abenavoli del Franco, gli Aragonesi ed ancora al famoso “Montis belli”.
E proprio questo antico e storico nome che avvicina i montebellesi alla disfida di Barletta – cosa che nessuno sa e nessuno “vende” in termini di comunicazione- viene oscurato ed eliminato dalle “vetrine” anche quando “l’esposizione” è di diritto.I cittadini sono intenzionati ad iniziare una lotta anche su questo fronte perché, affermano “è ingiusto che in Italia e in Europa, infatti, è stato cancellato, o meglio mai inserito, il nome "Montebello" negli elenchi ferroviari, così come nelle biglietterie, associando il nome di Saline ad una città, sicuramente bella, ma che non ha nulla a che vedere con Montebello sotto l’aspetto dell’assunzione della paternità”.
Si tratta di continuità territoriale? Si direbbe di no, dal momento che tra Pellaro e Saline c’è il comune di Motta S. Giovanni.La stranezza, infatti, và oltre proprio perchè passando dalla stazione di Lazzaro, limitrofa al territorio di Reggio, la stessa voce automatica, giustamente, comunica “Lazzaro di Motta S. Giovanni”.
Quindi la paternità di Motta rimane intatta rispetto a Lazzaro. Viene messo come “secondo” nome quello dell’antico borgo che merita di vivere anche nelle aree costiere.
Arrivati a Saline di Montebello, invece, non si capisce per quale motivo, la stessa voce asserisce “Saline di Reggio” e non “Saline di Montebello”. Il nome dell’antico e, un tempo, importante centro scompare.
Nessuno mai si è posto il problema se non oggi attraverso le pagine di questo giornale che sono le prime a scrivere sull’importanza della memoria.La storia insegna che l’uomo e i luoghi vivono nella misura in cui vengono ricordati.
I montebellesi, e tutto l’entroterra sono consapevoli di questa situazione dovuta, sicuramente non ad una volontà di omettere il nome ma, forse, all'assenza di chi doveva interessarsi subito per far correggere il tiro. Se poi vi sono altre motivazioni che giustificano tale paternità del capoluogo sul comune di Montebello sarebbe giusto comunicarle perché mediante la conoscenza tutte le obiezioni potranno essere annullate.
I cittadini chiedono al sindaco, Loris Maria Nisi, di intervenire per dare dignità al comune che lo stesso rappresenta anche attraverso il nome.
Questa è l'ennesima esclusione di Montebello e solo oggi per la prima volta se ne parla.
In passato il Comune era stato escluso anche dall'area grecanica e solo dopo lunghissimi anni c'è stato il giusto riconoscimento.L'auspicio è che le Ferrovie modifichino questo errore in tempi ristretti.
Vincenzo Malacrinò
(Tratto dal blog di Vincenzo Malacrinò)

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Sesto incontro per le associazioni montebellesi

Si è svolto a Saline, presso la sede dai Rangers International, il sesto incontro del Forum permanente delle associazioni di Montebello Jonico. L’assemblea, ancora incentrata sul problema della centrale a carbone che la società svizzera Sei ha intenzione di costruire nell’area dell’ex Liquichimica di Saline, ha visto la partecipazione di Tino Praticò, presidente dell'associazione “Eureka” di Lazzaro che si è aggiunta alle associazioni montebellesi che hanno dato vita all'iniziativa. Presenti per le altre associazioni montebellesi: Franco Meduri per "Nemesis", Franca Evoli per “Arghiropoulos”, Nuccio Foti per i “Rangers Internatonal”, “Mimmo Pellicanò per “I Fossatesi nel mondo”, e Mimmo Romeo per la “Pro Loco”. E' toccato a Meduri aprire i lavori facendo una cronistoria degli incontri precedenti del Forum che, costituito per iniziativa de “I Fossatesi nel mondo”, oltre a sostenere la ferma volontà di dire NO all’ipotesi carbone nell’area, sta valutando dei progetti alternativi da proporre alle istituzioni competenti. Nel corso dell'assemblea è stato presentato un progetto della società Pyromex, che prevede il trattamento di rifiuti solidi urbani con un processo altamente innovativo. Il rappresentante della Società Piromex, Domenico Aquilino ha esposto il rivoluzionario progetto che, attraverso un impianto di gassificazione, dovrebbe permettere un'efficace e proficua gestione dei rifiuti nel pieno rispetto dell’ambiente. L'impianto, sempre secondo quanto dichiarato da Aquilino, si costituirebbe di un sistema integrato in grado di trattare rifiuti industriali, domestici e residui tossici producendo energia e materiali inerti riutilizzabili al 100% e con elevato valore di mercato. Il rappresentante della Pyromex ha spiegato che un impianto di tal genere sarebbe in grado di smaltire ben 500 tonnellate di rifiuti nelle 24 ore e potrebbe «trasformare quello che oggi è un problema in una fonte di ricchezza». Di fronte alle pressanti domande dei presenti, abbastanza perplessi sul reale funzionamento della tecnologia della Pyromex, Aquilino ha spiegato che un impianto sperimentale è stato messo in funzione a Monaco di Baviera e che presto potranno essere forniti dati precisi e tangibili sulla bontà del metodo Pyromex. Il sindaco Nisi, presente all'assemblea assieme all'assessore all'ambiente Antonino Cilea, ha subito bocciato il progetto rimanendo dubbioso sui dati forniti da Aquilino e dicendosi favorevole ad un’ipotesi di sviluppo turistico del territorio così come prospettato dal progetto dell’architetto Marra presentato da “I Fossatesi nel mondo” durante la terza riunione del Forum permanente delle Associazioni Montebellesi. Ricordiamo che il progetto di Marra, vincitore del premio Portus 2006, prevede la trasformazione di tutta l’area dell’ex liquichimica e delle OGR in polo d’attrazione turistico-culturale e di ricerca sulle energie alternative. Questa ipotesi, fortemente appoggiata da “I Fossatesi nel mondo”, sarebbe a parere di molti quella ideale per uno sviluppo ecosostenibile di un territorio la cui propensione turistica era stata bruscamente stroncata dal miraggio dello sviluppo industriale previsto dal pacchetto Colombo.

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La "Sinistra l'arcobaleno" contro il carbone a Saline

Nella mattinata del 3 aprile i sostenitori e i candidati della Sinistra Arcobaleno, sfidando la pioggia e l'insolito freddo di questa primavera elettorale, si sono ritrovati presso l'Area ex Liquichimica Biosintesi di Saline Joniche per ribadire un fermo ed incondizionato "NO" all'ipotesi della multinazionale svizzera SEI di costruire una centrale elettrica a carbone in questa area già abbondantemente devastata dalle scellerate scelte dei decenni scorsi. Presenti al sit-in di protesta, oltre a numerosi sostenitori della lista "La Sinistra L'arcobaleno", anche Omar Minniti, coordinatore provinciale del PRC, Leo Autelitano, presidente dell’Ente Parco Aspromonte, Nino De Gaetano, consigliere regionale, Antonino La Rosa, segretario provinciale del PRC, Enzo Infantino, segretario provinciale PdCI, Stefano Perri, coordinatore FGCI e Francesco Forgione candidato al senato per la lista "La sinistra l'arcobaleno" e presidente della commissione antimafia. Dopo l'apertura dei lavori, operata da Omar Minniti, è stato il turno di Leo Autelitano che in un intervento, tanto mirato quanto pungente, ha dichiarato: «Siamo di fronte ad un ammasso di ferraglia, mai entrato in funzione, per il quale sono stati spesi in passato circa 300 miliardi di lire. Sulla zona sono state fatte speculazioni a non finire. Ora vorrebbero fare un’opera inconcepibile ed economicamente costosa». Autelitano ha poi parlato della recente istituzione del parco marino regionale dichiarando: « Se il parco si ferma a Spropoli e non a Capo D’Armi è colpa delle amministrazioni locali che non sono riuscite a rispettare i tempi per entrare nel progetto, ma lavoreremo anche per superare questo». Dello stesso avviso anche Forgione che nel suo discorso si è detto «indignato per la situazione presente a Saline Joniche» ed ha continuato: «E' tutta colpa della classe dirigente che non ha mai capito che bisogna investire sulle risorse di questo territorio che sono costituite dal mare e della montagna. Noi denunciamo lo spreco e l’influenza della mafia che ha fatto sparire quasi tutti i soldi destinati alla Calabria. Manca una politica industriale. Perché non si sviluppa il solare?». Posizione, questa, del tutto in sintonia con quella, più volte esposta, dalle varie associazioni locali che, ormai da alcuni mesi, sono impegnate in forum permanente per impedire l'arrivo del carbone a Saline e trovare delle alternative valide all'ipotesi industriale della multinazionale SEI. Ricordiamo che si sono dichiarati contrari ad una centrale a carbone a Saline di Montebello Jonico anche il Consiglio regionale calabrese e la Provincia di Reggio Calabria che hanno votato contro l'ipotesi progettuale della SEI, diversamente dall'amministrazione comunale di Montebello Jonico che, pur dichiarando la propria avversità al progetto, non ha dato seguito a nessun atto formale a conferma di questa posizione.

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Il grande assente

Il vice sindaco Carmelo Romeo non si presenta in consiglio comunale per spiegare le sue dimissioni
Non si è presentato l'ex vice sindaco del comune di Montebello Jonico, Camelo Romeo, nella seduta dell'ultimo civico consesso, svoltosi nella sede del palazzo municipale in via Portovegno.
Ha inviato soltanto un fax poco prima dello svolgimento del consiglio, snobbando consiglieri, pubblico presente e cittadini, che aspettavano di sapere il perchè delle sue dimissioni improvvise.
Il sindaco Nisi, che da qualche tempo, però, aveva cancellato il suo nome dall'elenco dei nominativi degli assessori sulle delibere comunali, ha preso atto di questa assenza constatando l'impossibilità di ricucire un rapporto andato in fumo.
Il dilemma, tuttavia, resta. Perchè il vice sindaco si è dimesso? Quali sono i reali motivi che hanno determinato quest'atto compiuto come un fulmine a ciel sereno?
Le domande aspettano una risposta convincente.
Attendiamo che il vice sindaco dia le motivazioni di questa sua decisione, informando la cittadinanza possibilmente in tempi brevi.
Così come esige la trasparenza amministrativa di chi ricopre cariche pubbliche, l'etica politica, e la corretta informazione.
(Nella foto il vice sindaco Carmelo Romeo in un manifesto elettorale)

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Consiglio comunale, torna l'opposizione a Montebello Jonico

Seduta movimentata, lunedì scorso, nell’aula consiliare di Montebello Jonico dove l’amministrazione comunale si è trovata a dover affrontare una minoranza che, dopo anni di latitanza politica, ora sembra volersi riappropriare del proprio ruolo istituzionale e, sebbene divisa e frammentata, comincia a fare l’opposizione. Nonostante il primo cittadino avesse fatto di tutto per evitare la trattazione di questioni complesse ed imbarazzanti, durante il civico consesso, i problemi non sono mancati. L’aver compilato un ordine del giorno, accuratamente studiato, in cui non si prevedeva la trattazione di argomenti spinosi quali le bollette pazze del servizio idrico integrato, le dimissioni del Vice Sindaco Carmelo Romeo e la stabilizzazione degli Lsu-Lpu assegnati al comune, non è bastato al sindaco Nisi per evitare le grane. Infatti la minoranza, presentando due emendamenti al bilancio di previsione 2008-2010 (uno firmato dai consiglieri Suraci, Praticò e Foti C. , l’altro da Federico) tesi a reperire fondi per l’assunzione part-time del personale Lsu-Lpu, ha aggirato l’ostacolo ed ha costretto il primo cittadino a dedicare buona parte delle oltre cinque ore di consiglio alla discussione dell’argomento. La maggioranza del sindaco Nisi ha replicato definendo non attuabile la stabilizzazione dei lavoratori e procedendo all’approvazione del bilancio senza curarsi degli emendamenti presentati. La mancata votazione degli emendamenti che, secondo quanto dichiarato dal sindaco, per essere messi ai voti necessitavano del parere dei revisori, ha causato la vibrata protesta dei consiglieri Suraci, Praticò e Foti C. che, in aperta polemica con la decisione del primo cittadino, hanno abbandonato l’aula. Il consiglio è poi proseguito con la ratifica degli altri punti all’ordine del giorno che prevedevano, tra l’altro, l’ approvazione del programma triennale delle opere pubbliche, aspramente criticato da Federico, e il riconoscimento di debiti fuori bilancio scaturiti da alcuni contenziosi con i cittadini che hanno visto il comune soccombere nei procedimenti giudiziari intentati. Delusione per chi, dopo il sensibile aumento dello scorso anno, si aspettava un abbassamento delle aliquote ICI ed IRPEF che sono state, invece, confermate. Disattese anche le aspettative di conoscere le circostanze che hanno indotto Romeo a dimettersi dalla carica di Vice Sindaco. L’ex esponente della giunta Nisi, infatti, non si è presentato alla seduta consiliare ed ha giustificato la sua assenza con un fax dove comunicava di essere assente per improvvise ed urgenti cause personali. Per quanto riguarda invece la questione delle bollette pazze del servizio idrico integrato, il sindaco Nisi, si è limitato a comunicare che verranno trattate in un apposita seduta consiliare aperta di cui, però, non ha fornito la data.

Nella foto la casa comunale di Montebello Jonico

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Finalmente anche Fossato Jonico ha l'ADSL

Dopo le frazioni Saline, Tegani, Masella e Montebello anche Fossato Jonico entra a pieno titolo a far parte del mondo dell’ADSL. L’attivazione della linea Internet veloce anche nella frazione di Fossato porta a compimento l’iter di realizzazione dell’ADSL nel territorio comunale di Montebello Jonico. A renderlo noto, con un comunicato stampa, è il Comitato civico spontaneo “Leone Sgrò” che, nel settembre 2006, aveva iniziato le sue attività con una petizione per l’attivazione dell’ADSL nel comune di Montebello Jonico. «Le battaglie sostenute – si legge sulla nota del comitato – hanno portato a risultati importanti. Il Comitato esprime viva soddisfazione per una battaglia che ha portato a compimento in poco più di un anno e mezzo, nonostante l’inerzia dei politici comunali.» La petizione per l’attivazione dell’ADSL nel comune di Montebello Jonico, promossa dal “Leone Sgrò”, era stata inviata al Presidente della Repubblica, al Prefetto, al Presidente della Regione, al Presidente della provincia, al Presidente della Comunità Montana “Versante dello Stretto” e al Sindaco di Montebello. Del problema, poco sentito dall’amministrazione comunale, si era invece interessato il Prefetto, dott. De Sena, che tramite il suo vice dott.ssa Maria Grazia Nicolò aveva contattato la sede di Telecom di Palermo per segnalare la problematica. Anche Ugo Suraci, assessore alla Comunità Montana “Versante dello Stretto”, si era dimostrato sensibile all’istanza dei cittadini ed aveva fatto predisporre un progetto per la copertura in Wi-Fi dei comuni appartenenti alla Comunità Montana. L’attivazione dell’ADSL, comunque, pone fine all’isolamento telematico che in questi anni ha contraddistinto il comune jonico e colma quel gap tecnologico che costringeva ad una lentezza della rete ormai insostenibile traghettando i cittadini, gli studenti, i lavoratori e le imprese del territorio comunale nel terzo millennio dell’era digitale. Adesso tocca ai cittadini sfruttare appieno le potenzialità offerte dal nuovo strumento di comunicazione. La nota del Comitato civico “Leone Sgro” si conclude con un sentito ringraziamento all’ex prefetto De Sena ed i suoi collaboratori, all’assessore Ugo Suraci, e alla Telecom per la loro disponibilità ed operosità.

Nella foto un panorama della zona Nord di Fossato Jonico

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